Assegno unico di marzo più povero senza la Dsu aggiornata, chi rischia

Dal pagamento dell’Assegno unico di marzo 2026 l’Inps applica gli importi minimi senza Isee aggiornato: quanto si rischia di perdere

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Marzo è il mese decisivo per il rinnovo dell’Isee 2026, che per milioni di famiglie italiane si traduce in un passaggio fondamentale per l’erogazione dell’Assegno unico.

Dal pagamento dell’Assegno unico di marzo 2026, infatti, l’Inps applica automaticamente il nuovo calcolo basato sull’Isee aggiornato.

Il pagamento dell’Assegno unico a marzo 2026

Chi non presenta la Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica) riceve comunque il beneficio, ma l’assegno viene pagato con l’importo minimo previsto dalla normativa.

Nel 2026:

  • l’importo massimo arriva fino a 203,80 euro al mese per figlio minorenne per Isee fino a 17.468,51 euro;
  • l’importo minimo scende a 58,30 euro mensili;

La differenza può superare 145 euro al mese per ogni figlio. In pratica per una famiglia con due figli il mancato aggiornamento dell’Isee può tradursi in una batosta.

Il pagamento dell’Assegno unico a marzo 2026 è previsto tra il 19 e il 20 marzo. In questa mensilità l’Inps eroga anche gli arretrati relativi alla rivalutazione degli importi legata all’inflazione. Gli importi dell’Assegno unico, infatti, sono stati rivalutati dell’1,4% nel 2026 sulla base dei dati Istat. Questo aggiornamento riguarda:

  • importi base;
  • fasce Isee;
  • maggiorazioni per figli.

Ma, come detto, senza Dsu aggiornata l’aumento non viene applicato perché l’assegno viene pagato con la cifra minima.

Assegno unico, arretrati a rischio

C’è poi il rischio di perdere gli arretrati dopo il 30 giugno. Chi presenta la Dsu entro il 30 giugno 2026 ottiene:

  • il ricalcolo dell’Assegno unico;
  • il pagamento degli arretrati spettanti da marzo.

In altre parole, anche se la Dsu arriva in ritardo, l’Inps ricalcola gli importi e paga la differenza. Chi invece supera il 30 giugno perde definitivamente:

  • il diritto agli arretrati;
  • il ricalcolo delle mensilità già pagate.

L’Isee ha validità annuale e scade automaticamente il 31 dicembre di ogni anno. Dal 1° gennaio 2026, quindi, l’attestazione Isee 2025 non è più valida per accedere alle prestazioni. Il rinnovo diventa indispensabile non solo per l’assegno unico, ma anche per altri benefici come:

  • Bonus energia;
  • Bonus affitto;
  • varie agevolazioni universitarie;
  • Bonus asilo nido;
  • prestazioni socio-sanitarie;
  • eccetera.

Come presentare la Dsu per l’Isee 2026

La procedura parte dalla presentazione della Dsu, il documento che contiene le informazioni su redditi e patrimoni del nucleo familiare. La dichiarazione può essere presentata:

  • online sul portale Inps;
  • tramite Caf, patronati o professionisti abilitati.

Negli ultimi anni è stato introdotto anche l’Isee precompilato, che utilizza dati già disponibili presso Agenzia delle Entrate e Inps. Il cittadino deve semplicemente verificare e completare le informazioni mancanti.

Assegno unico 2026, tutte le principali maggiorazioni

Oltre agli importi base, l’Assegno unico prevede numerose maggiorazioni. Tra le principali:

  • +50% per figli sotto un anno;
  • +50% per figli tra 1 e 3 anni nelle famiglie con almeno tre figli e Isee basso;
  • 150 euro forfettari per nuclei con almeno quattro figli.

Sono previste anche maggiorazioni per:

  • figli con disabilità;
  • madri con meno di 21 anni;
  • secondo percettore di reddito.

Le novità Isee 2026 che possono favorire le famiglie

La legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune modifiche che possono rendere il calcolo più favorevole per molti nuclei familiari.

Tra le principali novità ci sono l’aumento della franchigia sulla prima casa da 52.500 a 91.500 euro, la franchigia fino a 120.000 euro nei capoluoghi metropolitani e l’incremento della franchigia di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo.

È stata aggiornata anche la scala di equivalenza, che riduce l’Isee per le famiglie numerose:

  • +0,10 con due figli;
  • +0,25 con tre figli;
  • +0,40 con quattro figli;
  • +0,55 con almeno cinque figli.

Un quoziente più alto significa Isee più basso e quindi maggior accesso ai bonus.