I Millennials faticano a risparmiare, ma potrebbero essere la generazione più ricca di sempre

Il risparmio per i Millennials è complesso a causa di salari bassi e alti costi di vita. Iniziano a risparmiare presto, ma investono meno rispetto ai genitori. Ma potrebbero diventare ricchissimi

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Francesca Secci

Giornalista

Giornalista pubblicista con esperienza in redazioni rilevanti, è specializzata in economia, finanza e geopolitica.

Il risparmio per il futuro rappresenta una delle tematiche più complesse per una generazione sottopagata come quella dei Millennials. Nonostante l’importanza fondamentale di accumulare risparmi per una pensione serena, i Millennials si trovano spesso a fronteggiare ostacoli economici significativi.

Questa generazione, composta da individui nati tra il 1981 e il 1996, è attualmente la più numerosa al mondo e mostra un’attenzione crescente verso il risparmio rispetto ai loro predecessori. Tuttavia, le condizioni economiche attuali, caratterizzate da salari stagnanti e un costo della vita in aumento, rendono il risparmio una sfida particolarmente ardua.

L’invecchiamento della popolazione mondiale complica ulteriormente la situazione, con un rischio sempre maggiore di un divario tra le generazioni in termini di fondi pensionistici. Secondo il World Economic Forum, si prevede che questo divario raggiungerà almeno i 400 trilioni di dollari entro il 2050. Le stime delle Nazioni Unite indicano che la popolazione mondiale di over 60 raddoppierà, passando a 2 miliardi tra il 2020 e il 2050, aumentando così la pressione sui sistemi pensionistici globali.

Secondo alcuni report inoltre, i Millennials potrebbero essere la generazione più ricca di sempre. Certo, ma vale solo per chi ha qualcosa da ereditare.

La generazione attuale investe meno e risparmia di più

Per i Millennials, risparmiare è complesso (a volte impossibile, come rivela l’istat) ma doveroso. Tra costi di vita elevati, prestiti studenteschi e stipendi stagnanti, mettere da parte denaro per il futuro può sembrare un obiettivo quasi irraggiungibile. A peggiorare la situazione sono le pressioni sociali e familiari, che spesso generano insicurezze e frustrazioni.

Questa generazione, pur mostrando una maggiore propensione al risparmio rispetto ai baby boomer, investe meno. Questo comportamento è in parte il risultato della crisi finanziaria del 2007-2008, che ha segnato l’ingresso di molti Millennials nel mondo adulto. La recessione ha insegnato loro l’importanza della prudenza finanziaria, rendendoli più inclini ad accumulare liquidità piuttosto che a investire aggressivamente. Un rapporto della Resolution Foundation del 2023 evidenzia che “i Millennials nati alla fine degli anni ’80 hanno guadagnato, in media, l’8% in meno all’età di 30 anni rispetto ai lavoratori della generazione X alla stessa età”.

Secondo uno studio della società di investimenti Charles Schwab, i Millennials iniziano a risparmiare per la pensione già a metà dei vent’anni, circa dieci anni prima rispetto ai baby boomers, che generalmente hanno iniziato a risparmiare intorno ai trent’anni.

Questo comportamento previdente è confermato anche dai dati elaborati da Facile.it: nel 2018, il 65% dei Millennials è riuscito a risparmiare sulle principali voci di spesa domestica, come utenze, assicurazioni e prodotti finanziari, rispetto al 59% del resto della popolazione. Questo si traduce in un risparmio medio annuo di 709 euro per i Millennials, il 14% in più rispetto alla media nazionale di 620 euro.

Le bollette della luce e del gas, insieme alla polizza Rc auto, rappresentano le spese più gravose per i Millennials. Anche i costi legati alle utenze domestiche, all’Adsl-fibra e ai conti correnti risultano particolarmente onerosi, spingendo questi giovani adulti a concentrare i loro sforzi di risparmio in queste aree.

Un aspetto distintivo dei Millennials è la loro esigente attenzione alla qualità dei servizi. Non esitano a cambiare fornitore se non soddisfatti, come dimostrano i dati che evidenziano una maggiore frequenza di cambio di provider rispetto alla media nazionale. Ad esempio, il 22% dei Millennials ha cambiato compagnia di assicurazione auto, mentre il 38% ha cambiato operatore di telefonia mobile e il 25% ha cambiato fornitore internet nell’ultimo anno.

