Nella locuzione bonus dentista 2026 vengono raccolte alcune agevolazioni riservate ai cittadini che hanno come scopo quello di contribuire economicamente alle cure odontoiatriche. Le varie misure a disposizione delle famiglie non vengono erogate attraverso un unico fondo nazionale, ma sono condizionate da una serie di soglie Isee e dalle normative regionali.
Indice
Bonus dentista 2026, le prestazioni erogate dal Ssn
Sotto il cappello di bonus dentista 2026 rientrano alcune prestazioni odontoiatriche garantite dal Servizio Sanitario Nazionale. Almeno per il 2026, seguono i criteri dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), che distinguono tra assistenza gratuita e prestazioni con partecipazione alla spesa (il cosiddetto ticket).
Programmi di tutela per l’età evolutiva
Tra i bonus dentista 2026 ci sono le visite odontoiatriche di controllo per la diagnosi precoce di patologie, riservate ai minori fino a 14 anni. I trattamenti inclusi variano a seconda dei programmi regionali e possono includere i seguenti trattamenti:
- l’ablazione del tartaro e la sigillatura dei solchi;
- l’estrazione dei denti decidui o permanenti compromessi;
- il trattamento delle carie e delle gengiviti.
Vulnerabilità sanitaria
Possono accedere al bonus dentista 2026 i soggetti con delle patologie croniche gravi, disabilità (riconosciuta dalla Legge 104) o condizioni cliniche particolari: questi soggetti hanno diritto ad ottenere delle cure dentali gratuite o con dei ticket indipendentemente dal reddito.
Tra questi soggetti rientrano:
- i pazienti in attesa di trapianto o immunodepressi;
- i pazienti con gravi malattie rare o oncologiche del cavo orale;
- i soggetti con disabilità certificata (Legge 104) che necessitano di approcci clinici specifici.
Urgenze per la popolazione generale
Indipendentemente dal reddito o dall’età, tutti i cittadini hanno la possibilità di accedere al trattamento immediato delle urgenze odontostomatologiche – come, per esempio, emorragie, dolore acuto, ascessi – tramite accesso diretto al pronto soccorso o attraverso la guardia medica odontoiatrica.
Le prestazioni puramente estetiche (come lo sbiancamento) o i manufatti protesici complessi restano esclusi dalla copertura del servizio sanitario per la popolazione generale non vulnerabile.
Agevolazioni regionali e dentista sociale
Con la locuzione Dentista Sociale non ci si riferisce a un bonus economico vero e proprio, che viene erogato direttamente sul conto corrente del potenziale beneficiario. È semplicemente un sistema di tariffe calmierate e prestazioni gratuite che si basano su una serie di accordi sottoscritti tra il Ministero della Salute e le principali associazioni di categoria, come sono l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi) e l’Associazione Odontoiatri Cattolici Italiani (Oci).
Questo particolare bonus dentista 2026 è riservato a quanti siano in possesso di particolari requisiti. Le regole possono variare a livello regionale, ma in linea di principio viene applicata una serie di parametri.
Requisiti Isee e categorie protette
Per poter accedere alle tariffe agevolate o alla totale gratuità delle prestazioni, è necessario rientrare in alcuni range di reddito:
- generalmente l’accesso alle cure gratuite presso le strutture del Servizio Sanitario Nazionale o presso centri accreditati è garantito a quanti abbiano un Isee inferiore a 8.000 euro;
- per chi rientra nella fascia tra gli 8.000 e i 20.000 euro in alcune regioni (come l’Emilia-Romagna) è prevista una compartecipazione alla spesa per protesi ed impianti (sono rimborsati in parte);
- hanno diritto ad accedere all’agevolazione anche le donne in gravidanza per effettuare le visite di prevenzione, i soggetti con esenzione per patologia cronica e i titolari di Social Card (Carta Acquisti).
Prestazioni a tariffa calmierata
Grazie al Dentista Sociale è possibile accedere a dei prezzi fissi o ridotti per cinque prestazioni base presso gli studi privati aderenti:
- visita odontoiatrica, che generalmente è inclusa o a costo simbolico;
- ablazione del tartaro, ossia la pulizia professionale a prezzo agevolato;
- otturazione per i molari e i premolari (i cosiddetti denti masticatori);
- estrazione dei denti non più curabili;
- protesi fisse o mobili a prezzi significativamente inferiori rispetto a quelli di mercato.
Come trovare le strutture
La gestione di questa particolare agevolazione avviene a livello territoriale. Per potervi accedere è quindi importante:
- consultare l’elenco degli studi odontoiatrici aderenti all’accordo nazionale sui siti di Andi o del Ministero della Salute;
- rivolgersi agli ambulatori odontoiatrici dell’Asl di appartenenza, muniti di Isee aggiornato e prescrizione del medico di base;
- verificare i bandi specifici della propria Regione, poiché enti come la Regione Lombardia o il Lazio possono attivare fondi extra per abbattere le liste d’attesa.
A quali detrazioni fiscali è possibile accedere
Una delle principali strade per accedere al bonus dentista nel 2026 è passare attraverso le detrazioni fiscali. Questa è un’importante opzione soprattutto per chi ha effettuato delle cure odontoiatriche presso degli studi privati non convenzionati.
Non si tratta di un rimborso diretto, ma di uno sconto che arriva dopo aver presentato il Modello 730 o il Redditi Pf.
Attualmente la normativa fiscale permette di detrarre dall’Irpef il 19% delle spese mediche sostenute nel corso dell’anno, con una franchigia di 129,11 euro. In altre parole l’agevolazione fiscale si calcola sulla quota che eccede questo importo.
Facciamo un esempio pratico: se si dovessero spendere 1.000 euro, la detrazione si calcola su 870,89 euro. Si riescono ad ottenere circa 165 euro di rimborso.
Spese ammesse
Nella detrazione fiscale rientrano tutte le prestazioni professionali odontoiatriche, tra le quali ci sono:
- interventi chirurgici e cure dentistiche, come otturazioni, terapie canalari ed estrazioni;
- acquisto di protesi dentarie fisse o mobili e apparecchi ortodontici;
- prestazioni accessorie come radiografie, Tac dentali e anestesie;
- dispositivi medici, i quali sono detraibili se marchiati CE.
Le spese devono essere pagate tramite bonifico, carta di credito o debito. I pagamenti in contanti non sono detraibili, a meno che la prestazione non avvenga in strutture pubbliche o accreditate dal Servizio Sanitario Nazionale.
Spese per familiari a carico
Possono essere portate in detrazione anche le spese sostenute per i familiari fiscalmente a carico, ossia i figli o il coniuge con reddito inferiore a 2.840,51 euro, che salgono a 4.000 euro per figli sotto i 24 anni.
In caso di patologie che danno diritto all’esenzione, è possibile detrarre la parte di spesa del familiare anche se non è a carico, ma entro certi limiti stabiliti dall’Agenzia delle Entrate.