Incubo questionario Covid: le nuove regole per quarantena e tamponi

Quali sono oggi le regole sulla quarantena e l'autosorveglianza? A chi si applicano e a quali condizioni?

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Miriam Carraretto

Giornalista di attualità politico-economica

Da vent'anni giornalista e caporedattrice per varie testate nazionali, è autrice di libri e contributi su progetti di sviluppo in Africa e fenomeni sociali.

In molti da giorni siete tornati a chiedere a QuiFinanza di spiegare bene come funziona la nuova quarantena. Proviamo a riassumere qui tutte le nuove regole, in vigore ormai dal 31 dicembre scorso, regole che però hanno creato – e continuano a creare – non poca confusione.

Parte della confusione è dettata dal fatto che per la scuola, e dunque per bambini e ragazzi, vigono misure differenti, e neanche uguali tra loro, ma diverse tra primaria, medie e superiori (qui come potrebbero cambiare nei prossimi giorni). Da qui un ingorgo burocratico in cui non è affatto semplice divincolarsi.

Quarantena, isolamento e sorveglianza attiva: quali differenze

Come prima cosa vanno chiariti bene i tre concetti su cui si fonda il sistema di gestione dell’emergenza sanitaria nel nostro Paese: quarantena, isolamento e sorveglianza attiva.

Quarantena e isolamento sono le misure di salute pubblica attuate per evitare l’insorgenza di ulteriori casi secondari dovuti alla trasmissione del Covid e, soprattutto, per evitare di sovraccaricare il sistema ospedaliero.

La quarantena si attua a una persona sana (il cosiddetto contatto stretto) che è stata esposta a un caso Covid, con l’obiettivo di monitorare i sintomi e assicurare l’identificazione precoce dei casi.

L’isolamento consiste invece nel separare quanto più possibile le persone positive, cioè infette, da quelle sane, al fine di prevenire la diffusione dell’infezione, durante il periodo di trasmissibilità: il caso tipico è quello dei familiari conviventi di un positivo.

La sorveglianza attiva, infine, è una misura durante la quale l’operatore sanitario – di solito l’Asl di riferimento – tiene monitorato quotidianamente il caso positivo, in sorveglianza appunto, per avere notizie sulle sue condizioni di salute.

Caos Asl: il paradosso del questionario che continua ad arrivare anche ai negativi

Un sistema oggi però purtroppo in larga misura saltato, almeno nelle grandi città, dove non solo la chiamata dell’Asl per il tampone molecolare può ritardare anche di oltre una settimana, ma difficilmente l’assistenza viene fornita giornalmente.

L’unica eccezione – se così si può chiamare – riguarda il famoso “questionario” che l’Asl invia alla persona positiva, in modo che questa indichi gli eventuali sintomi crocettando tra quelli indicati. Non arriva quindi una telefonata dell’operatore Asl, ma un forma con una serie di domande sempre uguali, via mail.

Ma anche in questo caso il monitoraggio è alquanto lacunoso, dal momento che tra i sintomi, ad esempio, non viene contemplato il raffreddore, tipico invece della variante Omicron ormai prevalente in tutta Italia, e comunque rilevato spesso nei soggetti positivi ma vaccinati (qui gli 8 sintomi “spia” di Omicron e quando fare il tampone).

E c’è di più. Sappiamo – perché in molti ce lo avete scritto, e noi stessi internamente alla nostra redazione lo abbiamo sperimentato – che il questionario continua a essere inviato anche a settimane, se non mesi, di distanza dal tampone negativo. Clamoroso, ad esempio, il caso di alcune famiglie torinesi che stanno ancora ricevendo via mail la richiesta di compilazione del questionario Covid dopo oltre un anno. Il che, va da sé, apre squarci preoccupanti sul reale controllo che viene fatto sui sintomi.

Se il remind del questionario arriva puntuale ogni giorno alle 12 nella casella email, dopo mesi di negativizzazione dal Covid, significa che questo strumento non viene utilizzato correttamente: chi dovrebbe leggere e verificare l’esito del questionario? E perché non lo fa? Lasciamo la palla a chi di dovere. Anzi, ci attendiamo proprio che qualcuno risponda ufficialmente.

Quarantena Covid, a chi non si applica più

Detto questo, quali sono oggi le regole sulla quarantena? Come comportarsi e cosa fare?

Le nuove norme sulla quarantena per le persone che hanno avuto un contatto stretto con un positivo si applicano ormai dal 31 dicembre, come abbiamo visto. Il decreto 30 dicembre prevede che, in caso di contatto stretto con un soggetto confermato positivo, in determinati casi la quarantena preventiva non si applichi più.

Ecco a chi nello specifico:

  • alle persone che hanno completato il ciclo vaccinale primario, cioè che abbiamo fatto la prima e la seconda dose di vaccino (e non ancora la terza) da 120 giorni o meno
  • alle persone che sono guarite dal Covid da 120 giorni o meno
  • alle persone che hanno ricevuto la dose di richiamo del vaccino, cosiddetta terza dose o booster, a prescindere da quando.

Cos’è l’autosorveglianza e a chi si applica

Niente più quarantena per queste tre categorie quindi. A tutte loro si applica invece il nuovo meccanismo dell’autosorveglianza.

Cosa significa? Due cose: prima che per loro scatta l’obbligo di indossare la mascherina FFP2 fino al 10° giorno successivo all’ultima esposizione al soggetto positivo al Covid, quindi l’11° giorno dall’ultimo contatto (nel caso di familiari conviventi, l’ultimo contatto è rappresentato dal giorno prima del tampone negativo).

Seconda, che per queste 3 categorie di persone è prevista l’effettuazione di un tampone, rapido o molecolare, alla prima comparsa dei sintomi e, se ancora sintomatici, al 5° giorno successivo alla data dell’ultimo contatto stretto. Nel caso in cui il test sia effettuato presso centri privati abilitati, è necessario trasmettere alla Asl il referto negativo, anche online, per determinare la cessazione del periodo di autosorveglianza.

Quarantena Covid, per chi dura 5 giorni, per chi 7 e per chi 10

Ai contatti stretti che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni e che abbiano comunque un green pass rafforzato valido, se asintomatici, si applica una quarantena con una durata di 5 giorni con obbligo di un tampone negativo, rapido o molecolare, al 5° giorno.

Per i soggetti non vaccinati o che non abbiano completato il ciclo vaccinale primario o che abbiano completato il ciclo vaccinale primario da meno di 14 giorni, continua a vigere invece la quarantena di 10 giorni dall’ultime esposizione, con obbligo di un test molecolare o rapido negativo al 10° giorno.

Ai soggetti contagiati che abbiano precedentemente ricevuto la dose booster o che abbiano completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni, la quarantena è ridotta a 7 giorni purché siano sempre stati asintomatici o risultino asintomatici da almeno 3 giorni e alla condizione che, al termine di questo periodo, risulti eseguito un tampone negativo.

In tutti i casi, per la cessazione della quarantena è necessario comunque l’esito negativo di un tampone rapido o molecolare. Ricordiamo infine che, ai fini dell’inizio e della fine della quarantena, valgono i tamponi effettuati anche in farmacia e nei centri privati ma non quelli fai da te effettuati a casa, né nasali né salivari.