Triplo concorso al Ministero della Giustizia per 9.119 posti, ma serve un requisito

Scade il 20 aprile il termine per la candidatura di 9.119 lavoratori del Ministero della Giustizia, con un concorso interno per esami

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Il Ministero della Giustizia accelera sul fronte del reclutamento, prevedendo circa 14.000 assunzioni entro la fine del 2026. Sono già aperti i bandi per la candidatura dei primi tre maxi concorsi, che coprono ben 9.119 posti. Questi concorsi in particolare rappresentano il cuore del piano straordinario legato agli obiettivi occupazionali del Pnrr.

Come sono divisi i 9.119 posti messi a bando

I posti messi a disposizione nei primi bandi sono distribuiti tra 3 profili chiave per il funzionamento degli uffici giudiziari:

  • addetti all’ufficio per il processo;
  • operatori di data entry;
  • tecnici di amministrazione.

La quota più rilevante riguarda gli addetti all’ufficio per il processo, con 6.919 posti. Questa figura è centrale per supportare le attività dei magistrato o amministrative in generale, in quanto si occupa di studiare i fascicoli, redarre bozze di sentenze ed effettuare attività di ricerca dottrinale.

Poi ci sono 1.488 posti per operatori data entry, impegnati nella digitalizzazione e gestione dei dati.

Infine 712 posti sono riservati ai tecnici di amministrazione, con competenze più specifiche. Oltre a gestire procedure amministrative, contabili e tecnico-informatiche nelle moltissime divisioni del Ministero della Giustizia, danno anche supporto alle cancellerie nella gestione di atti e gare d’appalto.

Quali sono i requisiti per partecipare

Un elemento importante da chiarire riguarda l’accesso a questi primi tre bandi: non si tratta di concorsi aperti a tutti. Le procedure sono infatti riservate al personale già in servizio.

Negli anni passati erano già stati selezionati attraverso altre procedure concorsuali addetti all’ufficio per il processo. Inoltre, attraverso progetti finanziati con i fondi del Pnrr, sono già all’opera con contratti a tempo determinato tecnici e operatori.

Dunque per partecipare al nuovo triplo concorso sarà necessario:

  • avere un contratto attivo (o prorogato) fino al 2026;
  • essere già in servizio nel profilo di riferimento;
  • non aver avuto provvedimenti disciplinari rilevanti.

Per i concorsi futuri, invece, varranno le regole standard della Pubblica Amministrazione, per cui sarà necessario avere il diploma di scuola secondaria superiore per i profili da assistente e almeno la laurea triennale specifica per i ruoli da funzionario.

Come presentare domanda e scadenza

Per candidarsi sarà necessario accedere alla piattaforma predisposta dal Ministero della Giustizia e accedere tramite Spid, Cie o Cns. Si raccomanda estrema attenzione nel compilare la modulistica in tutte le sue parti e di controllare che sia caricata in modo corretto tutta l’eventuale documentazione aggiuntiva.

Il termine di inoltro della domanda è fissato per il giorno 20 aprile 2026 alle ore 23:59.

Quanti posti verranno banditi negli anni futuri

Come già detto, i 9.119 posti rappresentano solo una parte del piano complessivo di assunzioni. Il Ministero della Giustizia ha infatti programmato oltre 14.000 ingressi entro il 2026, il che significa che almeno altri 4.881 posti devono ancora essere messi a bando.

Le prossime selezioni riguarderanno in particolare:

  • assistenti amministrativi;
  • funzionari giuridico-amministrativi;
  • personale tecnico e informatico;
  • figure per il settore penitenziario.

Sono previsti in questo caso anche concorsi aperti a candidati esterni, offrendo quindi occasioni concrete a chi vuole entrare per la prima volta nella Pubblica Amministrazione.

Quali sono altri bandi di concorso attivi

Il 2026 si conferma un anno particolarmente ricco di opportunità per chi anela a una carriera solida e stabile all’interno della Pubblica Amministrazione.

Tra i bandi attivi segnaliamo quello della Rai, che permette l’accesso al mondo della televisione a moltissimi giovani, anche appena usciti dalle superiori. Si sottolinea la preferenza per l’accesso a persone che abbiano conseguito il certificato d’istruzione superiore a indirizzo tecnico.