Con le temperature estive sempre più alte e le ondate di calore che trasformano le abitazioni in serra, trovare sistemi efficaci per schermare le finestre dal sole è diventato una necessità prioritaria per mantenere gli ambienti vivibili e contenere le spese per l’aria condizionata. Chi si mette alla ricerca di un incentivo dedicato esclusivamente alla sostituzione degli oscuranti, tuttavia, rischia una delusione. Un Bonus tapparelle autonomo non esiste.
Ciononostante, le spese per installare o sostituire le tapparelle possono comunque essere ammortizzate e recuperate fiscalmente, sfruttando i canali previsti dal sistema di detrazioni per la casa e l’efficienza energetica. L’aliquota di detrazione Irpef o Ires è fissata al 50% per le abitazioni principali e scende al 36% per le seconde case o gli altri immobili.
Indice
L’opzione dell’Ecobonus per l’efficienza energetica
La prima strada percorribile è quella dell’Ecobonus, indicata per chi punta a schermare il calore estivo e migliorare l’isolamento invernale. In questo canale l’inserimento delle tapparelle non è automatico, ma richiede il rispetto di precisi criteri di risparmio energetico:
- le nuove tapparelle devono garantire un valore di isolamento e resistenza termica supplementare superiore rispetto ai componenti sostituiti;
- l fattore di trasmissione solare totale, calcolato combinando la superficie vetrata e la schermatura, deve risultare inferiore o uguale a 0,35 secondo i parametri fissati dalla norma Uni En 14501;
- la detrazione viene riconosciuta soltanto per gli interventi su vetrate esposte da Est a Ovest passando per il Sud, escludendo totalmente le installazioni rivolte a Nord-Est e Nord-Ovest.
Il tetto massimo di spesa per la schermatura solare in ambito Ecobonus è fissato a 60.000 euro, recuperabile in dieci rate annuali di pari importo.
Il passaggio attraverso il Bonus Ristrutturazione
Se la sostituzione delle tapparelle non rientra nei parametri dell’efficientamento energetico, la spesa può essere inserita nel Bonus Ristrutturazione. Il limite massimo di spesa ammissibile in questo caso sale a 96.000 euro per unità immobiliare, mantenendo le stesse aliquote differenziate tra prima casa e altri immobili.
Per accedere a questo canale, la normativa richiede che il lavoro si configuri come manutenzione straordinaria. La semplice sostituzione con un modello identico non dà diritto all’agevolazione. È necessario introdurre elementi di novità e discontinuità, come ad esempio:
- il passaggio da un materiale all’altro, ad esempio sostituendo le vecchie tapparelle in Pvc con modelli in alluminio coibentato;
- la variazione delle dimensioni originali o la modifica delle caratteristiche meccaniche di apertura e chiusura;
- il cambio visibile e sostanziale del colore o del design complessivo dell’oscurante.
La tutela del patrimonio tramite il Bonus Sicurezza
Quando la necessità primaria riguarda la protezione della casa da tentativi di intrusione e scasso, si può fare riferimento alle agevolazioni per la sicurezza domestica.
Rientrano in questa misura gli acquisti e il montaggio di tapparelle metalliche rinforzate, tapparelle blindate o modelli dotati di sistemi di blocco anti-sollevamento e serrature integrate. Anche per questo capitolo di spesa il limite massimo è fissato a 96.000 euro, ripartito in dieci quote annuali.
Cosa fare per non perdere i rimborsi
A prescindere dalla misura scelta, l’accesso alle detrazioni è subordinato al rispetto di precise regole amministrative:
- regolare la spesa esclusivamente tramite bonifico bancario o postale parlante, inserendo la causale normativa, il codice fiscale del beneficiario e la partita Iva della ditta esecutrice;
- per i lavori che accedono all’Ecobonus, trasmettere la scheda informativa e l’Attestato di Prestazione Energetica sul portale Enea entro 90 giorni dal termine dei cantiere;
- registrare l’importo sostenuto all’interno del Modello 730 o Modello Redditi per attivare formalmente il recupero fiscale decennale.