Morta Yayoi Kusama, la “regina dei pois” più venduta di sempre: patrimonio ed eredità

La scomparsa a 97 anni chiude l'era dell'artista vivente più venduta. Dai dipinti della serie Nets alle sculture a zucca, la sua storia

Foto di Giorgia Bonamoneta

Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Yayoi Kusama, la regina dei pois, è morta. L’annuncio è arrivato solo a fine agosto, ma il decesso della 97enne sarebbe avvenuto lo scorso 14 agosto. Oggi Kusama era ritenuta una delle più importanti artiste contemporanee del Giappone. È stata capace di influenzare artisti di altrettanta importanza internazionale come Andy Warhol, Donald Judd e Claes Oldenburg.

Ma soprattutto è stata in grado di rendere la sua arte una delle più affascinanti e commercializzabili. Infatti è stata l’artista vivente che ha venduto di più al mondo e lo ha fatto partendo da una situazione di svantaggio: una famiglia che non voleva che facesse quella professione e condizioni di salute mentale che hanno però influito sulla sua percezione della realtà.

Le opere di Yayoi Kusama

Yayoi Kusama nasce nel 1929 in una famiglia di contadini. La madre, raccontò l’artista, le strappava i disegni. Riuscì però a convincere i genitori a mandarla in una scuola d’arte, anche se accettando dei compromessi difficili.

Kusama ha dovuto convivere con problemi di salute mentale non riconosciuti fin dalla sua prima infanzia, ma sono stati proprio questi a influire sul modo nel quale percepiva la realtà. Molti dei motivi ripetuti tipici della sua arte nascevano proprio dalle visioni, spesso ossessive, che le hanno fatto compagnia fin da piccola.

Così nascono molte delle sue opere più famose, dalle installazioni immersive di luci – che fanno sentire i visitatori all’interno di un universo abitato da infiniti punti luminosi – fino alle tele con fittissime trame di puntini.

Famose le sculture a forma di zucca, che a partire dagli anni ’90 sono diventate una delle sue opere più conosciute. Sono arrivate anche in Italia nel 2023, allestite in Piazza San Babila a Milano per un evento di Louis Vuitton.

Nella sua arte univa spesso natura, puntini e luci, creando stanze o tele dagli effetti psichedelici.

Quanto valevano

Nel 2022 la classifica di Artprice la posizionava al 12° posto tra gli artisti più venduti all’asta, contribuendo a un giro d’affari di 162 milioni di dollari. Sempre dai dati di Artprice sappiamo che negli ultimi trent’anni Kusama ha registrato un fatturato totale di circa 889 milioni di dollari per 7.884 lotti venduti.

È stata anche la donna di maggior successo, su sette totali presenti, tra i 100 artisti di maggior successo all’asta. I pezzi più ambiti dell’arte di Kusama sono i dipinti della serie Infinity Nets bianchi, seguiti dalle zucche.

Oggi si può parlare solo di stime, anche perché dopo la morte dell’artista è probabile che il prezzo salirà, e anche di molto. Ma per Untitled (Nets) del 1959 il prezzo di vendita all’asta è stato di 10.496.000 dollari. Il dipinto Interminable Net #4 è stato invece battuto per 7.953.215 dollari.

La famosa tela con la zucca gialla è stata aggiudicata per 8.026.634 dollari. La versione della zucca come scultura, invece, a 7.116.675 dollari.

Oggi di Kusama non rimangono soltanto i pezzi acquistati da privati, quelli presenti nei musei o le collaborazioni con brand famosi che hanno creato collezioni ormai rarissime con l’artista, ma anche un paesaggio a pois lì dove le sue installazioni sono visibili a tutti, come su un pontile o a decorare piazze e ingressi.

Patrimonio ed eredità

Yayoi Kusama non si è mai sposata e si conoscono poche sue relazioni, delle quali una platonica con l’artista statunitense Joseph Cornell. Quarta e ultima figlia, i suoi parenti più prossimi sono cugini e nipoti.

Non esistono stime ufficiali del patrimonio in denaro dell’artista, ma il valore delle sue opere è milionario. Considerando che ha continuato a dipingere fino all’ultimo nel suo studio di Shinjuku, è probabile che molte altre tele o creazioni in tecnica mista siano ancora da scoprire.

A chi andrà o a chi aveva pensato di lasciare il suo patrimonio economico e artistico è ancora da chiarire.