Imposta sulle donazioni e calcolo delle franchigie, come funziona la tassa sui regali

Quando vengono effettuati dei regali ad amici e parenti è necessario pagare l'imposta sulle donazioni. Vediamo come funziona

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

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Gestire il proprio patrimonio e pianificare il passaggio di risorse economiche o beni immobili all’interno della famiglia (o verso terzi) richiede un’attenta valutazione delle implicazioni fiscali. In Italia, la disciplina dei trasferimenti a titolo gratuito è presidiata dall’imposta sulle donazioni, un prelievo fiscale che si applica sui beni trasferiti in vita senza un corrispettivo in denaro.

A prima vista, la normativa può apparire complessa, ma il legislatore ha previsto un meccanismo basato su soglie di esenzione proporzionate al vincolo familiare che lega chi dona (donante) a chi riceve (donatario). Capire come funziona il calcolo delle franchigie è fondamentale per quantificare l’eventuale esborso tributario o per strutturare le operazioni in modo legittimo ed efficiente, evitando sgradevoli contenziosi con l’Amministrazione finanziaria.

Entriamo nel dettaglio e vediamo qual è il quadro normativo di riferimento, le aliquote applicabili, il funzionamento pratico delle franchigie, la disciplina riservata ai beni immobili e le principali casistiche di esenzione dal tributo.

Il presupposto dell’imposta sulle donazioni

L’assetto fiscale che regola i trasferimenti gratuiti si fonda sulle disposizioni del Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni (Decreto Legislativo n. 346 del 31 ottobre 1990), successivamente aggiornato dal Decreto Legge n. 262 del 3 ottobre 2006 e dai più recenti decreti attuativi della riforma tributaria.

Il presupposto dell’imposta sulle donazioni si verifica nel momento in cui avviene un arricchimento patrimoniale a titolo di liberalità, sia attraverso il passaggio formale di beni mobili, liquidità e diritti, sia tramite la costituzione di diritti reali di godimento (come l’usufrutto) o la rinuncia a un diritto preesistente.

L’imposta sulle donazioni non si applica indistintamente su qualsiasi cifra o bene trasferito. Al contrario, il legislatore italiano applica una tassazione progressiva per scaglioni di parentela, introducendo soglie di valore entro le quali l’operazione risulta del tutto esente da imposte di liberalità.

Le aliquote e il calcolo delle franchigie per categoria di beneficiario

Per determinare l’importo effettivamente dovuto al Fisco occorre individuare la natura del rapporto di parentela intercorrente tra i soggetti coinvolti. È proprio in base a questo vincolo che viene effettuato il calcolo delle franchigie, ovvero gli importi al di sotto dei quali l’imposta sulle donazioni è pari a zero.

Le aliquote si applicano esclusivamente sulla quota di valore che eccede la franchigia spettante.

Categoria di beneficiario Franchigia di esenzione Aliquota da applicare sull’eccedenza
Coniuge e parenti in linea retta (Genitori, figli, nonni, nipoti in linea retta) 1.000.000 € per ciascun beneficiario 4%
Fratelli e sorelle 100.000 € per ciascun beneficiario 6%
Altri parenti fino al 4° grado e affini fino al 3° (zii, nipoti di zii, suoceri, cognati) Nessuna franchigia 6% (sull’intero importo)
Altri soggetti ed estranei (amici, conviventi non coniugati, partner di fatto) Nessuna franchigia 8% (sull’intero importo)
Persone con disabilità grave (riconosciuta ai sensi della L. 104/1992) 1.500.000 € (indipendentemente dal grado) Aliquota del grado di parentela sulla parte eccedente

Analisi dettagliata per grado di parentela:

  • parenti in linea retta e coniuge. Questa fascia beneficia della massima tutela fiscale. Ciascun figlio (o genitore/coniuge) ricevente dispone di una capienza esente da imposte pari a un milione di euro. Se il valore totale trasferito non supera questa cifra, l’imposta di donazione non è dovuta. L’aliquota del 4% scatterà solo se e quando si oltrepasserà tale cifra;
  • fratelli e sorelle. In questo caso la soglia di protezione scende a 100.000 euro per ciascun beneficiario. La parte eccedente tale importo verrà tassata al 6%;
  • altri parenti ed affini. Per gli zii, i nipoti (figli di fratelli) o i parenti acquisiti (come i cognati), il Fisco non riconosce alcuna franchigia. L’aliquota del 6% trova applicazione fin dal primo euro di valore trasferito;
  • estranei e conviventi di fatto. In assenza di un vincolo matrimoniale o di parentela riconosciuto dalla norma sulle successioni e donazioni, si applica l’aliquota massima dell’8% sull’intero importo senza alcuna franchigia base (fatta salva la presenza di disabilità grave).

