Cosa succede se il gestore non può accedere al contatore dell’acqua per leggerlo

Scopri cosa succede in caso di mancata lettura del contatore dell’acqua e quali sono i diritti dell’utente tra comunicazioni obbligatorie e consumi stimati

Foto di Alessandra Di Bartolomeo

Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Per evitare di pagare bollette non commisurate ai consumi reali, la lettura del contatore è fondamentale sia per l’acqua che per luce e gas. Può capitare, però, che il gestore non riesca ad accedere al misuratore, soprattutto se quest’ultimo si trova all’interno dell’abitazione privata o in un luogo non raggiungibile. In questi casi, cosa succede per il servizio idrico e quali regole stabilisce la normativa per garantire una corretta gestione dei dati di consumo?

Che succede se il contatore non si riesce a leggere?

Se il contatore non è accessibile, il tentativo di lettura viene considerato non andato a buon fine.

Ciò accade ad esempio se il misuratore si trova all’interno dell’abitazione e in casa non c’è nessuno oppure se si trova in uno spazio privato chiuso non raggiungibile senza la presenza dell’utente.

In questi casi, il gestore ha l’obbligo di lasciare un avviso scritto che segnali il passaggio dell’addetto al controllo dei consumi e l’impossibilità di effettuare la rilevazione.

Nella stessa comunicazione devono essere anche indicate le modalità per effettuare l’autolettura.

In molti casi vengono indicati anche canali come l’area clienti, il telefono o gli sms.

Secondo la normativa Area sul servizio idrico integrato, un contatore viene considerato non accessibile quando la lettura può avvenire solo con l’intervento diretto del titolare o di un suo delegato.

Quando è possibile comunicare l’autolettura del contatore e quando è valida

Dalla delibera 218/2016/R/idr presente sulla pagina dell’Arera si evince che l’utente può effettuare l’autolettura del contatore quando il gestore non riesce a rilevare direttamente i consumi.

La comunicazione può essere effettuata mediante diversi canali che devono essere disponibili in modo continuativo durante tutto l’anno.

Tale dato deve essere preso in carico dal gestore a meno che non presenti degli errori evidenti. Dopo la verifica, poi, se l’autolettura è ritenuta valida viene equiparata a quella ufficiale e utilizzata per il calcolo delle bollette. Qualora, invece, non superi i controlli, il gestore è tenuto a informare il cliente entro un determinato periodo.

Il servizio di lettura del contatore, comunque, è una responsabilità del gestore idrico che deve garantire un numero minimo di tentativi annuali. Più nel dettaglio, sono previsti almeno due tentativi per utenze con consumi fino a 3.000 metri cubi all’anno e almeno tre per consumi più alti con intervalli minimi tra una lettura e l’altra.

Per le nuove forniture, poi, è obbligatorio un tentativo entro sei mesi dall’attivazione. Il gestore, infine, deve comunicare in anticipo il giorno e la fascia oraria del passaggio del letturista, soprattutto se il contatore non è accessibile in modo semplice.

Che succede dopo due tentativi di lettura falliti

Nel caso in cui il gestore del servizio idrico non riesca a leggere il contatore per due volte e non disponga di un’autolettura valida, la normativa prevede degli obblighi precisi.

In questo caso, il tentativo di lettura non può essere solo rinviato: il gestore deve necessariamente programmare un nuovo passaggio. Questo terzo tentativo è obbligatorio entro il mese successivo al secondo fallimento e può essere effettuato anche con modalità diverse rispetto a quelle solite, come in fasce orarie alternative.

L’obiettivo è quello di evitare che la mancata rilevazione dei consumi si protragga nel tempo con il rischio di bollette basate esclusivamente sulle stime. Proprio per questo, il sistema impone al gestore di non fermarsi ai primi tentativi ma di insistere con altre verifiche per garantire una fatturazione corretta e dati esatti.

Questa è una regola fissata dall’Autorità di regolazione per energia e ambiente per migliorare la qualità del servizio idrico e assicurare maggiore trasparenza e tutela agli utenti.

Se non ci sono letture o autovetture come vengono calcolati in consumi?

Qualora non siano disponibili le letture effettuate o l’autolettura, il consumo viene calcolato mediante una stima. Tale modalità è prevista dalla normativa per garantire comunque la continuità della fatturazione, anche quando non è possibile rilevare i dati effettivi.

Il calcolo si basa sul consumo medio annuo, elaborato a partire dalle ultime lettura disponibili. Se tali dati non sono sufficienti o mancano interamente, il gestore utilizza dei vari standard riferiti alla tipologia di utenza, ad esempio domestica o condominiale.

In questo modo si evitano interruzioni nella fatturazione anche se le bollette stimare possono discostarsi molto dai consumi reali, soprattutto se le abitudini sono cambiate nel tempo.

In ogni caso, le eventuali differenze vengono poi recuperate o restituite mediante i conguagli successivi, quando sarà disponibile la lettura reale o un’autolettura valida.

Per quanto riguarda i pagamenti, la bolletta stimata deve comunque essere saldata entro le scadenze indicate.

Se si ha l’addebito in conto corrente, il pagamento avverrà in automatico mentre se si dispone di un bollettino o di un altro metodo di pagamento, si dovranno rispettare le scadenze per evitare solleciti.

Nel caso si riscontrino degli importi ritenuti troppo alti, infine, si potrà contattare sempre il gestore e comunicare tempestivamente un’autolettura per ottenere una rettifica in linea con i consumi reali.

Come sono calcolati i consumi stimati

I valori stimati vengono calcolati in base al consumo medio dell’utenza, ottenuto mediante letture precedenti e dati storici registrati nel tempo. Questo parametro consente al gestore di avere un riferimento attendibile anche quando non sono disponibili misurazioni aggiornate del contatore.

Quando mancano le letture aggiornate, poi, si applicano le regole previste dalla normativa e si distribuisce il valore medio sul periodo di fatturazione.

In alcuni casi si può tenere conto anche di fattori come la tipologia di utenza e la stagionalità per rendere il risultato più veritiero. Si tratta però sempre di una stima per cui per risparmiare in bolletta, è sempre utile quindi comunicare con regolarità l’autolettura del contatore.

Perché è importante rendere accessibile il contatore dell’acqua e come incide sulle bollette

L’accessibilità al contatore è fondamentale per assicurare un servizio idrico efficiente e trasparente.

La sua collocazione, infatti, incide direttamente sulla possibilità del gestore di effettuare controlli periodici e affidabili, riducendo il ricorso a valori ricostruiti o stimati.

Quando il dispositivo è facilmente raggiungibile, infatti, le letture possono essere più precise e regolari e ciò consente una maggiore coerenza tra l’utilizzo effettivo dell’acqua e quanto riportato in bolletta.

Se invece il contatore si trova in luoghi difficilmente accessibili o all’interno di spazi privati non disponibili al momento del passaggio del letturista, diventa più difficile raccogliere informazioni aggiornate.

Per evitare che ciò accada, è utile adottare soluzioni pratiche che facilitino l’accesso, come la collocazione del contatore in aree comuni oppure la possibilità di concordare appuntamenti con il personale incaricato. Anche la comunicazione dell’autolettura è utile per mantenere i dati aggiornati.

Un sistema di lettura più efficiente riduce inoltre il rischio di errori e contestazioni, rendendo più semplice la gestione complessiva del servizio. Tale aspetto migliora anche la relazione tra utente e gestore perché informazioni più precise rendono il processo più trasparente e comprensibile. Nel lungo periodo, poi, si ottiene così una gestione delle utenze più equilibrata, continua e affidabile.