Il mese di giugno 2026 si presenta come un appuntamento cruciale per contribuenti, sostituti d’imposta e intermediari finanziari. Il calendario fiscale di giugno presenta diversi adempimenti distribuiti nel corso del mese. Tuttavia, il 16 giugno è la data che concentra il maggior numero di scadenze.
In questa data convergono novità normative, versamenti rateizzati e obblighi specifici per enti pubblici e intermediari finanziari. Saltare questo appuntamento, o sottovalutarne la complessità, può costare caro in termini di sanzioni e interessi.
Indice
L’invio del nuovo Modello 770
Tra le scadenze più importanti c’è quella che riguarda la nuova modalità semplificata del Modello 770. I sostituti d’imposta che hanno aderito a questo nuovo sistema non dovranno più attendere la fine dell’anno per inviare la certificazione unica. Invece, entro il 16 giugno 2026, dovranno:
- inviare il prospetto dei “dati aggiuntivi” (le informazioni che prima confluivano nel vecchio 770);
- versare contestualmente le ritenute operate sui redditi di lavoro dipendente e assimilati del mese precedente (maggio 2026).
L’invio e il versamento sono contestuali e avvengono tramite il modello F24, che ora integra anche questi dati aggiuntivi. Attenzione: chi non dovesse adempiere entro questa data rischia di ricevere un avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. L’atto potrebbe essere emesso sulla base dei dati presenti nell’Anagrafe Tributaria.
Tutte le scadenze sul fronte Iva
Il 16 giugno è importante anche sul fronte Iva. Sono tre gli adempimenti legati a questa imposta che scadono nella stessa data:
- liquidazione e versamento Iva mensile (maggio 2026), l’appuntamento classico per tutti i soggetti passivi con contabilità ordinaria che hanno optato per la periodicità mensile;
- split payment per le Pubbliche Amministrazioni, con gli enti non soggetti passivi Iva che devono versare l’imposta trattenuta ai fornitori in applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti;
- la quarta rata del saldo Iva 2025, che riguarda chi ha rateizzato il saldo dell’Iva relativa all’anno d’imposta 2025.
Riguardo quest’ultimo punto, ogni rata successiva alla prima va aumentata dello 0,33% mensile a titolo di interessi. Per questa quarta rata, gli interessi saranno pari allo 0,99% (0,33% x 3 mesi di ritardo rispetto alla prima rata).
Tobin Tax e Imu, le altre scadenze
Oltre a queste scadenze importanti, ce ne sono diverse altre da ricordarsi il 16 giugno.
Come la cosiddetta Tobin Tax. Banche, società fiduciarie, imprese di investimento e intermediari non residenti devono versare l’imposta mensile sulle transazioni finanziarie relative al mese di maggio. L’imposta riguarda i trasferimenti di proprietà di azioni e altri strumenti finanziari partecipativi. Il versamento avviene tramite F24 utilizzando i seguenti codici tributo:
- 4058, per l’imposta sulle transazioni di azioni e di altri strumenti partecipativi;
- 4059, per l’imposta sulle transazioni relative a derivati su equity;
- 4060, per l’imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative ad azioni e strumenti partecipativi.
Un capitolo a parte riguarda l’Imu. Se normalmente il 16 giugno è la scadenza dell’acconto e il 16 dicembre quella del saldo, non mancano i comuni che hanno deliberato diversamente. È quindi indispensabile verificare il regolamento del proprio comune di riferimento.
Infine, il 16 giugno è anche il giorno dedicato al versamento delle ritenute relative alle locazioni brevi. Chi gestisce affitti brevi attraverso piattaforme o in autonomia deve versare, entro questa data, le ritenute operate sui canoni o corrispettivi incassati nel mese di maggio, oppure la cedolare secca se optata.
Ci sono poi due diverse scadenze relative all’Inps:
- i contributi della gestione separata dei collaboratori;
- il versamento dei contributi dei lavoratori dipendenti per il mese precedente.
Si aggiungono a questa lista una serie di versamenti di diverse tasse, tra cui:
- l’imposta sugli intrattenimenti;
- il versamento di proventi derivati da Oicr;
- versamento delle ritenute per imprese di assicurazione su redditi di capitale derivanti da riscatti o scadenze di polizze vita.