Ismea lancia Banca Terre 2026, all’asta 14mila ettari con tassi agevolati per i giovani

Oltre 14 mila ettari di terreni pubblici tornano ora disponibili, soprattutto al Sud e nelle isole, con dilazioni e sconti per gli under 41

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Ismea ha dato il via alla nona edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole (BTA), strumento di redistribuzione e valorizzazione del patrimonio fondiario pubblico che, nel 2026, mette a disposizione oltre 14 mila ettari di terreni agricoli e finanziamenti a tasso agevolato per giovani imprenditori del settore.

Cos’è e come funziona Banca Terre 2026 di Ismea

La Banca Nazionale delle Terre Agricole è un progetto gestito dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) che funziona come una sorta di grande bacheca pubblica in cui vengono messi all’asta terreni coltivabili in tutta Italia. L’obiettivo è rimettere in circolo campi abbandonati o inutilizzati, offrendo una grande opportunità a chi vuole avviare o ingrandire un’azienda agricola.

Sul sito internet dedicato è possibile consultare la mappa dettagliata dei terreni disponibili. Per ogni lotto si possono verificare la posizione geografica, il tipo di coltivazione presente e il prezzo di partenza fissato per l’asta.

Chi è interessato a un terreno può inviare la propria offerta d’acquisto direttamente online. Per rendere valida la domanda, è necessario versare una cauzione pari al 10% del valore base del terreno (somma che viene restituita se non si vince l’asta).

Se per lo stesso terreno arrivano più offerte, si attiva una vera e propria gara al rialzo, gestita in modo trasparente per via telematica, che assegna il fondo a chi offre la cifra più alta. Il pagamento del restante 90% avviene poi davanti al notaio al momento del passaggio di proprietà.

Per l’edizione 2026 è stata attivata la cosiddetta “fase vetrina”. Dal 1° luglio al 31 agosto 2026, infatti, chi è interessato può semplicemente consultare online tutti i terreni disponibili, senza dover presentare subito offerte. Solo in una fase successiva, dal 14 settembre al 14 novembre 2026, sarà possibile partecipare alle aste e presentare le proposte di acquisto. In questo modo si vuole dare più tempo alle persone per informarsi e valutare con attenzione, evitando decisioni affrettate.

Dove si trovano i terreni

I terreni non sono concentrati in un’unica area, ma sono distribuiti in diverse regioni italiane, con una presenza più significativa nel Sud e nelle isole. La regione con la quota più alta è la Sicilia, che da sola copre circa il 27% della superficie totale. Seguono Puglia, Toscana, Basilicata e Umbria.

Come si accede alle aste

L’accesso alle aste è aperto a tutti (persone fisiche o società) e non richiede inizialmente alcuna qualifica professionale agricola.

Il primo passo consiste nel registrarsi gratuitamente sul sito ufficiale di Ismea (nella sezione dedicata alla Banca delle Terr) inserendo i propri dati personali e una casella di posta elettronica certificata (PEC) valida, che verrà utilizzata per tutte le comunicazioni ufficiali.

Fino al 31 agosto 2026, è possibile navigare sul portale per consultare le schede tecniche dei terreni disponibili, verificarne le caratteristiche e conoscere il prezzo fissato come base d’asta. Dal 14 settembre al 14 novembre 2026 si apre la finestra per inviare la propria offerta economica per via telematica. Per rendere valida l’offerta, è obbligatorio allegare la ricevuta di un deposito cauzionale pari al 10% del valore base del terreno, da versare tramite assegno circolare intestato a Ismea.

Se per lo stesso terreno arrivano più offerte, il sistema avvia un periodo di 30 giorni, in cui gli altri interessati possono prenotarsi. L’asta vera e propria si svolge poi in modalità telematica davanti a un Notaio Banditore. Chi offre la cifra più alta si aggiudica il terreno. Se non ci sono altre offerte, il terreno viene assegnato al primo offerente.

Agevolazioni per i giovani

Il progetto punta molto sul ricambio generazionale nei campi. Per questo motivo, i giovani sotto i 41 anni che desiderano diventare imprenditori agricoli possono:

  • dilazionare il pagamento della base d’asta in comode rate (garantiti da ipoteca) fino a un massimo di 30 anni;
  • usufruire di sconti sugli interessi, se stipulano una polizza assicurativa a protezione del terreno acquistato.

Per qualificarsi e attivare i benefici, al momento dell’aggiudicazione definitiva del terreno bisogna dimostrare il possesso di determinati requisiti. Ovvero, oltre all’età:

  • essere iscritti al registro delle imprese della Camera di Commercio e avere una partita IVA attiva in campo agricolo;
  • in caso di società, la qualificata deve essere quella di “società agricola” nell’oggetto sociale, e la maggioranza assoluta dei soci (e delle quote) deve essere composta da giovani tra i 18 e i 41 anni, i quali devono anche amministrare l’azienda.

La procedura di accesso e aggiudicazione dei terreni è la stessa per tutti, ma gli under 41 – durante la compilazione dell’offerta sul sito Ismea – se vogliono usufruire delle ulteriori agevolazioni, devono spuntare la casella in cui dichiara il possesso dei requisiti di “giovane imprenditore” o l’impegno a costituire l’impresa entro i termini stabiliti.

Dopo la chiusura dell’asta e prima della firma del contratto, Ismea avvia una fase di verifica dei documenti (che dura circa due anni in base alla validità della graduatoria) per accertare che i requisiti dichiarati siano reali.

Esclusi

Nella nuova edizione sono state introdotte regole ancora più severe per garantire la legalità della procedura. L’accesso alle aste è infatti vietato a tutte le persone o aziende che hanno subito condanne legate allo sfruttamento del lavoro o al caporalato, garantendo così che le terre vadano solo a imprese che rispettano i diritti dei lavoratori.