Pensione di marzo, come leggere le voci del cedolino tra aumenti e arretrati

In arrivo i rimborsi per il primo bimestre dell’anno e il ricalcolo delle addizionali regionali. Novità anche per chi ha superato i 70 anni

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Il cedolino della pensione di marzo 2026 prevede una serie di voci che dettano aumenti o abbassamenti dell’importo. Infatti, a seconda dell’incremento della maggiorazione sociale, del conguaglio Irpef o dell’adeguamento alle aliquote Irpef, gli importi potrebbero essere più alti o più bassi. Come ogni mese, il cedolino può essere visionato prima dell’arrivo della pensione.

Dato che il primo giorno bancabile del mese di marzo è lunedì 2 marzo 2026, il cedolino della stessa pensione può essere visionato già a partire dall’ultima settimana del mese precedente, in questo caso da lunedì 23 febbraio. Grazie al cedolino, consultabile online sul sito Inps o chiedendo l’accesso in un ufficio territoriale, si può verificare l’importo, conoscere le ragioni di eventuali variazioni dell’importo e accedere ad altri servizi di consultazione, certificazione e variazione dei dati. Cerchiamo di capire come si legge il cedolino di marzo 2026 tra nuove voci, conguagli e adempimenti fiscali.

Pagamento pensione di marzo 2026

Il primo dato utile da sapere è che la data di pagamento della pensione di marzo 2026 è il 2 marzo, il primo giorno bancabile. Il mese di marzo infatti inizia con una domenica e il primo giorno nel quale è possibile ricevere la pensione sarà proprio lunedì 2 marzo.

A partire dalla stessa data sarà possibile andare a ritirare in contanti la pensione agli uffici postali, seguendo il calendario diviso in ordine alfabetico.

Maggiorazione sociale: a chi spettano i 20 euro in più

Una prima voce del cedolino della pensione di marzo prevede un aumento di 20 euro mensili. Si tratta della maggiorazione sociale, che vede l’importo crescere grazie a quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2026. L’aumento è previsto per i pensionati di età pari o superiore a 70 anni. Sarà inoltre visibile tale maggiorazione anche nelle pensioni di invalidità civile totale per tutti i maggiorenni.

La cifra sul cedolino però non sarà di appena 20 euro, anche se l’aumento è di 20 euro mensili per 13 mensilità (260 euro all’anno), ma di 60 euro. Infatti, a marzo verranno pagati anche i mesi di gennaio e febbraio 2026. Da aprile la cifra tornerà a essere di 20 euro mensili.

Adeguamento delle aliquote Irpef

Un’altra novità introdotta dalla legge di Bilancio 2026 è la riduzione della seconda aliquota Irpef. Questa passa dal 35% al 33% per lo scaglione di reddito oltre 28.000 euro e fino a 50.000 euro.

Nella pensione di marzo saranno quindi messi in pagamento gli importi a credito relativi a gennaio e febbraio per l’entrata in vigore dell’adeguamento delle aliquote Irpef.

Conguaglio Irpef 2025

Con la fine del 2025 è stato effettuato il ricalcolo a consuntivo delle ritenute erariali, tra queste Irpef, addizionale regionale e comunale a saldo.

Cosa significa? Con il ricalcolo, alcune pensioni vedranno l’importo salire e altre scendere: tutto dipende se nel corso dell’anno la somma complessiva pagata risulta superiore a quanto dovuto su base annua o inferiore. In entrambi i casi il rimborso o il recupero della somma è avvenuto nelle rate di gennaio e febbraio 2026.

Sulla pensione di marzo 2026 possono però essere presenti ulteriori conguagli a credito o addebito dovuti al ricalcolo dell’Inps prima dell’emissione della certificazione unica 2026.

Addizionali regionali e comunali

Sempre sulla pensione di marzo saranno inoltre visibili le trattenute delle addizionali regionali e comunali relative al 2025.

Attenzione: le prestazioni di invalidità civile, le pensioni o gli assegni sociali, le prestazioni non assoggettate alla tassazione per particolari motivazioni (detassazione per residenza estera, vittime del terrorismo) non subiscono trattenute fiscali.

L’addizionale regionale all’Irpef viene trattenuta sulla pensione a saldo, nell’anno successivo a quello cui fa riferimento, suddivisa in 11 rate. In questo caso da gennaio a novembre 2026.

L’addizionale comunale all’Irpef invece, viene trattenuta sia in acconto che a saldo:

  • a saldo, nell’anno successivo a quello cui si riferisce, in 11 rate da gennaio a novembre;
  • in acconto, nell’anno di riferimento, in 9 rate da marzo a novembre.