Il Gruppo Aeffe ha confermato senza aperture la sua intenzione di procedere con un licenziamento collettivo che mette a rischio 221 posti di lavoro. La holding che detiene storici marchi della moda italiana come Moschino, Alberta Ferretti e Pollini. Una decisione irrevocabile, comunicata ieri ai sindacati, che ha interrotto la trattativa e scatenato la rabbia dei dipendenti.
I numeri della crisi sono pesantissimi. A Milano, nel quartier generale di via Donizetti, sono 48 i dipendenti impiegati negli uffici amministrativi, creativi e della comunicazione che riceveranno la lettera di licenziamento. Ma è a San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini, che si concentra il grosso del taglio: qui potrebbero perdere il posto oltre 170 dipendenti. Complessivamente, si parla di circa un terzo della forza lavoro del gruppo su tutti i suoi siti.
I sindacati: “Proposta aziendale provocatoria”
I sindacati denunciano una trattativa andata totalmente a vuoto. Il confronto con l’azienda si è protratto fino al 19 dicembre scorso, ma senza alcuno spiraglio. Spiega Marta Camuso della Filctem Cgil Milano:
Fino all’ultimo incontro, il Gruppo Aeffe ha insistito sull’ipotesi dei licenziamenti, mettendo sul tavolo un indennizzo molto esiguo, quasi provocatorio. È stata rifiutata qualsiasi alternativa.
Non solo: secondo il documento congiunto di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec, la società ha respinto in blocco ogni possibile soluzione per attenuare l’impatto sociale della crisi. Niente proroga degli ammortizzatori sociali oltre il 12 gennaio, nessuna apertura a uscite volontarie incentivate, a pensionamenti anticipati o a percorsi di ricollocazione. Una linea dura che i lavoratori, durante le assemblee, hanno giudicato inaccettabile, esprimendo un netto “no” alla procedura.
Otto ore di sciopero
La risposta non si è fatta attendere. Per lunedì 12 gennaio sono state proclamate otto ore di sciopero, con un presidio davanti alla sede milanese di via Donizetti a partire dalle 9:00. Contemporaneamente, i colleghi del sito di San Giovanni in Marignano si mobiliteranno davanti ai cancelli dello stabilimento.
La giornata di protesta coincide con un tavolo al Ministero del Lavoro, previsto per la stessa data, al quale parteciperanno sia le tre sigle sindacali che i rappresentanti di Aeffe. “Dichiareremo formalmente il mancato accordo e il rifiuto dei lavoratori all’ultima proposta aziendale”, annuncia Camuso.
Un settore in affanno
La crisi di Aeffe non è un caso isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà per il lusso italiano. Recentemente, hanno annunciato riduzioni del personale o ristrutturazioni anche altri big del settore, tra cui Dsquared2 e Yoox, per un totale di circa 300 dipendenti milanesi coinvolti. Un segnale preoccupante per un comparto che è stato a lungo traino dell’economia e dell’immagine del paese all’estero.
Il tavolo al Ministero del Lavoro di lunedì sarà il banco di prova per capire se ci sia ancora spazio per un’uscita diversa da questa crisi.