La Carta docente, il benefit da 500 euro annui introdotto nel 2015 per l’aggiornamento professionale degli insegnanti, cambia nome, importo e utilizzo. Diventerà Carta dei Servizi e non solo potrà essere utilizzata per comprare libri di testo e per la formazione personale, ma anche per l’acquisto di servizi di trasporto, assistenza sanitaria e molto altro.
Lo ha affermato nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Inutilizzabile dallo scorso 31 agosto, la Carta entro la fine di gennaio doveva sbloccarsi, ma il Governo ha fatto slittare ancora la data.
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Cosa cambia
Il cambio avverrà già a fine febbraio. Il ministero dell’Istruzione e del Merito sta attendendo il via libera del Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, ma ha garantito che entro la fine del mese la Carta sarà attivata.
I docenti potranno utilizzarla ancora per andare a vedere un film, una mostra o un museo, oppure per comprare libri negli esercizi accreditati. Da quest’anno la Carta potrà essere utilizzata anche per l’acquisto di servizi di trasporto di persone e per comprare strumenti musicali. Una sola limitazione: per hardware e software sarà possibile usarla esclusivamente in occasione della prima erogazione e, successivamente, con cadenza quadriennale.
Cambia invece l’ammontare a persona del bonus, che da 500 passerà a 400 euro. Perché questo taglio? Per l’ampliamento della platea dei beneficiari, che da 819 mila docenti passeranno a 1.023.000. Questo perché saranno compresi, come da sentenza della Corte europea, i precari con contratto fino al 31 agosto e al 30 giugno.
L’utilizzo della Carta docente
Stando ai dati del Ministero, negli ultimi quattro anni, su un ammontare complessivo di 1 miliardo e 323 milioni di spesa, solo il 6% è stato destinato alla formazione. Guardando le diverse percentuali di utilizzo:
- il 60,56% è servito per acquistare hardware e software;
- il 28% per libri;
- il restante 5% si è disperso tra spettacoli teatrali, cinema, mostre e musei.
A questi dati si aggiunge il fenomeno delle truffe: centinaia i casi di illeciti registrati dalla Guardia di Finanza, con acquisti di televisori, elettrodomestici e condizionatori d’aria effettuati con la complicità di commercianti senza scrupoli. Per questo, Valditara ha deciso di trasformare la Carta, affermando:
Dobbiamo ricordare che la Carta Docente per legge può essere impiegata soltanto per finalità di formazione. La Carta era stata concepita male perché si riferiva soltanto al personale di ruolo, ma dal 2021 alcune sentenze hanno condannato lo Stato ad estenderla anche ai docenti precari. Queste sentenze non erano mai state adempiute; noi abbiamo iniziato lo scorso anno e quest’anno abbiamo completato l’adempimento di queste sentenze affinché giustamente anche i precari possano godere di questo benefit.
I destinatari del bonus
Con l’ampliamento della platea, il bonus verrà ora riconosciuto alle seguenti categorie di personale:
- docenti con contratto a tempo indeterminato, inclusi i neoassunti e coloro che lavorano con orario part-time;
- docenti dichiarati inidonei all’insegnamento per motivi di salute, ai sensi dell’articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modifiche;
- docenti collocati in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o comunque utilizzati in altre funzioni;
- docenti in servizio presso le scuole italiane all’estero;
- docenti operanti nelle scuole militari;
- docenti con contratto a tempo determinato fino al 31 agosto 2026, anche con orario di lavoro non a tempo pieno;
- docenti beneficiari di sentenze favorevoli (con indicazioni specifiche in caso di ritardi nell’erogazione);
- docenti con contratto a tempo determinato fino al 30 giugno, anche con orario non intero;
- personale Ata in servizio.
Anief: “Bene, ora si continui a valorizzare il personale Ata”
Nel corso di un seminario con i Direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga) organizzato da Anief ed Eurosofia a Napoli, Valditara ha ribadito l’intenzione di trasformare la Carta docente in una più ampia Carta dei servizi, destinata anche al personale Ata. Una svolta accolta con favore da Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief:
È una nostra storica richiesta, ora si continui a valorizzare il profilo dei direttori amministrativi e del personale Ata.
Il sindacato autonomo negli ultimi mesi ha già ottenuto molte vittorie, come il raddoppio del salario accessorio per la categoria e l’attribuzione di due terzi delle risorse risparmiate dal Mof.