La bistecca più costosa al mondo si può stampare: ecco il manzo di Kobe sintetico

I ricercatori sono riusciti a replicare in laboratorio la struttura cellulare di un pezzo di rinomata e costosa carne di bovini wagyu, aprendo la strada a un futuro fatto di cibo sintetico e cruelty free

Gli scienziati dell’Università di Osaka hanno usato cellule staminali isolate in esemplari di bovini wagyu per realizzare bistecche attraverso una nuova tecnica di stampa 3D. La carne prodotta in laboratorio contiene muscoli, grasso e vasi sanguigni ed è del tutto simile a quella di animali veri.

Il risultato dei ricercatori giapponesi rappresenta un nuovo passo per un traguardo importante per il futuro del nostro pianeta, sia per i diritti degli animali, con cibo cruelty free da portare nelle nostre tavole, sia per la sostenibilità ambientale, con l’abbattimento delle emissioni prodotte dagli allevamenti intensivi.

Perché le bistecche delle mucche wagyu sono diverse e costano così tanto

Sono quattro le razze wagyu, parola che tradotta letteralmente significa “mucca giapponese” e sono distinte dalle caratteristiche di pelo e corna. Ci sono esemplari neri, i più comuni e noti anche come manzi di Kobe, ma anche quelli bruni, senza corna o con corna corte.

Il modo in cui questi bovini vengono allevati, con diete ipercaloriche che fanno acquisire all’animale fino al 50% di massa grassa, contribuisce all’inquinamento ambientale a causa delle emissioni ambientali.

Le rinomate bistecche wagyu sono famose in tutto il mondo per la marezzatura, cioè la fantasia marmorea creata dall’alto contenuto di grassi insaturi che rendono questa carne particolarmente saporita e tenera, e anche molto costosa.

Il suo prezzo parte dai 100 euro al kg, per arrivare anche a 1.000 euro al kg e oltre, in base al livello di marmorizzazione. È tra i cibi più costosi del mondo.

Prima bistecca di manzo di Kobe stampata in 3d: come è stato possibile

Non è la prima volta che la carne viene riprodotta in laboratorio, ma gli scienziati di Osaka sono riusciti a ricostruire la complessa struttura di una bistecca vera.

L’impresa è riuscita grazie all’uso di una tecnologia di stampa a tre dimensioni caricata con cellule staminali multipotenti che si sono specializzate in laboratorio per replicare ogni parte del prezioso taglio, dai muscoli al grasso passando per i vasi sanguigni.

Sono stati poi assemblati in fase di stampa attraverso l’utilizzo di un modello istologico basato sull’anatomia delle mucche wagyu. Per questo la bistecca prodotta in laboratorio ha in tutto e per tutto il sapore di quella vera.

Prima bistecca di mucche wagyu stampata in 3d: cosa accadrà in futuro

In futuro l’impresa degli scienziati potrebbe essere replicata per altri tipi di carne già esistente o per la creazione di tagli non esistenti in natura, con un quantitativo di grassi scelto in base alle esigenze di mercato o ai gusti personali, e certamente più salutari.

Basterà solo prendere le cellule staminali dagli animali, senza la necessità di ucciderne o di destinare terreni all’allevamento, per avere in tavola carne sintetica di qualità adatta anche a chi decide di diventare vegetariano o vegano per motivi etici.

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