Fino al 31 dicembre di quest’anno è possibile richiedere il bonus anziani 2026: la misura non è una novità dell’ultima Legge di Bilancio, né una misura avviata da poco. Ha preso il via grazie al Dlgs 29/2024 (conosciuto anche come decreto Anziani) ed è destinato agli over 80 in condizioni di gravissima non autosufficienza.
Grazie a questa misura è possibile ottenere fino a 1.392 euro al mese, che vengono erogati in due differenti quote dall’Inps:
- l’indennità di accompagnamento;
- l’indennità di assistenza.
Indice
Bonus anziani 2026, come funziona la misura
Il bonus anziani 2026 è una misura che viene erogata per sostenere la domiciliarità delle persone più fragili.
La prestazione si divide in due differenti componenti economiche, entrambe erogate dall’Inps:
- una quota fissa, che corrisponde all’indennità di accompagnamento, il cui valore economico è mediamente pari a 542 euro al mese;
- una quota integrativa o assegno di assistenza, che è pari a 850 euro.
Attraverso questi due differenti contributi al beneficiario può arrivare un importo massimo complessivo pari a 1.392 euro.
I requisiti per accedere alla misura
L’accesso al bonus anziani 2026 è limitato ai soggetti che siano in possesso contemporaneamente di questi requisiti:
- abbiano compiuto almeno 80 anni;
- sia stato riconosciuto loro un bisogno assistenziale gravissimo certificato ufficialmente dall’Inps;
- abbiano un Isee sociosanitario inferiore a 6.000 euro (per il 2026 il legislatore avrebbe allo studio l’ipotesi di innalzare questa soglia);
- siano titolari di un’indennità di accompagnamento.
Bisogno assistenziale gravissimo: di cosa si tratta
Uno degli elementi fondamentali per ottenere il bonus anziani 2026 è quello di avere un criterio sanitario fondamentale: il bisogno assistenziale gravissimo.
Questa locuzione non coincide con una semplice invalidità al 100%, ma rappresenta un livello di compromissione funzionale più profondo, che viene valutato direttamente dall’Inps attraverso alcuni parametri ben precisi.
Il sistema a punteggio
Per identificare lo stato di bisogno assistenziale gravissimo l’Inps utilizza una valutazione multidimensionale, che si basa su un questionario standardizzato attraverso il quale è necessario raggiungere una soglia di almeno 8 punti.
Il punteggio viene calcolato analizzando le limitazioni nelle attività quotidiane, le funzioni cognitive e i disturbi comportamentali.
Definizione operativa
Generalmente vengono considerate in stato di bisogno gravissimo solo le persone che hanno una disabilità tale:
- da richiedere un’assistenza continua, la cui interruzione può determinare delle complicanze gravi o dei rischi per la vita;
- e comportare l’incapacità di compiere autonomamente gli atti essenziali, come alimentarsi, lavarsi, vestirsi o spostarsi, a cui si possono aggiungere delle gravi compromissioni cognitive (come forme avanzate di demenza).
La procedura di accertamento
Il riconoscimento dello stato di bisogno gravissimo non avviene in modo automatico, nemmeno per chi sia già in possesso di un’indennità di accompagnamento.
Per ottenerlo:
- è necessario presentare una domanda telematica attraverso il portale dell’Inps;
- deve essere effettuata una verifica sanitaria attraverso l’incrocio dei dati in possesso dell’Istituto (i verbali di invalidità) e gli indicatori che sono contenuti nel decreto per confermare se il soggetto ne ha diritto;
- alla fine delle suddette operazioni il richiedente riceve un verbale specifico attraverso il quale viene attestato il possesso del requisito.
Differenza con la disabilità standard
Il bisogno assistenziale gravissimo si differenzia dall’indennità di accompagnamento.
La prima è concessa a chi non è in grado di camminare o compiere degli atti quotidiani, il secondo richiede una verifica del carico assistenziale effettivo, in modo da giustificare l’erogazione degli 850 euro aggiuntivi per coprire i costi di un’assistenza professionale intensiva.
Quando si rischia di perdere il contributo
Il bonus anziani 2026 viene revocato nel caso in cui il beneficiario dovesse perdere i requisiti fondamentali per ottenerlo o se non si rispettano i vincoli di spesa stabiliti dalla legge.
Mancato utilizzo per l’assistenza
Il mancato utilizzo per l’assistenza è una delle cause per le quali si rischia di perdere la quota di 850 euro mensili. Il bonus anziani 2026 viene revocato nel caso in cui:
- non dovesse essere utilizzato per pagare lo stipendio degli assistenti familiari regolarmente assunti;
- non viene utilizzato per acquistare dei servizi di cura forniti da imprese di assistenza autorizzate;
- nel momento in cui non si sia in grado di dimostrare le spese sostenute su richiesta dell’Inps (con fatture o buste paga).
Perdita dei requisiti soggettivi
Porta alla perdita immediata della prestazione:
- la sospensione dell’indennità di accompagnamento, della quale il bonus anziani 2026 è un’integrazione. Se viene sospesa per un ricovero ospedaliero gratuito superiore a 29 giorni, il contributo decade;
- viene superata la soglia Isee dei 6.000 euro (salvo modifiche che potrebbero intercorrere da qui alla fine dell’anno);
- l’anziano viene ricoverato in modo permanente presso una struttura residenziale sanitaria con retta a carico dello Stato.
Come si richiede il bonus anziani 2026
Il bonus anziani 2026 deve essere richiesto telematicamente direttamente sul portale dell’Inps, al quale è possibile accedere attraverso le proprie credenziali digitali.
Prima di iniziare, è necessario essere in possesso:
- di una copia dell’Isee sociosanitario aggiornato, che deve essere inferiore a 6.000 euro;
- di una copia del verbale di invalidità, ossia della prova di essere già titolari dell’indennità di accompagnamento;
- dei dati anagrafici e del codice fiscale (o della partita Iva) del soggetto che presta assistenza alla persona anziana.
Una volta inoltrata la domanda, l’Inps segue un iter di verifica:
- controlla in modo automatico l’età del soggetto per il quale si chiede il contributo e il suo valore Isee;
- controlla che il potenziale beneficiario sia in possesso del requisito del bisogno assistenziale gravissimo;
- invia una notifica sull’esito positivo o negativo nell’area riservata My Inps.
Obbligo di rendicontazione
Dopo l’accoglimento, ricorda che il richiedente dovrà rendicontare le spese sostenute.
L’Inps verificherà ogni tre mesi che l’importo dell’assegno (850 euro al mese) sia stato effettivamente utilizzato per pagare l’assistenza professionale.