Guerra in Iran, il caos voli è costato più di 2 miliardi di euro alle compagnie aeree

Oltre a ritardi e cancellazioni, tra le conseguenze si teme anche un aumento del prezzo dei biglietti aerei. In cinque giorni sono rimasti a terra oltre 40mila viaggiatori in partenza dall'Italia

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

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Tra gli effetti farfalla della guerra aperta tra Iran e Usa-Israele c’è anche il caos dei voli italiani ed europei da e per il Medio Oriente. Secondo il portale specializzato RimborsoAlVolo, lo sconvolgimento della circolazione aerea nell’area ha già prodotto perdite per circa 2,1 miliardi di euro per le compagnie tra mancati ricavi e costi di assistenza ai passeggeri rimasti a terra.

Quanti passeggeri sono rimasti a terra per la guerra in Medio Oriente

Il caos è dovuto alla chiusura completa di alcuni corridoi aerei sulla Penisola Arabica e sul Golfo e al reindirizzamento di centinaia di voli verso Paesi come l’Egitto. In appena cinque giorni, si stima che oltre 2,9 milioni di viaggiatori in tutto il mondo siano rimasti a terra a causa delle cancellazioni e delle rotte sospese.

Il fenomeno non riguarda soltanto i collegamenti diretti verso il Medio Oriente, ma anche le tratte che prevedono scali. Molti voli verso Asia e Oceania utilizzano infatti gli hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi come tappe intermedie. Ne consegue che, quando questi aeroporti riducono o sospendono le operazioni, l’effetto si propaga rapidamente su numerose rotte internazionali.

Caos voli, coinvolti migliaia di viaggiatori italiani

Tra i viaggiatori colpiti dai disagi aerei figurano anche molti italiani. Secondo le stime diffuse dagli operatori del settore, oltre 40mila passeggeri in partenza dagli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa diretti verso i principali hub del Golfo hanno visto il proprio volo cancellato dal 28 febbraio al 3 marzo.

Per le compagnie aeree si tratta di uno scenario nefasto, perché alle perdite dovute ai voli annullati si aggiungono i costi di assistenza ai passeggeri rimasti bloccati negli scali internazionali. Rimborsi inclusi.

Secondo gli esperti del settore del trasporto aereo, il blocco delle rotte potrebbe avere ripercussioni anche nelle prossime settimane soprattutto se, come altamente probabile, il conflitto in Iran e le limitazioni allo spazio aereo dovessero proseguire.

Rimborsi dei voli cancellati, quando spettano ai passeggeri

Quando un volo viene cancellato, i passeggeri hanno specifici diritti previsti dalla normativa europea sul trasporto aereo. Il Regolamento Ue n. 261 del 2004 stabilisce che, in caso di cancellazione o ritardo significativo, il viaggiatore ha diritto a scegliere tra:

  • rimborso del biglietto;
  • riprotezione su un volo alternativo;
  • riprogrammazione del viaggio in una data successiva.

Oltre al rimborso del biglietto, in alcune circostanze è prevista anche una compensazione economica che può arrivare fino a 600 euro a passeggero, a seconda della distanza della tratta.

Tuttavia, quando la cancellazione è causata da circostanze straordinarie come conflitti o chiusura dello spazio aereo, le compagnie aeree possono essere esentate dal pagamento dell’indennizzo economico.

Trasporto aereo sotto pressione, si rischiano rincari dei biglietti

La crisi dei voli nella regione mediorientale rischia di produrre conseguenze anche sul prezzo dei biglietti aerei. Secondo le analisi diffuse dagli operatori del settore, alle perdite generate dalle cancellazioni si aggiunge l’aumento dei costi operativi per le compagnie, in particolare gli oneri legati al carburante e alla riorganizzazione delle rotte.

Se la situazione dovesse protrarsi, parte di questi costi potrebbe essere scaricata sulle spalle dei passeggeri attraverso tariffe più alte per i ticket di voli internazionali.

Gli esperti del comparto parlano di un impatto potenzialmente paragonabile alle fasi più critiche della pandemia per il settore del trasporto aereo, che negli ultimi anni aveva iniziato a tornare ai livelli di traffico precedenti al Covid.