Ok al “pacchetto vino”, firmato il decreto: domande di accesso entro il 15 dicembre 2026

Cosa prevede il "pacchetto vino", la definizione dettagliata degli interventi e dei relativi aiuti: quando sarà possibile fare domanda e come?

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Il ministro Masaf, Francesco Lollobrigida, ha firmato il decreto che dà attuazione al cosiddetto “pacchetto vino”, un nuovo strumento previsto dalla Politica agricola comune (Pac) per valorizzare e promuovere i territori a vocazione vitivinicola in Italia.

Le risorse disponibili verranno utilizzate non soltanto per sostenere direttamente la produzione, ma anche per rafforzare la conoscenza e la reputazione dei vini italiani attraverso attività realizzate nei territori di origine.

Cosa prevede il nuovo decreto sul vino

Il provvedimento firmato il 23 settembre 2026 si concentra in particolare sul turismo enologico, sostenendo iniziative capaci di collegare il reparto vitivinicolo al territorio, al paesaggio, alla cultura e all’ospitalità. È un’impostazione che guarda quindi al vino non esclusivamente come prodotto agricolo, ma come parte di un’offerta più ampia, in grado di diventare il punto di partenza. Qualcosa cioè in grado di attirare poi potenziali viaggiatori e visitatori verso una destinazione, le sue tradizioni e le sue produzioni locali, attraverso l’esperienza legata alla visita delle aziende e dei territori.

Come spiegato in una nota Masaf, il decreto punta a rafforzare la notorietà dei territori del vino investendo sull’enoturismo, un comparto trainante per l’economia locale, in grado di stimolare l’economia locale e di valorizzare l’intera filiera dei servizi (dalle strutture ricettive alla ristorazione, fino al commercio e alle attività culturali).

Che cosa viene finanziato

Il pacchetto vino finanzia un ventaglio abbastanza ampio di iniziative. Tra quelle indicate ci sono:

  • azioni promozionali e pubblicitarie finalizzate a mettere in evidenza qualità, tradizioni, sicurezza alimentare e aspetti ambientali dei prodotti vitivinicoli;
  • escursioni ricreative tra i vigneti;
  • visite alle cantine;
  • presentazione di vigneti, impianti, attrezzature e metodi di produzione;
  • organizzazione di eventi, fiere ed esposizioni;
  • attività finalizzate alla promozione e pubblicità del turismo enologico nelle regioni di produzione.

Al momento gli organi di governo hanno tracciato un quadro generale delle iniziative ammesse che, secondo Confcooperative,  non è da considerarsi esaustivo. Il decreto, infatti, rimanda a Agea (l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura) l’individuazione e la definizione degli aiuti tramite apposita circolare, che verrà emanata d’intesa con le Regioni.

Chi può chiederli

I soggetti beneficiari dell’intervento sono:

  • i consorzi di tutela;
  • le organizzazioni di produttori;
  • le organizzazioni interprofessionali.

Questi potranno utilizzare i sostegni per realizzare iniziative di valorizzazione e promozione direttamente sul territorio. Non conosciamo ancora le modalità di accesso agli aiuti, poiché anche questi saranno definiti da un’apposita circolare, ma il decreto specifica che in ogni caso devono avere come obiettivo quello di favorire occasioni nelle quali il consumatore, il turista o il potenziale cliente possa entrare in contatto con il mondo del vino direttamente nei luoghi nei quali nasce.

Quando presentare la domanda

Con la firma del decreto da parte del ministro Lollobrigida, il quadro normativo di riferimento è tracciato, ma la fase operativa deve ancora entrare nel vivo. Anche la definizione delle procedure operative per l’invio delle domande spetta all’Agea, che agirà con le singole Regioni per pubblicare le circolari attuative e predisporre la piattaforma informatica.

Per consentire alle aziende e ai professionisti del settore di prendere confidenza con il nuovo strumento senza correre il rischio di scadenze troppo ravvicinate, la prima campagna 2026/2027 beneficerà di una finestra temporale ampliata: la scadenza per la presentazione delle istanze è stata infatti fissata in via eccezionale al 15 dicembre 2026. A partire dalle annualità successive, la procedura entrerà a regime con una scadenza ordinaria fissata al 30 ottobre di ogni anno.