Ucraina, buco da miliardi di euro: a quanto ammontano i danni

La guerra è - anche - una questione di soldi. In Ucraina, che da quando è iniziata l'invasione russa, lo stato ha riportato danni e perdite di miliardi di euro sul territorio

La guerra è – anche – una questione di soldi. E questo lo sa bene l’Ucraina, che da quando è iniziata l’invasione russa del territorio ha stimato danni che hanno generato perdite di miliardi di euro. Un buco in bilancio che fa tremare le casse dello stato e che, ancora una volta, mette in difficoltà il governo di Zelensky.

Gli aiuti inviati dagli altri stati (qui quelli arrivati dall’Italia) non bastano per ricostruire tutto, e lo scenario che si prospetta per gli ucraini non è per niente incoraggiante.

Ucraina, a quanto ammontano i danni e le perdite per la guerra

Secondo uno studio pubblicato martedì 3 maggio 2022 dalla Kyiv School of Economics (consultabile qui), L’Ucraina ha perso fino a 600 miliardi di dollari a causa dell’invasione russa.

I ricercatori hanno fatto i loro calcoli tenendo conto dei costi infrastrutturali diretti e utilizzando le informazioni presentate da cittadini, agenzie governative e autorità locali, ai quali hanno aggiunto i costi indiretti come il calo del PIL, i costi del supporto sociale e le perdite di investimento.

Non si tratta di stime precise, soprattutto perché il conflitto è ancora in atto e in continua evoluzione (per cui il monitoraggio appare difficile), ma – secondo il report – le perdite economiche complessive della guerra, da febbraio a oggi, variano da 564 miliardi di dollari a 600 miliardi di dollari, più di 566 miliardi di euro. Di questi, 92 miliardi di dollari – più di 86 miliardi di euro – sono relativi ai danni causati alle infrastrutture del Paese.

Le stime iniziali fornite dal presidente Zelensky, invece, parlavano di perdite pari a più di mezzo trilione di dollari dopo lo scoppio la guerra. Le minori cifre dei ricercatori, però, non riducono certo l’impatto negativo delle perdite sul bilancio statale.

Chi ha perso di più da quando è scoppiata la guerra in Ucraina

Il rapporto della Scuola di Economia non è di certo super partes, non a caso, il progetto di ricerca del quale fa parte il monitoraggio si chiama “Russia will Pay research” (ovvero la “Russia pagherà”) e mira a fornire un elenco dettagliato dei costi che prima o poi il governo di Mosca sarà tenuto a risarcire.

Da quello che è emerso, ad oggi:

  • almeno 195 fabbriche e imprese, 230 istituzioni sanitarie e 940 strutture educative sono state danneggiate, distrutte o sequestrate;
  • gli edifici residenziali e le strade hanno rappresentato la somma maggiore di danni alle infrastrutture, con quasi 60 milioni di dollari di perdite (più di 56 milioni di euro), con 23.800 chilometri (14.788 miglia) di strade danneggiate o distrutte.

A pagare il prezzo più caro la popolazione, che non può più contare sui servizi più essenziali ed è costretta all’esodo di massa ormai. Molte città sono deserte o distrutte, chi rimane fatica a sopravvivere e rischia ogni giorno, e i danni alle attività commerciali ucraine – quelle che hanno perso di più da quando è scoppiata la guerra – ammontano a quasi 10 miliardi di dollari (quasi 9 miliardi e mezzo di euro), tra le stime al ribasso più ingenti.

Intanto, anche se in difficoltà, Putin riesce ancora a contare su parte delle entrate assicurate dalla vendita di gas russo (qui il piano del Governo italiano per rimpiazzarlo). Zelensky invece continua a chiedere appoggio all’Ue (qui il nuovo pacchetto di sanzioni su cui i funzionari stanno lavorando), ma le vere perdite – dal valore inestimabile – rimangono quelle di vite umane, che né Putin né qualsiasi altro stato “amico” potrà mai restituire all’Ucraina.