La donazione di beni immobili: imposte indirette e agevolazione prima casa

Quando l’oggetto dell’atto non è una somma di denaro ma un bene immobile (fabbricato, appartamento o terreno), l’imposta sulle donazioni rappresenta soltanto una parte del carico fiscale complessivo.

Sui trasferimenti immobiliari gravano infatti due ulteriori prelievi di natura indiretta:

  • imposta ipotecaria, pari al 2% del valore catastale dell’immobile;
  • imposta catastale, pari all’1% del valore catastale dell’immobile.

Queste due imposte si applicano a prescindere dal superamento della franchigia: anche se la donazione dell’immobile avviene tra padre e figlio ed è compresa nell’importo esente di un milione di euro, le imposte ipotecaria e catastale sono comunque dovute nelle percentuali ordinarie calcolate sulla rendita catastale rivalutata.

L’impatto dell’agevolazione prima casa

Se chi riceve l’immobile possiede i requisiti previsti dalla legge per fruire dei benefici per l’acquisto della prima abitazione (non possedere altri immobili idonei nello stesso Comune, stabilire la residenza entro 18 mesi, ecc.), la tassazione indiretta si riduce notevolmente.

In presenza dei requisiti Prima Casa, le imposte ipotecaria e catastale non si calcolano più in misura percentuale (3% totale), ma vengono corrisposte in misura fissa pari a 200 euro ciascuna (per un totale di 400 euro), indipendentemente dal valore dell’immobile donato.

Casi speciali di esenzione e donazioni indirette

La legge individua alcune fattispecie in cui le liberalità non sono soggette all’imposta sulle donazioni, offrendo importanti margini di pianificazione patrimoniale.

Donazioni di modico valore e liberalità d’uso

I regali effettuati in occasione di ricorrenze, matrimoni, lauree o festività, così come le somme di denaro modeste destinate alle spese correnti, non rientrano nel campo di applicazione del tributo. La modicità del valore va valutata in relazione alle condizioni economiche del donante: ciò che per un patrimonio medio è un importo rilevante, per un patrimonio ingente può rientrare nei limiti della liberalità d’uso esente.

Le donazioni indirette per l’acquisto di beni

Una delle modalità più diffuse nelle famiglie è la cosiddetta donazione indiretta. Si verifica quando i genitori mettono a disposizione dei figli la provvista finanziaria necessaria per acquistare un bene specifico (tipicamente la prima casa), versando il denaro direttamente al venditore o trasferendolo al figlio a ridosso del rogito.

Se la provenienza della somma e il suo preciso scopo vengono espressamente dichiarati ed evidenziati nell’atto notarile di compravendita, l’operazione non è soggetta all’imposta di donazione, né si applicano le imposte ipotecaria e catastale aggiuntive sulla donazione.

Il passaggio di aziende e partecipazioni societarie

La normativa fiscale agevola il passaggio generazionale delle imprese. Il trasferimento di quote sociali o di rami d’azienda a favore del coniuge o dei discendenti è esente da imposta qualora permetta al beneficiario di acquisire o integrare il controllo dell’attività, a condizione che l’impresa o il controllo societario vengano mantenuti per un periodo minimo di cinque anni dalla data del trasferimento.

Adempimenti e ruolo del notaio

Per le donazioni di rilevante valore o aventi ad oggetto beni immobili, l’articolo 72 del Codice Civile impone la forma solenne dell’atto pubblico, redatto da un notaio alla presenza di due testimoni.

Il notaio svolge il ruolo di sostituto/responsabile d’imposta: provvede a effettuare il calcolo delle franchigie, a riscuotere le imposte dovute al momento della registrazione e ad effettuare le necessarie trascrizioni nei registri immobiliari. Nel caso di donazioni di sola liquidità che superano le soglie di modico valore, formalizzare il trasferimento con atto pubblico garantisce la piena tracciabilità e mette al riparo da contestazioni di natura tributaria o di legittima ereditaria.