L’Its Academy Bact ha presentato al Senato una proposta di legge per istituire un’autorità garante per la cucina italiana. Il ruolo di questa nuova istituzione sarebbe quello di definire gli standard legati alla dieta mediterranea e alla qualità delle materie prime e di integrare il rispetto dell’ambiente con la cucina tradizionale.
L’istituzione dell’autorità garante per la cucina italiana dovrebbe essere una conseguenza del riconoscimento dell’Unesco, che ha definito il modo in cui gli italiani si approcciano alla cucina come patrimonio immateriale dell’umanità. L’autorità dovrebbe avere anche un ruolo importante nel garantire la conservazione e l’espansione del valore economico del settore agroalimentare.
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Cosa farà l’Autorità nazionale indipendente per la cucina italiana
La legge per istituire l’Autorità nazionale indipendente per la cucina italiana è nata su iniziativa dell’Its Academy Bact, l’Istituto tecnico superiore per tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e il turismo, attraverso la collaborazione con FareAmbiente, movimento ecologista europeo. La proposta è stata avanzata da Aniello Di Vuolo, presidente di Its Academy Bact e dell’Istituto Controllo Qualità Nhaccp.
Secondo quanto scritto nel testo presentato al Senato, l’autorità dovrebbe:
Definire standard coerenti con la storia, la tradizione e l’identità culturale italiana, valorizzare gli aspetti salutistici legati alla Dieta Mediterranea e alla qualità delle materie prime, integrare criteri di sostenibilità ambientale e tutela della biodiversità, garantire trasparenza e rigore scientifico nei processi di valutazione e rafforzare il posizionamento internazionale del modello gastronomico italiano.
Il valore economico della cucina italiana
L’autorità dovrebbe servire anche a salvaguardare l’intero settore agroalimentare, che giova fortemente dalla fama della cucina italiana nel mondo. Secondo quanto riportato dal Deloitte Foodservice Market Monitor 2025, nel 2024, la cucina italiana ha generato un giro d’affari di 250 miliardi di euro.
Spesso a questo dato viene associato quello dell’export agroalimentare, che nel 2025 ha raggiunto un nuovo record di 73 miliardi di euro. Nel 2025 però è rimasto sotto la media generale delle esportazioni per crescita. Se in totale il valore delle merci italiane vendute all’estero è cresciuto del 4,9%, quello degli alimenti è aumentato del 3,7%.
Anche se spesso si pensa all’agroalimentare come uno degli export più importanti del nostro Paese, altri settori hanno una rilevanza maggiore. A spingere le esportazioni sono infatti principalmente metallurgia, meccanica e farmaceutica.
Il riconoscimento di patrimonio Unesco
La creazione dell’Autorità nazionale indipendente per la cucina italiana dovrebbe essere una diretta conseguenza del riconoscimento, da parte dell’Unesco, della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità, ufficializzato il 10 dicembre scorso. L’agenzia Onu per l’educazione, la scienza e la cultura non si riferiva però ai piatti e alle ricette italiani quando ha deciso di assegnare questo riconoscimento.
Il soggetto è invece il cucinare italiano, il modo in cui gli italiani si approcciano alla cultura culinaria, come spiegato anche dal comunicato ufficiale:
Il cucinare italiano (Italian cooking) è un amalgama culturale e sociale di tradizioni culinarie. È un’attività comune che enfatizza l’intimità con il cibo, il rispetto per gli ingredienti e la condivisione di momenti attorno a un tavolo.