Il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo è ormai alle porte e i partiti si danno battaglia. Il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha contribuito ad abbassare i toni, ma il confronto rimane serrato.
In tutta Italia è un fiorire di comitati per il SÌ oppure per il NO. La destra ritiene che il referendum sull’ordinamento giudiziario sia un’occasione per arginare le correnti e per introdurre il principio di trasparenza nella progressione di carriera dei magistrati; la sinistra agita uno spettro: se passasse la riforma, il potere giudiziario potrebbe eventualmente rimanere esposto ai condizionamenti dell’esecutivo.
Indice
Referendum giustizia, perché non c’è quorum
A differenza di altre occasioni in cui gli elettori italiani sono stati chiamati ad esprimersi, nel referendum sulla Giustizia non ci sarà il quorum, trattandosi di un referendum confermativo: il referendum confermativo non prevede quorum per una scelta precisa del costituente, cioè garantire che la decisione finale su una revisione della Costituzione non possa essere bloccata dall’astensione.
Sono invece i referendum abrogativi ad avere il quorum. Per approfondire, si rimanda alla Costituzione: all’articolo 75 per il referendum abrogativo e all’articolo 138 per quello confermativo.
Detto ciò, al referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo 2026 anche un solo voto in più, a prescindere dal numero di votanti, determinerà la vittoria del SÌ per la quale spingono il centro-destra e un terzo del Partito Democratico e una parte minoritaria dei magistrati; oppure determinerà la vittoria del NO per la quale spinge il resto dell’opposizione e la maggioranza dei giudici.
Il referendum sulla Giustizia riguarda:
- la riforma del Csm;
- l’equa valutazione dei magistrati;
- la separazione delle carriere dei magistrati;
- il limite alla custodia cautelare;
- l’abolizione del decreto Severino.
Qui la guida al referendum Giustizia di marzo con la spiegazione dei quesiti e cosa cambierebbe con il SÌ e con il NO.
Referendum Giustizia 2026, i sondaggi
Di seguito gli ultimi sondaggi elettorali sul referendum Giustizia 2026.
BiDiMedia per First ha contattato 3.189 persone, riuscendo a raccogliere gli umori di 2.000 di loro in un sondaggio pubblicato il 27 febbraio.
Domanda: “Se domani si votasse per il Referendum sulla Giustizia, lei per chi voterebbe?”. Scenario base con affluenza al 47%.
Risposte:
- SÌ – 48,2%;
- NO – 45,4%;
- non saprei – 6,4%.
Al netto dei non saprei:
- SÌ – 51,5%;
- NO – 48,5%.
Con affluenza stimata al 44%:
Risposte:
- SÌ – 48,2%;
- NO – 46,3%;
- non saprei – 5,5%.
Al netto dei non saprei:
- SÌ – 51%;
- NO – 49%.
Con affluenza stimata al 51%:
- SÌ – 47,6%;
- NO – 43,1%;
- non saprei – 9,3%.
Al netto dei non saprei:
- SÌ – 52,5%;
- NO – 47,5%.
Altra domanda: “Indipendentemente dal suo voto, secondo lei cosa vincerà?“.
- SÌ – 55%;
- NO – 45%.
Di seguito un altro sondaggio sulla Giustizia, ovvero quello realizzato da Only Numbers per la Fondazione per l’arte e la cultura Lauro Chiazzese e pubblicato in data 25 febbraio (consistenza numerica campione intervistati 1.000 interviste; 1.000 intervistati con interviste valide; numero dei non rispondenti/rifiuti all’intervista 1.854; totale contatti effettuati 2.854.
La domanda sull’affluenza: “Pensa di andare a votare il 22 e il 23 marzo per il referendum confermativo della legge sulla riforma della giustizia?”. L’affluenza stimata è al 31-35%.
La domanda sulle intenzioni di voto, tra chi ha dichiarato di andare a votare: “Come voterà il 22 e il 23 marzo nel referendum confermativo della legge sulla riforma della giustizia?”.
SÌ – 50,7%;
NO – 49,3%.
Qui, per fare un confronto, i risultati dei sondaggi sul referendum Giustizia della settimana precedente.