Telemarketing selvaggio e truffe telefoniche, Agcom punta sui numeri a tre cifre

Al via la revisione del piano di numerazione: grazie ai numeri a tre cifre subito svelati telemarketing selvaggio e truffe telefoniche

Foto di Mauro Di Gregorio

Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Pubblicato:

L’Agcom dichiara guerra al telemarketing aggressivo messo in atto tramite telefonate moleste o spam automatico: presto, in teoria, basterà uno sguardo allo schermo del telefono per capire se chi chiama è davvero chi dice di essere.

Dal 2026, quando comparirà un numero a tre cifre, gli utenti potranno sapere con certezza che dall’altra parte c’è la propria banca, l’assicurazione, l’operatore telefonico o un altro soggetto autorizzato.

Agcom contro le telefonate fantasma

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha avviato la rivoluzione del Piano nazionale di numerazione con l’obiettivo dichiarato di rendere immediatamente riconoscibili le chiamate lecite e smascherare quelle fraudolente.

Il 17 dicembre l’Autorità ha aperto una consultazione pubblica di 45 giorni per raccogliere osservazioni da operatori, aziende e soggetti interessati. Se il percorso regolatorio verrà confermato, già nei primi mesi del 2026 le numerazioni brevi potranno essere utilizzate come vero e proprio identificativo del chiamante, anche per le chiamate in uscita e per i messaggi.

I numeri a tre cifre non sono una novità: oggi vengono già utilizzati per servizi di assistenza clienti o per servizi gratuiti. La differenza, però, è sostanziale. Attualmente questi numeri possono solo ricevere chiamate, ma non comparire come numero chiamante. Un limite che, secondo Agcom, ha contribuito negli anni a generare confusione e a favorire truffe.

“Oggi questi numeri possono solo ricevere chiamate, non mostrarle in uscita. È un limite che ha generato confusione e favorito truffe”, ha spiegato la commissaria Agcom Laura Aria. L’idea è trasformare i numeri brevi in una sorta di marchio telefonico certificato: quando l’utente vede comparire un numero a tre cifre sul display, può essere certo dell’identità dell’azienda chiamante.

Un elemento centrale è che queste numerazioni non sono replicabili dall’estero. Un dettaglio tecnico decisivo che elimina alla radice una delle principali leve utilizzate nelle frodi telefoniche: il cosiddetto spoofing del numero chiamante.

Spoofing e telemarketing illegale

Alla base dell’intervento regolatorio c’è un problema strutturale che da anni affligge il mercato italiano: lo spoofing telefonico. Attraverso software dedicati, i call center illegali e i truffatori riescono a mascherare il numero reale, facendo apparire sul display prefissi italiani o numerazioni apparentemente familiari. Il risultato è che l’utente risponde più facilmente, senza poter sapere se dall’altra parte c’è un’azienda legittima, un call center irregolare o un truffatore.

Nonostante l’introduzione del Registro pubblico delle opposizioni nel 2022, le telefonate promozionali indesiderate non sono diminuite. Anzi, in molti casi sono aumentate, aggirando le regole e sfruttando falle tecnologiche e giuridiche. Da qui la decisione di Agcom di intervenire direttamente coinvolgendo gli operatori telefonici e rafforzando i controlli a monte.

Negli ultimi mesi l’Autorità ha già messo in campo una serie di misure anti-spoofing. Prima è arrivato l’obbligo di bloccare le chiamate provenienti dall’estero che simulano numerazioni fisse italiane; successivamente, dal 19 novembre, lo stesso meccanismo è stato esteso ai numeri mobili italiani falsi, con l’unica eccezione dei clienti effettivamente in roaming.

Le chiamate con numerazione mobile italiana provenienti dall’estero sono crollate da oltre 34 milioni al giorno a poco più di 7 milioni, in gran parte riconducibili a traffico legittimo. Solo tra il 19 e il 21 novembre sono state bloccate circa 21 milioni di chiamate moleste o truffa. Per la prima volta, il fenomeno è stato misurato in modo oggettivo.

Una parte del traffico illecito si è però spostata altrove, in particolare verso numerazioni estere reali, che oggi non possono essere bloccate per via degli obblighi di interoperabilità internazionale. Sono chiamate più difficili da filtrare, ma anche più facili da riconoscere per gli utenti, che tendono a diffidare di prefissi stranieri sconosciuti. Ecco spiegato perché negli ultimi tempi sempre più italiani ricevono telefonate dall’estero.

Perché i numeri a tre cifre

È in questo contesto che si inserisce la proposta sui numeri brevi. L’obiettivo non è solo contrastare le frodi, ma anche distinguere in modo netto il telemarketing legale da quello illegale. Le aziende che operano nel rispetto delle regole (banche, assicurazioni, utility, operatori telefonici) potranno utilizzare una numerazione breve assegnata e certificata, rendendo immediatamente riconoscibile la propria identità.