Manca ormai poco allo sciopero del 10 aprile nel quale a fermarsi è tutto il settore aereo. Si tratta di un’ampia agitazione che coinvolge diversi sindacati e fermerà su tutto il territorio nazionale il personale aeroportuale. Si tratta di uno sciopero comunque piuttosto limitato, di appena quattro ore, che si svolgerà dalle ore 13:00 alle ore 17:00.
Lo sciopero però si aggiunge a un periodo particolarmente sensibile per il traffico aereo, con difficoltà in alcuni scali e rischio di cancellazioni. Le principali criticità però si attendono nell’aeroporto di Fiumicino, che non è tra gli aeroporti sottoposti a pratiche di razionamento del cherosene, e a Milano Malpensa. Come sempre per il settore del trasporto aereo non esistono delle fasce vere e proprie di garanzia, ma alcuni voli sono tutelati, come quelli relativi a collegamenti strategici, voli di Stato o emergenze sanitarie.
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Sciopero 10 aprile: chi si ferma
Aprile è il mese degli scioperi dei trasporti, con un calendario ricco. L’agitazione nazionale indetta per venerdì 10 aprile 2026 avrà una durata di 4 ore, dalle 13:00 alle 17:00, e coinvolgerà il settore aereo.
A incrociare le braccia sarà il personale di ENAV (Ente Nazionale Assistenza al Volo), inclusi gli operatori dei Centri di Controllo d’Area (ACC) di Roma e Milano, fondamentali per la gestione dei flussi nei cieli. La protesta si estende ai tecnici di Techno Sky e agli addetti alla sicurezza di ADR Security presso gli scali di Fiumicino e Ciampino.
Tra gli aeroporti che potrebbero subire i maggiori disagi, oltre ai due scali romani, figurano Milano Malpensa e Napoli.
Quali sono i voli garantiti?
Nonostante lo sciopero metta a rischio trasporto aereo e bus, l’Enac e le normative vigenti assicurano la tutela della mobilità essenziale attraverso specifiche fasce di protezione e categorie di voli.
Restano confermati tutti i collegamenti programmati nelle fasce orarie 07:00-10:00 e 18:00-21:00, che non sono interessate dallo sciopero. Sono inoltre sempre garantiti:
- i voli di Stato;
- le missioni militari;
- i voli sanitari d’emergenza;
- il trasporto di organi.
Per quanto riguarda il trasporto civile la continuità territoriale con le isole è garantita da almeno un collegamento giornaliero.
Enav ha confermato che le prestazioni indispensabili verranno erogate regolarmente, ma invita i viaggiatori a monitorare lo stato del volo sui canali ufficiali per gestire eventuali ritardi riflessi.
Cosa chiedono i sindacati?
Le sigle sindacali coinvolte denunciano una situazione di stallo nelle trattative per il rinnovo contrattuale. Al centro della protesta vi è il mancato recupero del potere d’acquisto rispetto all’inflazione e l’aumento dei carichi di lavoro.
I rappresentanti dei lavoratori puntano il dito anche contro le ripercussioni operative causate dall’instabilità geopolitica in Medio Oriente, che sta influenzando gli approvvigianamenti di carburante.
Come richiedere il rimborso
In caso di cancellazione o ritardo superiore alle tre ore, il Regolamento Ue n. 261 del 2004 tutela il viaggiatore prevedendo, oltre al rimborso del biglietto, una compensazione che varia dai 250 ai 600 euro, a seconda della lunghezza della tratta.
È fondamentale conservare carte d’imbarco e ricevute di eventuali spese extra per vitto o alloggio sostenute a causa del disservizio. In alternativa al rimborso monetario, il passeggero ha sempre diritto alla riprotezione su un volo sostitutivo non appena possibile.