Pensioni a rischio senza dichiarazione dei redditi, via al servizio Inps per rimediare

L'Inps aiuta 680mila pensionati a inviare i redditi 2023 con videoguida, Red precompilato e assistente virtuale online. Perché è importante pagare

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Per circa 680.000 pensionati è arrivato il sollecito ufficiale dall’Inps: entro il 28 febbraio 2026 devono trasmettere la dichiarazione reddituale relativa all’anno 2023. L’obiettivo è evitare la sospensione, con conseguenti indebiti, di prestazioni cruciali legate al reddito. L’Istituto ha attivato una campagna di supporto digitale per semplificare l’operazione, attraverso una videoguida intuitiva.

Una scadenza cruciale per i pensionati

L’adempimento non è una mera formalità. La dichiarazione dei redditi del 2023 è il presupposto per continuare a percepire integralmente una serie di prestazioni collegate alla situazione economica del pensionato. Tra queste figurano la quattordicesima mensilità, l’integrazione al minimo, le maggiorazioni sociali e l’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF). La mancata o tardiva comunicazione può portare alla sospensione di questi assegni, portando anche al rischio di dover ridare indietro alcune somme.

Per supportare gli utenti e incrementare le risposte, l’Inps ha avviato una campagna di sollecito mirata, inviando un avviso personalizzato nell’Area MyInps di circa 680.000 pensionati inadempienti. Il cuore di questa comunicazione è una videoguida, che spiega in modo chiaro:

  • perché è necessario inviare la dichiarazione reddituale entro il 28 febbraio 2026;
  • quali redditi devono essere comunicati;
  • come utilizzare il servizio Red Precompilato online;
  • quali sono le conseguenze in caso di mancato invio.

Al termine del video, un collegamento diretto consente di accedere immediatamente al servizio Red Precompilato, facilitando il passaggio dall’informazione all’azione.

Come accedere alla videoguida

I destinatari del sollecito hanno a disposizione diverse modalità per visualizzare la guida personalizzata, valida fino alla scadenza del 28 febbraio 2026:

  • il sito dell’Inps, accedendo con credenziali Spid o Cie e cliccando sul link nelle notifiche;
  • l’app IO e quella Inps Mobile, tramite la notifica ricevuta sull’applicazione.
  • tramite la lettera di sollecito cartacea inviata agli interessati a fine dicembre, dove è presente un QR Code da scansionare.

Attraverso il servizio, il pensionato può verificare i dati reddituali già comunicati negli anni precedenti, confermarli oppure rettificarli e integrarli. Il tutto con il supporto di un assistente virtuale che fornisce indicazioni utili durante la compilazione. Questo consente di semplificare l’adempimento e ridurre il rischio di errori o omissioni che potrebbero incidere sulle prestazioni collegate al reddito.

Cos’è il Consulente digitale delle pensioni

La videoguida ricorda inoltre la possibilità di utilizzare il Consulente digitale delle pensioni. Il servizio, progettato nell’ambito del Pnrr, permette di verificare l’eventuale diritto ad ulteriori prestazioni.

Questo tipo di comunicazione digitale integrata, sperimentato per la prima volta nel 2022, sta già dimostrando la sua efficacia. L’Inps comunica di aver registrato un incremento progressivo della percentuale di dichiarazioni reddituali presentate, con una drastica riduzione delle sospensioni e revoche delle prestazioni.

I numeri parlano chiaro: secondo i dati dell’Inps, il tasso di dichiarazioni pervenute online a seguito delle campagne di sollecito è quasi raddoppiato, passando dal 4,20% della campagna per l’anno reddito 2018 al 7,59% della campagna per l’anno reddito 2022.

Un supporto in più, dunque, per aiutare gli anziani a rispettare la scadenza e tutelare il proprio diritto alla pensione.