Sciopero camionisti, tir fermi per 5 giorni per i prezzi di benzina e diesel

Le associazioni di categoria bloccano l'Italia contro i rincari record di gasolio e benzina. Oltre 100 piazze coinvolte nelle mobilitazioni

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Ad aprile si apre un fronte degli scioperi dedicato ai trasporti e con motivazione il caro carburante. Trasportounito ha proclamato uno sciopero nazionale dei camion che si prospetta come un vero e proprio blocco di categoria. Il fermo infatti inizierà il 20 aprile e proseguirà fino al 25 aprile. Mentre sulle strade e autostrade i giganti su gomma resteranno fermi, nelle piazze di oltre 100 città italiane Unatras ha indetto assemblee permanenti per discutere i motivi della protesta.

Le associazioni di categoria infatti parlano di una situazione “insostenibile” e di “emergenza”. I prezzi di lunedì 30 marzo sono un indicatore del clima che ha portato alle giornate di sciopero. Secondo l’Osservatorio dei prezzi del Ministero del Made in Italy, la benzina self service ha toccato un prezzo medio di 1,747 euro al litro, mentre il diesel (con il quale si muovono i tir) ha raggiunto quota 2,055 euro al litro. In autostrada e in alcune regioni il conto è ancora più salato.

Sciopero dei camionisti: dal 20 al 25 aprile

In un calendario degli scioperi di aprile già ricco, Trasportounito e Unatras chiamano lo sciopero nazionale dei camionisti. Le associazioni di categoria hanno deciso di reagire alla pressione del caro carburante fermandosi dal 20 al 25 aprile 2026.

Lo sciopero arriva nonostante le controindicazioni espresse dalla Commissione Garanzia Sciopero. Sarà suddiviso in due grandi iniziative di stampo nazionale:

  • lo stop dei tir sulle strade e autostrade;
  • la chiamata alle assemblee permanenti in oltre 100 piazze italiane.

Il prezzo di benzina e diesel

L’ultimo aggiornamento del prezzo medio dei carburanti segnalava una situazione di “emergenza”. L’Osservatorio dei prezzi del Ministero del Made in Italy, sulla base delle dichiarazioni dei distributori di tutta Italia, registrava:

  • per la benzina un prezzo medio di 1,747 euro al litro (self service);
  • per il diesel un prezzo medio di 2,055 euro al litro (self service);
  • per la benzina un prezzo medio di 1,883 euro al litro (servito);
  • per il diesel un prezzo medio di 2,187 euro al litro (servito);
  • per la benzina un prezzo medio di 1,812 euro al litro (autostrada);
  • per il diesel un prezzo medio di 2,117 euro al litro (autostrada).

Ma è il prezzo di benzina e diesel a livello regionale che preoccupa. Codacons ha denunciato, attraverso la rielaborazione dei prezzi locali, una “classifica dell’insostenibilità”.

Il gasolio:

  • a Bolzano il prezzo medio più alto con 2,094 euro al litro;
  • a Trento 2,076 euro al litro;
  • in Valle d’Aosta 2,075 euro al litro;
  • in Molise 2,072 euro al litro.

Per quanto riguarda la benzina, invece:

  • in Basilicata il prezzo più alto con una media di 1,779 euro al litro;
  • a Bolzano 1,775 euro al litro;
  • in Sicilia 1,769 euro al litro;
  • in Calabria 1,767 euro al litro.

Questi sono i prezzi con il taglio delle accise, che resta però in vigore fino al 7 aprile. Senza una proroga, il prezzo dei carburanti e in particolare del diesel potrebbe facilmente arrivare a picchi di 2,3 euro al litro.

Perché si fermano i trasporti

Di fronte a questo scenario, le associazioni di categoria incrociano le braccia. A oggi, il decreto carburanti si è applicato solo nella forma del taglio delle accise, ma manca per esempio l’obbligo della pubblicazione dei prezzi consigliati di vendita. Lo denunciano i gestori delle pompe di Faib Confesercenti e Fegica.

Il presidente di Trasportounito, Franco Pensiero, motiva lo sciopero parlando di

assoluta emergenza, causata dal rincaro fuori controllo del carburante.

Unatras, che ha chiamato le piazze, dichiara che sono solo

l’anticamera di una protesta ancora più ampia e organizzata sulle strade.

Il motivo è che il gasolio, nonostante il decreto avesse come obiettivo quello di tenere i prezzi entro la soglia dei 2 euro al litro, supera quotidianamente questa cifra. Sottolinea il sindacato:

È una situazione ormai insostenibile per l’intero comparto del trasporto merci.