Stop ai premi in gettoni d’oro per La Ruota della Fortuna e Chi vuol essere milionario?

Gerry Scotti ha annunciato l'addio ai premi in gettoni d'oro per la Ruota della Fortuna e per Chi vuol essere Milionario: ora le vincite verranno liquidate in contanti

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Nella puntata di domenica 1 febbraio della Ruota della Fortuna, il conduttore Gerry Scotti ha annunciato che i giochi a premi di Mediaset, incluso anche Chi Vuol Essere Milionario, non utilizzeranno più i gettoni d’oro per premiare le vincite dei loro concorrenti, ma passeranno al denaro liquido con ritenuta d’acconto.

Ai vincitori arriveranno quindi sul conto corrente direttamente i bonifici già tassati dei premi. I gettoni d’oro come vincita nei giochi Tv sono una tradizione che risale agli esordi di questo genere televisivo in Italia, e furono escogitati come metodo per aggirare le stringenti leggi sul gioco d’azzardo degli anni ’50. Una sentenza del Tar del Lazio del 2018 ha però decretato che è uno stratagemma non più necessario.

Gerry Scotti, addio ai gettoni d’oro

L’annuncio di Gerry Scotti riguardo ai premi della Ruota della Fortuna e di Chi Vuol Essere Milionario è arrivato a sorpresa. Fino alla scorsa settimana, infatti, tutti i giochi a premi di Mediaset liquidavano le vincite in gettoni d’oro. Si tratta però di una tradizione che porta molte spese e molti inconvenienti ai vincitori.

I gettoni d’oro pesano circa 10 grammi, vale a dire circa 0,3 once. Ognuno di loro vale quindi, al prezzo dell’oro odierno, vale quindi 1.300 euro. In caso di vincite importanti, quindi, si rischia di riceverne moltissimi. Si tratta di oggetti che vanno trasportati e tenuti in sicurezza fino al momento del cambio.

Inoltre, la vincita in gettoni d’oro è lorda. Questo significa che il vincitore deve pagare la tassa sui premi da gioco, che in Italia è pari al 20%. Un’ulteriore complicazione al momento della dichiarazione dei redditi. Mediaset ha deciso di evitare queste problematiche, sostituendo i gettoni d’oro con bonifici con ritenuta d’acconto, quindi già netti.

Perché in Tv si danno i premi in gettoni d’oro

A oggi, premiare i concorrenti dei giochi televisivi con gettoni d’oro è una tradizione senza alcuna base in obblighi legali. In passato, infatti, questa pratica era stata elaborata per aggirare una legge risalente al 1938, che prevedeva che il denaro contante non potesse essere oggetto di premi. Questa legge è però stata modificata nel tempo e, il 16 ottobre 2018, il Tar del Lazio ha emesso una sentenza che ha cambiato completamente le regole.

I giudici hanno infatti stabilito che le emittenti televisive sono autorizzate a premiare i concorrenti dei propri giochi in denaro, ammesso che:

  • la vincita superi il limite di utilizzo del denaro contante nei pagamenti;
  • i criteri di partecipazione al gioco siano chiari, imparziali e comunicati in anticipo.

Se queste condizioni vengono soddisfatte, non esiste una ragione per cui i vincitori dei giochi televisivi debbano essere premiati in gettoni d’oro.

Il prezzo dell’oro, dal picco alla discesa

Se conservati, però, i gettoni d’oro possono fungere da investimento in uno degli asset che, negli ultimi giorni, ha registrato alcuni degli andamenti più altalenanti di sempre. L’oro, dopo aver superato i 5.600 dollari l’oncia di valore, è crollato a meno di 4.500 in pochi giorni, tra venerdì 30 gennaio e lunedì 2 febbraio.

Il calo così repentino del valore del metallo più prezioso è dovuto alla nomina di Kevin Warsh come prossimo presidente della Fed, la banca centrale statunitense. Benché molto vicino a Donald Trump, Warsh è considerato un “falco”, quindi meno propenso all’abbassamento estremo dei tassi di interesse richiesto dalla Casa Bianca e considerato estremamente pericoloso per l’inflazione e la stabilità del dollaro.