Come si andrà in pensione dal 2023: tutte le opzioni

Da Quota 102 all'Ape sociale fino a opzione donna, le possibilità per uscire dal lavoro in attesa della vera riforma dal 2023

Ancora lavori in corso per sancire il superamento di Quota 100 verso una riforma definitiva delle pensioni in Italia. Nella Legge di Bilancio in corso di approvazione, il governo Draghi ha destinati oltre 600 milioni di euro per finanziare Quota 102 e la proroga di Opzione donna e dell’Ape sociale estesa ad altri lavori usuranti. Si tratta però di un cuscinetto di 12 mesi per consentire il ritorno graduale ai principi della legge Fornero in attesa di limare le distanze con i sindacati e arrivare a definire il nuovo sistema pensionistico.

Come si andrà in pensione dal 2023: il confronto tra governo e sindacati

A partire dal 2023 le alternative di uscita dal lavoro potrebbero essere ridotte e dovrà essere definito in concreto un modello previdenziale. Nel tavolo di confronto con le principali sigle Cgil, Cisl e Uil, il premier Mario Draghi (qui abbiamo parlato dell’ultimo incontro con i sindacati sulla riforma) ha aperto alla disponibilità di cambiare la legge Fornero, rimanendo però nel perimetro del sistema contributivo che prevede una pensione calcolata in base all’ammontare dei contributi effettivamente versati nell’arco della vita lavorativa di un soggetto (qui l’approfondimento sulle ultime novità sulla riforma delle pensioni).

Come si andrà in pensione dal 2023: le ipotesi

Una condizione che non piace ai sindacati, impegnati a discutere con il governo tutte le ipotesi allo studio, ecco di seguito le principali (qui abbiamo parlato dell’ipotesi di anticipo “Quota 93”).

Come si andrà in pensione dal 2023: 64 anni di età e 20 di contributi

Come indicato nel dossier finale della Commissione tecnica sulla riforma previdenziale, i tecnici del ministero dell’Economia hanno incluso tra le opzioni la pensione con almeno 64 anni d’età e almeno 20 di contribuzione.

Una possibilità già prevista dalla legge Fornero ma soltanto per i lavoratori totalmente “contributivi”, cioè le persone che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995.

Come si andrà in pensione dal 2023: 62 anni più 25

Altra formula per accedere alla pensione sarebbe rappresentata allo studio da una soglia di età minima di 62 anni, ma con una quota di contributi più elevata, alzata a 25 anni.

La Lega ha anche presentato la proposta di una Quota 104, cioè un’uscita anticipata con almeno 63 anni d’età e 41 di contributi, non molto lontano dalla richiesta dei sindacati di una Quota 41 che prevede l’uscita del lavoratore dal mercato con 41 anni di contributi senza alcun vincolo anagrafico.

Come si andrà in pensione dal 2023: Opzione tutti

Sul tavolo rimane anche la cosiddetta “Opzione tutti” sull’orma di “Opzione donna”: un meccanismo che permetta di andare in pensione in anticipo, prima di raggiungere la quota anagrafica prevista dalla Legge Fornero, ricevendo però soltanto quanto versato negli anni (qui per controllare il calendario delle pensioni di gennaio).

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