Rinnovo contratto scuola, aumenti e arretrati in arrivo per 1,3 milioni di lavoratori

L’accordo tra Aran e sindacati prevede un incremento medio di 143 euro e un nuovo pacchetto welfare con assicurazione e agevolazioni

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Il 1° aprile potrebbe essere siglato l’accordo per il rinnovo del contratto 2025-2027 del settore scuola. Il personale scolastico si avvicina finalmente al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, tanto atteso. L’Aran e i sindacati di categoria sono al lavoro per definire l’accordo che, secondo le previsioni del Ministero, potrebbe essere siglato proprio il 1° aprile, fissando così un nuovo primato storico per la rapidità di chiusura del comparto istruzione rispetto ad altri settori della Pubblica Amministrazione.

Nel contratto collettivo si parla di incrementi salariali, nuove tutele e servizi di welfare volti a migliorare il benessere lavorativo di una categoria non solo fondamentale, ma anche in crescita nel Paese. Si parla infatti ormai di oltre 1 milione di lavoratori nel comparto scuola, che attendono il rinnovo del contratto per contrastare l’erosione del potere d’acquisto. Ma non c’è soltanto l’aspetto retributivo: Valditara e Zangrillo hanno introdotto anche misure come l’assicurazione sanitaria, le agevolazioni sui mutui ipotecari e sconti su trasporti ferroviari e aerei.

Al lavoro sul rinnovo del contratto per la scuola

Le trattative tra l’Aran e le sigle sindacali sono entrate nel vivo. Nonostante l’avvio formale sia avvenuto solo da poche settimane, l’accordo economico potrebbe arrivare in tempi record entro l’inizio di aprile.

Anche la Cgil, che non aveva sottoscritto i precedenti rinnovi, sembra orientata verso la firma, confermando positivamente l’impostazione del rinnovo.

Il Governo ha sottolineato come questo sia il terzo contratto siglato in un arco temporale ridotto. Parallelamente al rinnovo del contratto, è stato avviato un piano di riqualificazione che interessa il 25% degli edifici scolastici italiani.

Chi riguarda?

La platea interessata da questo rinnovo è molto ampia. Si parla di circa 1,3 milioni di lavoratori, che rappresentano un terzo dell’intera forza lavoro impiegata nella Pubblica Amministrazione italiana.

Nello specifico, il nuovo Ccnl copre:

  • personale docente di ogni ordine e grado;
  • personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario);
  • ricercatori universitari;
  • personale del comparto Istruzione e Ricerca.

A quanto ammonterà l’aumento

Le cifre discusse sul tavolo negoziale prevedono un importo di circa 143 euro lordi mensili. L’impatto è quindi piuttosto significativo sulle buste paga.

Per il solo triennio 2025-2027, l’incremento medio stimato è di 143 euro lordi mensili, a cui si aggiungeranno arretrati calcolati in circa 1.600 euro.

Se si considera l’effetto cumulato degli ultimi tre rinnovi contrattuali a partire dal 2019, l’aumento medio complessivo raggiungerà i 416 euro lordi mensili.

Nello specifico, l’evoluzione retributiva è così ripartita:

  • per il triennio 2019-2021 un aumento medio di 123 euro;
  • per il triennio 2022-2024 un aumento medio di 150 euro;
  • per il triennio 2025-2027 un incremento previsto di 143 euro.

Il valore del contratto, come ha voluto sottolineare Valditara, è accresciuto dal nuovo pacchetto welfare che include l’assicurazione sugli infortuni sul lavoro e l’accesso a prestiti personali e cessioni del quinto a tassi agevolati, strumenti pensati per sostenere concretamente le famiglie dei lavoratori della scuola.