I prezzi alla produzione dell’industria tornano ad accelerare, mostrando una crescita particolarmente marcata sul mercato interno. Secondo i dati diffusi dall’Istat il 29 settembre, il trend in salita è stato sia mensile che annuale.
Tuttavia, non in tutti i comparti l’andamento al rialzo è stato uguale, poiché ci sono settori e comparti dove è stato decisamente maggiore.
Indice
Di quanto sono aumentati i prezzi in Italia, i dati Istat
Da quello che è emerso dal report pubblicato dall’Istituto di statistica:
- ad agosto 2026 i prezzi alla produzione dell’industria sono cresciuti del 2,4% su base mensile;
- nel trimestre giugno-agosto 2026, rispetto ai tre mesi precedenti, i prezzi alla produzione dell’industria sono complessivamente aumentati del 2,3%;
- mentre rispetto ad agosto 2025 l’incremento è stato del 10,9%.
Considerando che a luglio la crescita tendenziale è stata pari al 7,7%, i prezzi non solo stanno continuando ad aumentare, ma lo stanno facendo in maniera ancora più sostenuta. E tale dinamica è ancora più evidente se si considera solo il mercato interno, dove, nello stesso periodo i prezzi alla produzione sono aumentati:
- del 3,1% rispetto a luglio;
- del 2,7% tra giugno e agosto 2026 rispetto al trimestre precedente;
- del 13,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, contro il +9,3% registrato a luglio.
A spingere verso l’alto il dato complessivo è soprattutto il comparto energetico. Se si escludono però energia elettrica e gas (che nel mercato interno sono aumentati del 26,3% ad agosto 2026, rispetto al +14,7% di luglio) l’aumento dei prezzi risulta decisamente più contenuto.
La classifica dei rincari maggiori
Guardando singolarmente i settori che registrano gli aumenti più elevati:
- al primo posto troviamo coke e prodotti petroliferi raffinati (+72,6% mercato interno, +10,6% area euro, +49,2% area non euro);
- al secondo i prodotti chimici (+10,2% mercato interno, +7,4% area non euro);
- al terzo metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,3% mercato interno, +7,8% area euro).
A seguire, in classifica si posizionano:
- industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+7,1% area euro, +7,5% area non euro);
- produzione delle costruzioni per edifici residenziali e non residenziali (stabili su base mensile ma in crescita del 2,9% su base annua, da +3,3% di luglio). La situazione è diversa per strade e ferrovie. In questo caso i prezzi alla produzione sono aumentati dell’1,1% su base mensile e del 5,7% su base annua, accelerando rispetto al +4,4% registrato a luglio.
Il confronto con l’estero
Se si osserva l’accelerazione dell’indice generale dei prezzi in Italia, questa non riguarda in modo uniforme tutte le attività industriali. Nel dettaglio:
- ad agosto, sul mercato interno, i prezzi della fornitura di energia elettrica e gas sono aumentati del 26,3% su base annua, in forte accelerazione rispetto al +14,7% di luglio;
- escludendo il comparto energetico, l’aumento mensile dei prezzi si ferma allo 0,3%, mentre quello annuo è pari al 3,3%, sostanzialmente in linea con il +3,2% di luglio.
Non a caso, il fattore più rilevante per comprendere l’accelerazione dei prezzi industriali in Italia rimane comunque l’energia. È soprattutto questo incremento infatti a spiegare la distanza tra il dato generale del mercato interno, pari al +13,5%, e quello depurato dalla componente energetica, fermo al +3,3%.
Sul mercato estero, invece, la crescita appare più contenuta:
- ad agosto i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,3% su base mensile e del 3,9% su base annua;
- nell’area euro l’incremento tendenziale è stato del 4%, mentre nei Paesi dell’area non euro si è attestato al 3,8%.