Pensioni, perché la mancanza dei requisiti minimi fa perdere tutti i contributi versati

Cosa succede ai contributi versati ma non validi ai fini pensionistici? Proviamo a fare chiarezza

Cosa succede ai contributi versati dal contribuente, in concomitanza ad un rapporto di lavoro, ma non validi ai fini del riconoscimento della pensione? A questa domanda, di seguito, proveremo a rispondere.

Il dibattito intorno a dubbi e questioni irrisolte riguardo alle pensioni e ai requisiti necessari per accedervi è sempre vivo. Oggi proveremo ad affrontare il caso dei contributi versati, potenzialmente validi ai fini pensionistici, che non danno diritto alla pensione.

La legge a tal proposito è chiara: nessun rimborso spetta ai lavoratori che hanno versato i loro contributi durante il periodo in cui sono stati occupati e che, una volta concluso il rapporto di lavoro, non hanno ottenuto il riconoscimento della pensione. Riguardo all’argomento, infatti, vi sono diverse sentenze dalla Corte di Cassazione che lo confermano. L’Inps, quindi, non ha nessun obbligo nei confronti di questo tipo di contribuenti.

L’ordinamento italiano, a proposito di accesso alla pensione di vecchiaia, stabilisce che, per avere diritto a ricevere l’assegno pensionistico bisogna:

  • aver maturato almeno 20 anni di contribuzione;
  • aver raggiunto l’età pensionabile (pari a 67 anni nel 2019).

Vi sono però dei casi in cui i contribuenti possono ricevere un trattamento diverso, se e quando si verificano delle particolari condizioni che danno diritto – appunto – alla pensione anticipata. Determinate categorie di lavoratori (come i precoci o quelli che hanno svolto attività usuranti per un determinato periodo della loro vita) in presenza di determinati requisti, diversi da quelli standard, possono beneficiare dell’uscita anticipata dal mondo del lavoro e, di conseguenza, andare in pensione prima del tempo.

I contributi che devono considerarsi “persi” (ovvero quelli versati ma non validi ai fini pensionistici) sono:

  • i contributi che il lavoratore ha devoluto alle casse dello Stato (e a quelle dell’Inps) per un periodo minore ai 20 anni;
  • i contributi che il lavoratore ha versato per un arco di tempo inferiore ai 20 anni e che, allo stesso tempo, non possono essere sfruttati ai fini del riconoscimento del pensionamento anticipato.

Se un lavoratore non è in possesso dei requisiti minimi sopra elencati, sia nel caso di pensione di vecchiaia che in caso di pensione anticipata, non potrà rivolgersi all’Inps per avere il “rimborso” dei contributi già versati e persi.

Pensioni, perché la mancanza dei requisiti minimi fa perdere tutti i ...