Mediaset diventa Media For Europe: quanto vale la nuova holding

Oltre agli azionisti, anche i francesi di Vivendi hanno votato a favore: la Fininvest della famiglia Berlusconi manterrà comunque il controllo del gruppo

Cala il sipario su Mediaset e nasce Media For Europe, la nuova holding del Biscione che avrà la sede legale in Olanda ma con il mantenimento del cuore produttivo nella storica location di Cologno Monzese. L’operazione era in programma da tempo, ma negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un’accelerazione decisiva per il futuro dell’azienda.

Giovedì 25 novembre l’assemblea dei soci ha dato il via libera al cambio di nome: contestualmente è stata approvata anche l’emissione delle nuove azioni di mercato di categoria A e B. Hanno votato a favore sia lo storico partner francese Vivendi (interessato negli ultimi giorni anche dalla vicenda Tim) sia Simon (la società fiduciaria tramite cui il gruppo transalpino detiene il 19% di Mediaset), oltre naturalmente agli azionisti di Fininvest, che manterrà il controllo sul gruppo con il 50,9% dei diritti di voto.

La doppia categoria di azioni approvata in assemblea

“Siamo molto soddisfatti di questo doppio passo” ha spiegato il vicepresidente e ceo di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi: “abbiamo approvato la nascita di Mfe Media For Europe nei Paesi Bassi e l’introduzione della struttura azionaria a doppia categoria. Queste grandi novità e gli ottimi risultati economici conseguiti ci consentono di guardare al futuro anche in un’ottica di sviluppo internazionale”.

In un primo momento verranno emesse solo le azioni di categoria A. La loro ammissione in Borsa è infatti il prerequisito necessario per la conseguente implementazione della nuova struttura azionaria: poi, al termine di questo passaggio, verranno create anche le azioni B. Tuttavia il nome Media For Europe è comparso già dal giorno seguente sul listino come nuova sigla dei vecchi titoli di Mediaset. La ripartizione sarà comunque pienamente effettiva dal prossimo 1 gennaio 2022.

Per il Biscione prospettive internazionali dopo la pace con Vivendi

Le azioni di categoria A e B avranno lo stesso valore nominale (equivalente a 0,60 euro ciascuna) e saranno distribuite agli azionisti di Mediaset in maniera proporzionale alla situazione vigente, ossia nel rispetto della quantità di ogni vecchio titolo detenuto. I soci manterranno gli stessi diritti patrimoniali (ossia i dividendi), ma avranno diversi diritti di voto: varrà infatti 1 per ogni prodotto di categoria A, mentre salirà a 10 per i B.

Questa doppia tipologia “è funzionale alla creazione di un grande gruppo paneuropeo nel settore dell’intrattenimento e dei contenuti, in quanto fornirà una maggiore flessibilità per il finanziamento di eventuali altre future operazioni, di cui stiamo già discutendo” ha concluso Pier Silvio Berlusconi a margine dell’assemblea.

Il primogenito dell’ex premier – evidentemente soddisfatto per l’esito della transizione e per i ritrovati buoni rapporti con Vivendi (dopo le innumerevoli vicende giudiziarie con il presidente del gruppo Vincent Bollorè) – ha infine aggiunto come per il Biscione questi cambiamenti rappresentino “un passo fondamentale per proseguire con la realizzazione di un polo internazionale che possa guidare il nostro settore, diventandone l’azienda leader proprio come Mediaset lo è in Italia e in Spagna da oltre 40 anni”.

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