Cessione del quinto della pensione più cara da ottobre: i nuovi tassi

Dal 1° ottobre nuovi tassi per la cessione del quinto della pensione: prestiti più cari solo sui nuovi finanziamenti, con l'età il costo sale

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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Chiedere un prestito con la cessione del quinto della pensione diventa più caro. Dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026, infatti, sono in vigore i nuovi tassi di riferimento fissato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il tutto in linea con la spinta al rialzo segnalata da Banca d’Italia. Un aggiornamento che non tocca minimamente i vecchi finanziamenti, ma soltanto i nuovi erogati nell’ultimo trimestre dell’anno. Conti alla mano, tutto ciò ha chiaramente un impatto maggiore sulle fasce d’età più alte. Ma cosa cambia nel dettaglio?

Le novità da ottobre

L’aggiornamento è di quelli che hanno un netto impatto nel quotidiano dei cittadini. Vengono infatti toccati i tassi effettivi globali medi (Tegm) e, di conseguenza, le soglie d’usura. Dando uno sguardo pratico alla questione, per i prestiti fino a 15.000 euro il tasso medio sale dal 13,87% al 14,23%, portando il limite antiusura al 21,78%.

Per tutti gli importi oltre i 15.000 euro, invece, il valore medio passa dal 9,57% al 9,88%, con il tetto d’usura al 16,35%. Come detto, però, tutto ciò riguarda soltanto le pratiche di prestito che vengono avviate nell’ultimo trimestre del 2026.

Chi ha già un finanziamento attivo può stare sereno. Non cambierà nulla. La cessione del quinto è infatti strutturata a tasso fisso, quindi la rata resta bloccata per tutta la durata del piano d’ammortamento. Da segnalare, inoltre, che per legge l’importo trattenuto non può superare il 20% della pensione al netto dell’imponibile e del trattamento minimo.

L’età fa salire il costo

Il costo reale dell’operazione aumenta con l’età, considerando la polizza assicurativa rischio vita, che è obbligatoria per legge. L’Inps stipula delle convenzioni a tutela dei pensionati, ma i massimali di Taeg mutano in base all’anagrafica del soggetto:

  • fascia 70-74 anni, aumento minimo (sui piccoli importi il limite passa dal 12,34% al 12,35%);
  • fascia 75-79 anni, il tetto sui prestiti oltre i 15.000 sale dal 10,91% all’11%;
  • fascia over 79, i tetti massimi arrivano ai vertici dell’antiusura, fino al 21,78% per i crediti entro i 15.000 euro e al 16,35% oltre quella soglia.

Quanto si risparmia e consigli utili

Un’ultima precisazione importante è questa: l’aumento dei riferimenti ministeriali non significa che tutti gli istituti applicheranno il rialzo massimo. È chiaro che banche e intermediari operano in concorrenza. Volendo proporre un esempio più chiaro e concreto, su una richiesta di 15.000 euro in 5 anni, un preventivo competitivo può prevedere un rimborso totale intorno ai 18.000 euro.

Un’offerta meno vantaggiosa o riservata a un’età avanzata, invece, può far salire il montante fino a 19.000 euro. Di fatto mille euro in più a parità di somma. Diventa dunque fondamentale confrontare più moduli informativi, guardare il Taeg e il costo finale. Non ci si può fidare unicamente della rata mensile indicata in bella evidenza.