Niente allenamenti. E nemmeno impegni con i giornalisti. Il tutto, con l’isolamento sia delle quattro atlete finlandesi contagiate sia delle compagne di stanza. L’infezione da norovirus entra così come protagonista non certo gradita nel torneo di Hockey su ghiaccio femminile alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. La squadra del Paese nordico dovrebbe esordire contro il Canada a Milano. Ma come mai si parla di un virus tanto temibile? E cosa può provocare?
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Cosa sono i norovirus e cosa provocano
Questi virus a RNA fanno parte della famiglia delle Caliciviridae. E prendono il nome dalla città dell’Ohio – Norwalk – in cui si è avuta un’epidemia nel 1968. Da allora vengono considerati come responsabili di vere e proprio microepidemie, vista la capacità di questi ceppi di diffondersi in ambienti chiusi. Per questo si sente parlare di contagi ripetuti in situazioni circoscritte come le case di riposo, le aule scolastiche o magari anche navi da crociera.
Nonostante l’elevata contagiosità, come riporta il sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), quasi mai si tratta di infezioni particolarmente gravi nelle persone sane. In genere dopo un periodo di incubazione si manifesta l’infezione, con disturbi che possono concentrarsi nel tempo ed essere presenti meno di una giornata per giungere fino a tre giorni. Il quadro classico è quello della gastroenterite, con sintomi delle alte vie digestiva, in particolare nausea e vomito, e con diarrea con forti mal di pancia per l’interessamento intestinale. Normalmente i fastidi si risolvono da soli in pochissimi giorni: l’incubazione del virus è di 12-48 ore, mentre l’infezione dura dalle 12 alle 60 ore. In qualche caso si manifesta anche una leggera febbre. La malattia non ha solitamente conseguenze serie, e la maggior parte delle persone guarisce in 1-2 giorni senza complicazioni. Va prestata particolare attenzione alla perdita di liquidi e sali minerali, soprattutto nei bambini molto piccoli e in chi non è in buone condizioni di salute.
Come si affronta e si previene
Sul fronte del trattamento non esiste una terapia specifica per l’infezione da norovirus. E’ importante però controllare bene lo stato di salute della persona cercando di contenere le scariche diarroiche, il vomito e gli altri disturbi con trattamenti mirati.
Sul fronte del rischio di diffusione dell’infezione, la prevenzione è difficile. E non solo perché i virus potrebbero anche attaccare la stessa persona a distanza di tempo, ma anche e soprattutto per l’elevata capacità di provocare infezione. Pensate che, sempre stando ai dati riportati dagli esperti dell’ISS, sarebbero sufficienti 10 particelle virali per dare vita a un’infezione.
Non solo: il virus tende anche a mantenersi nell’ambiente, il che rende ancor più difficile il contenimento dei casi. La trasmissione avviene direttamente da persona a persona, per via orofecale o via aerosol, oppure tramite acqua o cibo infetti, ma anche per contatto con superfici contaminate. Oltre ad evitare rapporti ravvicinati tra persone, quindi, bisogna anche prestare attenzione agli alimenti ed al consumo di acqua da utilizzare per il lavaggio degli alimenti.
Oltre che per diffusione diretta da persona a persona, con amplificazione del numero dei casi, le microepidemie sono spesso associate al consumo di frutti di mare crudi, insalate, frutti di bosco, acqua contaminata, cibi freddi, germogli, erbe e spezie.