Un cavo sottomarino gigante per condividere l’energia eolica

Regno Unito e Paesi Bassi si sono accordati per la costruzione di un gigantesco cavo elettrico sottomarino in grado di condividere l'energia prodotta dai parchi eolici offshore

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Alessandro Mariani

Giornalista green

Nato a Spoleto, dopo una laurea in Storia e una parentesi in Germania, si è stabilito a Milano. Ha avuto esperienze in radio e in TV locali e Nazionali. Racconta la società, con un focus sulle tematiche ambientali.

Il Mare del Nord potrebbe diventare un importante centro di produzione di energia rinnovabile, grazie all’accordo tra Regno Unito e Paesi Bassi. Il patto è finalizzato alla costruzione di un gigantesco cavo elettrico sottomarino, in grado di condividere l’energia prodotta dai parchi eolici offshore. L’accordo preliminare, che prevede la realizzazione di LionLink, è questo il nome del collegamento sottomarino, è solo il primo passo di un piano più ampio, che mira a trasformare il Mare del Nord in un polo chiave di energia pulita condivisa tra i paesi limitrofi.

Uk e Paesi Bassi, accordo per una connessione energetica sottomarina

L’obiettivo principale di questa connessione è condividere l’energia elettrica prodotta in eccesso con i Paesi che ne hanno momentaneamente bisogno. Questa collaborazione tra nazioni è fondamentale per creare un sistema più resiliente ed efficiente e per attrarre gli investimenti necessari per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Attualmente, esiste già una rete di interconnessioni che collega il Regno Unito ad altri Paesi europei.

Tuttavia, questo nuovo cavo, che richiederà diversi anni per essere completato, sembra essere il primo costruito con l’idea di collegare un parco eolico offshore – in questo caso, nelle acque olandesi – a consumatori in un altro Paese. La notizia dell’accordo è arrivata durante un incontro tra i leader dei Paesi del Mare del Nord in Belgio, dove hanno promesso di rafforzare gli impegni già ambiziosi per lo sviluppo di parchi eolici offshore. In particolare, Regno Unito e Norvegia, che non sono membri dell’Unione Europea, hanno partecipato insieme ai paesi dell’UE come Germania e Belgio.

Soluzioni per l’approvvigionamento di energia

La riduzione drastica dei flussi di gas russo verso l’Europa dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia l’anno scorso ha sottolineato l’importanza per l’Europa di sviluppare fonti di energia non dipendenti da Mosca. In questo contesto, l’energia eolica offshore rappresenta un’importante soluzione per affrontare il cambiamento climatico.

La creazione di LionLink rappresenta quindi un passo importante verso la realizzazione di un sistema energetico europeo più sostenibile ed efficiente, in grado di contrastare i cambiamenti climatici e ridurre la dipendenza dall’energia prodotta dai combustibili fossili. Questo accordo dimostra inoltre come la cooperazione tra i paesi europei possa portare a importanti risultati per la protezione dell’ambiente e per la sicurezza energetica del continente.

Nuove installazioni energetiche nel Mar del Nord

L’energia eolica offshore rappresenta dunque una grande opportunità per l’Europa, che può contare su un enorme potenziale di sviluppo delle fonti rinnovabili. La costruzione di LionLink è solo uno dei tanti progetti che stanno prendendo forma nel Mare del Nord, segno di una crescente consapevolezza dell’importanza di investire nell’energia pulita per affrontare le conseguenze del cambiamento climatico.

Danimarca, Belgio e altri Paesi stanno pianificando grandi installazioni energetiche che potrebbero includere isole artificiali capaci di gestire l’energia generata da più parchi eolici offshore. L’elettricità in eccesso verrebbe utilizzata per creare un carburante pulito come l’idrogeno da esportare a Paesi vicini come la Germania.

 

Investimenti in energia pulito in aumento

Mentre il 2022 è stato un anno deludente per l’energia eolica offshore in termini di investimenti, gli ambiziosi obiettivi stabiliti stanno dando una spinta all’industria nel 2023. Le approvazioni di nuovi investimenti per i progetti europei di energia eolica offshore nel primo trimestre del 2023 sono state quasi tre volte il totale dell’anno scorso. Tanto la Gran Bretagna quanto i Paesi Bassi hanno attuato significativi investimenti in energia eolica offshore e hanno in programma di aumentare notevolmente la potenza generata dalle turbine installati lungo le loro coste nei prossimi anni.

Il cavo in progetto permetterebbe alla Gran Bretagna di essere fornita da un grande parco eolico offshore nelle acque olandesi, oltre a consentire altri scambi di energia elettrica. Gli sviluppatori del progetto sarebbero i gestori delle reti di trasmissione di energia nei due Paesi, la National Grid britannica e la TenneT nei Paesi Bassi.

Isole artificiali per sostenere l’energia eolica offshore

L’energia eolica offshore è destinata a diventare una delle fonti di energia più importanti in Europa e sta attirando investimenti da parte di molti Paesi. La Danimarca, il Belgio e altri Paesi stanno ora pianificando di costruire grandi installazioni energetiche che potrebbero includere isole artificiali per gestire l’energia generata da più parchi eolici offshore. Queste isole sarebbero in grado di immagazzinare l’energia prodotta, riducendo al minimo gli sprechi e garantendo che l’energia sia disponibile quando necessaria.

L’energia elettrica prodotta dai parchi eolici offshore può anche essere utilizzata per creare un carburante pulito come l’idrogeno. Questo carburante potrebbe essere esportato in altri Paesi, come la Germania, che hanno una grande richiesta di energia pulita. In questo modo, i Paesi che producono l’energia eolica possono diventare esportatori di energia pulita.

L’eolico offshore in Italia

Nel 2022, in Italia sono stati allacciati alla rete di trasmissione nazionale circa 95 GW di potenza da nuovi impianti di eolico offshore, secondo quanto comunicato da Terna, la società italiana operatrice delle reti di trasmissione dell’energia elettrica. Durante un workshop organizzato a Roma, sono state fatte analisi sul contesto normativo e sull’evoluzione delle richieste di connessione di impianti a fonti rinnovabili, con un focus specifico sull’eolico offshore. Al 31 ottobre 2022, le richieste relative all’eolico offshore avevano raggiunto una potenza di circa 95 GW, di cui circa l’80% era localizzato nelle regioni del Sud Italia e nelle isole maggiori.

Nel 2022 Terna ha rilasciato la connessione a 22GW di nuove iniziative di eolico offshore. La società ha dichiarato che è fondamentale accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili e agire in maniera coordinata sulla diffusione dei sistemi di accumulo e sugli investimenti nelle infrastrutture di rete per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, indipendenza energetica e competitività del paese. Terna ha svolto analisi approfondite per definire un quadro complessivo delle richieste di allacciamento alla rete, ottimizzando gli schemi di connessione.