Assalto alle pensioni minime: è tensione all’interno della maggioranza

Il sottosegretario leghista Durigon esclude un aumento a 600 euro voluto da un emendamento di Forza Italia alla Manovra

E’ tensione all’interno della maggioranza sul tema delle pensioni  minime, che non aumenteranno come aveva promesso Forza Italia in campagna elettorale, ma saranno semplicemente ritoccate un di poco in aggiunta alla consueta rivalutazione annuale necessaria a tener conto dell’inflazione e della perdita del potere d’acquisto. Una decisione che era nell’aria e che è stata confermata senza mezzi termini dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon.

Durigon: nessuna novità sulle Pensioni

Nel semi-silenzio che caratterizza il giorno dell’Immacolata, il sottosegretario Durigon ha ammesso che in tema di pensioni “non ci sono novità, non ci sono le risorse purtroppo”.

“Comunque si comincia già a dare un segnale importante portando le pensioni minime a 570 euro al mese”, ha aggiunto il sottosegretario leghista, riferendosi all’adeguamento per il caro-vita ed aggiungendo “faremo incontro con le parti sociali per arrivare a una riforma totale, complessiva e unica dal 2024“.

Forza Italia punta a quota 600

Il ritocco a 572 euro disposto nella Manovra finanziaria aveva risvegliato gli appetiti di Forza Italia, che ha presentato un emendamento volto perlomeno ad arrotondare la cifra sulla soglia psicologica dei 600 euro.

Un obiettivo decisamente più modesto dei 1000 euro promessi da Berlusconi in campagna elettorale, ma un segnale importante nel senso di un adeguamento progressivo delle pensioni minime, che rappresenta un cavallo di battaglia di FI.

Lo scoglio sono le risorse limitate autorizzate dal dal Tesoro, che ha messo sul piatto una cifra esigua di 400 milioni per gli emendamenti alla Legge di Bilancio.

Ma quanto aumenteranno le pensioni nel 2023?

La Legge di Bilancio 2023 appena varata prevede un adeguamento delle pensioni minime, che ammontano attualmente a 525,38 euro, pari all’1,5% per tutto il 2023.

Tale incremento andrà andrà applicato sull’importo della pensione minima già rivalutato per l’inflazione e, quindi, già incrementato del 7,3% secondo la percentuale d’indicizzazione rilevata dall’Istat.

Ne deriva che con la rivalutazione le pensioni passerebbero a 563,73 euro, pari ad un incremento di oltre 38 euro, cui verrebbe applicato l’1,5% aggiuntivo previsto dalla manovra, portando il totale a 572,18 euro.

Nel 2024 un aumento più robusto

L’adeguamento delle pensioni minime sarà più consistente nel 2024, perché la Legge di Bilancio ha previsto un aumento del 2,7%, che come per il 2023 andrà a calcolarsi sull’importo delle pensioni già rivalutate. C’è anche da dire che stando alle attese prevalenti, la rivalutazione l’anno prossimo dovrebbe essere più contenuta in vista di un’inflazione attesa in rallentamento.

Nell’ipotesi irrealistica di un’inflazione pari a zero, il 2,7% si applicherebbe sui 563,73 euro calcolati quest’anno e quindi la differenza sarebbe pari ad un aumento di 15 euro circa, lasciando le minime al di sotto dei 600 euro sperati.