Manovra: novità in arrivo per Reddito di cittadinanza, tasse, bonus casa e giovani

Dopo sette giorni di caos sugli emendamenti, giovedì 22 dicembre la Manovra approda alla Camera, poi il 23 il voto di fiducia. Ecco cosa cambia

La corsa contro il tempo per approvare la Manovra 2023 non si ferma. Dopo sette giorni di caos sugli emendamenti, questa notte si è continuato a discutere e a votare in commissione Bilancio della Camera, domani, giovedì 22 dicembre, il testo approderà alla Camera, e finalmente venerdì 23 arriverà il voto di fiducia. Un Natale dunque che per gli italiani sarà segnato dalle novità che il governo Meloni intende inserire nella Legge di bilancio del prossimo anno.

Ma cosa succederebbe se non si arrivasse in tempo e non si approvasse entro il 31 dicembre? I precedenti sono temporalmente lontani, ma Meloni potrebbe ricascare nell’incubo. In questo caso scatterebbe il cosiddetto esercizio provvisorio previsto dall’articolo 81 della Costituzione, che rappresenta un’eccezione rispetto al naturale svolgimento della sessione di bilancio.

Ma vediamo quali dovrebbero essere le novità in arrivo secondo i contenuti dell’ultima bozza anticipata da Palazzo Chigi.

POS

Sul POS Meloni incassa una sonora sconfitta. Salta infatti la soglia dei 60 euro, cifra sotto la quale i commercianti avrebbero potuto rifiutare i pagamenti elettronici.

E’ stato infatti approvato in commissione Bilancio alla Camera l’emendamento alla Manovra che elimina la modifica introdotta nella stessa legge di bilancio con cui si introduceva il tetto di 60 euro. E tornano le multe per gli esercenti che si rifiutano di accettare pagamenti con carte, bancomat e app.

Qui quanto costa davvero il POS ai commercianti tra canone e commissioni.

Reddito cittadinanza

Altra importantissima novità riguarda il Reddito di cittadinanza. I percettori dell’Rdc perderanno il beneficio se rifiuteranno la prima offerta di lavoro, anche se questa non verrà considerata “congrua”.

Per congruo si considerava la proposta di un lavoro che fosse compatibile con le proprie capacità e competenze, che prevedesse una retribuzione superiore del 20% rispetto all’assegno del Reddito stesso e che si svolgesse a una distanza entro 80 km dalla residenza o raggiungibile entro 100 minuti con il trasporto pubblico.

Ma non finisce qui. Altra grande novità, introdotta da un emendamento a firma Sasso, dal 1° gennaio 2023 l’erogazione del Reddito di cittadinanza ai giovani tra i 18 e i 29 anni sarà condizionata al completamento della scuola dell’obbligo.

Cartelle esattoriali

Sul fronte fisco, invece, salta la cancellazione automatica delle cartelle esattoriali di multe e tasse in riscossione dal 2000 al 2015 di importi inferiori ai 1.000 euro. Mentre gli interessi saranno comunque cancellati, la decisione se stralciare o meno l’imposta e le sanzioni spetterà agli enti locali.

Altra novità è che lo stralcio viene prorogato di 2 mesi: la scadenza passa dal 31 gennaio al 31 marzo 2023.

Mutui

Se ne sta parlando parecchio in questi giorni, perché dovrebbe consentire agli italiani un netto risparmio, soprattutto dopo i rialzi in arrivo in seguito alla decisione della Bce di alzare i tassi (i mutui potrebbero arrivare addirittura al 6%, ne abbiamo parlato qui): in Manovra passa la norma che consente di passare dal mutuo variabile a quello fisso, cioè rinegoziare un mutuo esistente in questo senso.

Ma attenzione: questa agevolazione non è concessa a tutti; spetta infatti solo a chi ha un Isee fino a 35mila euro e un mutuo che non supera i 200mila euro come importo originario.

Congedo parentale

Sul fronte lavoro, buone notizie per le famiglie. Il congedo parentale passa dal 30% all’80% della retribuzione e sarà usufruibile in alternativa tra i genitori, fino a 1 mese e fino al 6° anno di vita del bambino.

Superbonus 110%

Per il tanto discusso Superbonus 110% buone notizie: ci sarà più tempo per presentare la Cilas. Il termine è passato dallo scorso 25 novembre al 31 dicembre 2022.

Occhio però alla delibera condominiale sull’esecuzione dei lavori: se non è stata adottata entro il 24 novembre, niente Superbonus.

Bonus casa green

In ottica green, arriva anche un nuovo Bonus per la casa. Si tratta di una detrazione del 50% in 10 anni dell’importo corrisposto per il pagamento dell’Iva in relazione all’acquisto, effettuato entro il 31 dicembre 2023, di unità immobiliari a destinazione residenziale, di classe energetica A o B, cedute dalle imprese costruttrici.

Passa dal 22% al 5% l’aliquota Iva per le fatture dei consumi nel primo trimestre del 2023 dei servizi di teleriscaldamento e dal 22% al 10% quella del pellet per tutto il 2023.

Bonus cultura 18app

Cambia anche il cosiddetto Bonus cultura 18app che può essere speso per comprare libri e attività culturali. La novità è che per chi ha un Isee fino a 35mila ed esce con 100/100 all’esame di Maturità l’agevolazione arriverà a 1.000 euro.

“Al momento le chiamiamo ‘card cultura’ è ‘card merito’ – ha spiegato Federico Mollicone di Fratelli d’Italia – ma saranno poi i creativi a suggerire la denominazione finale e a lavorare per la campagna di promozione. Stiamo cercando per far sì che il bonus possa arrivare al 18° anno, senza scavallare all’anno successivo, come accadeva con il precedente bonus. Il ministro Sangiuliano convocherà a breve un tavolo con le associazioni di categoria per elaborare il regolamento del nuovo sistema”, ha concluso.

Occupazione suolo pubblico per bar e ristoranti

Buona notizia anche per bar e ristoranti. Viene prorogata fino al 30 giugno 2023 la deroga per l’occupazione gratis del suolo pubblico con tavolini e dehors.

Tetto agli stipendi

Novità anche per i manager. Scatta un tetto agli stipendi dei manager delle banche salvate attraverso l’intervento dello Stato.

Dal 2023 gli stipendi dei vertici non potranno superare il trattamento economico del primo presidente della Corte di cassazione, che è stabilito nella cifra lorda di circa 240mila euro.

Legge cinghiali

Rispunta infine all’ultimo l’emendamento che prevede l’estensione della caccia nelle aree protette e urbane, passaggio che ha generato un duro scontro in commissione Bilancio della Camera. Marco Grimaldi e Angelo Bonelli di Avs hanno criticato il comportamento della maggioranza, accusata di aver tenuto nascosto fino all’ultimo, senza discuterne, l’emendamento che era stato accantonato e non inserito in alcun fascicolo. Il relatore di Fdi Paolo Trancassini, al termine degli interventi dei due esponenti dell’opposizione, ha chiesto la convocazione di un ufficio di presidenza e la seduta è stata sospesa.