Aumenti per i dipendenti PA degli enti locali, ok del governo: di quanto sale lo stipendio

Via libera al CCNL Funzioni Locali 2022-24: aumenti per i dipendenti e per i dirigenti. Novità anche per smart working e settimana lavorativa di 4 giorni

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo e Consulente del Lavoro abilitato.

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Dopo mesi di attesa, rinvii e trattative serrate, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro delle Funzioni locali per il triennio 2022-2024, sbloccando aumenti retributivi attesi da tempo da centinaia di migliaia di lavoratori di Comuni, Regioni e altri enti territoriali.

Quanto aumenta lo stipendio per i dipendenti delle PA locali

Il rinnovo contrattuale riguarda circa 500mila dipendenti delle Funzioni locali, a cui si aggiungono circa 13mila dirigenti. Per i funzionari e il personale non dirigente, l’aumento medio lordo mensile è pari a circa 136,76 euro (anche se nei comunicati politici e sindacali viene spesso arrotondato a 140 euro).  Per la dirigenza degli enti locali, invece, l’incremento medio lordo mensile è decisamente più consistente: circa 444 euro. Anche in questo caso, il rinnovo mette fine a un’attesa prolungata.

Oltre agli aumenti mensili, il contratto prevede il pagamento degli arretrati, ovvero il recupero delle somme che sarebbero spettate nel triennio 2022 2024, se il CCNL fosse stato firmato in tempo.

Il via libera del governo e l’ultimo miglio burocratico

Il semaforo verde arrivato dal Consiglio dei ministri rappresenta un passaggio decisivo, ma non ancora l’ultimo. L’iter ora prevede il controllo della Corte dei conti, chiamata a certificare la compatibilità economica e finanziaria del contratto. La verifica dovrà avvenire entro 15 giorni lavorativi, quindi indicativamente entro la metà di febbraio 2026.

Una volta ottenuto l’ok della Corte, il contratto tornerà all’Aran, l’agenzia che rappresenta il governo nelle trattative con i sindacati del pubblico impiego. A quel punto, l’Aran convocherà le organizzazioni sindacali per la firma definitiva.

Secondo le stime del presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, la sottoscrizione finale potrebbe avvenire nella settimana compresa tra il 23 e il 28 febbraio 2026. Se i tempi saranno rispettati, gli aumenti entreranno in vigore al più tardi il 1° marzo, consentendo agli enti di procedere con l’adeguamento delle buste paga nello stesso mese.

Non solo stipendi: cosa cambia con il nuovo contratto

Il rinnovo del CCNL delle Funzioni locali non si limita agli aspetti economici. Anzi, uno degli elementi più rilevanti è proprio il pacchetto di novità normative che accompagna gli aumenti retributivi.

Tra i punti qualificanti c’è l’estensione delle possibilità di lavoro agile per i dipendenti considerati “fragili” o con particolari esigenze di salute e di assistenza familiare. Attraverso la contrattazione integrativa, gli enti potranno concedere un numero maggiore di giornate di lavoro da remoto, rafforzando così le tutele per chi si trova in condizioni di maggiore difficoltà.

Il contratto apre anche alla sperimentazione della settimana lavorativa di quattro giorni, pur mantenendo invariato il monte ore settimanale di 36 ore. Una formula che punta a migliorare l’organizzazione del lavoro e il benessere dei dipendenti, senza incidere sulla produttività complessiva.

Un’altra novità significativa riguarda i buoni pasto. Questi saranno riconosciuti anche quando la prestazione lavorativa viene svolta in smart working. Infine, sul fronte delle tutele, il contratto introduce il patrocinio legale per i dipendenti vittime di aggressioni.

Si riparte subito: il contratto 2025-2027

Con la firma definitiva del CCNL 2022-2024, si aprirà immediatamente il capitolo successivo. La trattativa per il nuovo contratto degli enti locali, relativo al periodo 2025-2027, è già alle porte e promette nuovi incrementi economici.

Le cifre attualmente sul tavolo parlano di aumenti pari a 45 euro per tredici mensilità a partire dal 1° gennaio 2025, 92 euro dal 1° gennaio 2026, 142 euro dal 1° gennaio 2027 e 150 euro dal 31 dicembre 2027. Un percorso graduale, che dovrebbe accompagnare l’evoluzione salariale dei dipendenti locali nei prossimi anni.

La speranza, condivisa da governo e sindacati, è che il prossimo negoziato sia meno accidentato di quello appena concluso. Molto dipenderà dalle risorse disponibili e dalla capacità di individuare soluzioni strutturali, capaci di rendere il lavoro negli enti locali più attrattivo e competitivo.