La ricerca di soluzioni economiche porta i Millennials a utilizzare strumenti di comparazione online più frequentemente rispetto alla media nazionale. Questo impegno nel cercare le migliori offerte si traduce in un vantaggio economico concreto, con una giacenza media sui conti correnti di 6.834 euro, superiore di 500 euro rispetto alla media nazionale di 6.331 euro.

Il confronto con le generazioni precedenti

Rispetto alle generazioni passate, i giovani di oggi affrontano un panorama economico molto diverso e più difficoltoso. Le generazioni precedenti beneficiavano di costi educativi e immobiliari più bassi e di pensioni garantite. Oggi, invece, i giovani devono fare affidamento su strumenti come i fondi pensionistici, che richiedono una gestione proattiva e una conoscenza finanziaria approfondita.

I Millennials non solo iniziano a risparmiare prima, ma accumulano anche più fondi nei loro piani pensionistici rispetto ai membri della Generazione X alla stessa età, secondo un’analisi dei dati censuari degli Stati Uniti effettuata da The Pew Charitable Trusts. La generazione X, nata tra il 1965 e il 1980, oggi ha tra i 42 e i 57 anni.

Contrariamente agli stereotipi di generazione spensierata e amante delle feste, i Millennials sono molto concentrati sul risparmio per la pensione. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che sono la prima generazione a dover fare principalmente affidamento su piani pensionistici che trasferiscono la responsabilità del risparmio sui lavoratori piuttosto che sui datori di lavoro.

L’economista Teresa Ghilarducci, in un’intervista ad Axios, ha spiegato che i Millennials non agiscono diversamente dalle generazioni precedenti, ma si trovano ad affrontare circostanze economiche diverse. Le pensioni sono meno certe per i giovani.

Nonostante ciò, una parte significativa dei Millennials dimostra una notevole prudenza nella gestione del reddito. Un’indagine della società finanziaria Principal ha definito “super risparmiatori” quei Millennials che mettono da parte il 15% o più dei loro guadagni per la pensione, riducendo le spese per abbigliamento di marca, viaggi e auto. Ghilarducci suggerisce che i giovani con redditi elevati spesso beneficiano di eredità, fondi familiari e l’assenza di debiti studenteschi (fa riferimento alla situazione degli Stati Uniti).

La potenziale ricchezza dei Millennials nel futuro. Verità o pia illusione?

Per concludere, passiamo a un’analisi che fa sognare un futuro migliore per quanto riguarda la finanza personale, ma che affonda le basi unicamente sull’eredità dei genitori. Secondo il Rapporto sulla ricchezza 2024 dell’agenzia immobiliare Knight Frank, i Millennials, o Generazione Y, potrebbero diventare la generazione più benestante di sempre. Questa generazione potrebbe accumulare un’enorme ricchezza nei prossimi due decenni grazie alle proprietà e agli altri beni ereditati dai genitori e dai nonni. Solo negli Stati Uniti, la cifra stimata si aggira intorno ai 90 trilioni di dollari (circa 83,1 trilioni di euro).

Il rapporto evidenzia che con la scomparsa delle generazioni più anziane, come la generazione silenziosa (1925-1945), i baby boomer (1946-1964) e i membri più anziani della Generazione X (1965-1979), si libereranno circa 2,5 trilioni di sterline (2,9 trilioni di euro) di ricchezza. Liam Bailey, responsabile globale della ricerca di Knight Frank, ritiene che questo afflusso di ricchezza alle nuove generazioni potrà favorire significativamente gli investimenti sostenibili e ridurre l’impronta di carbonio.

La Next Generation Survey di Knight Frank mostra che il 75% dei Millennials più facoltosi prevede un aumento del proprio patrimonio nei prossimi 12 mesi. Questo ottimismo è alimentato dalla percezione che le politiche di contenimento dell’inflazione delle banche centrali stiano funzionando, con un’accelerazione del processo di disinflazione negli ultimi mesi. La prospettiva di una riduzione dei tassi di interesse da parte delle principali banche centrali contribuisce a questo sentimento positivo. Comunque, come riportano i dati, queste belle notizie riguardano per lo più chi ha già un’eredità cui fare affidamento.

I Millennials mostrano anche ottimismo riguardo all’aumento dei prezzi delle case, che potrebbe incrementare significativamente il valore delle loro proprietà e dei loro investimenti immobiliari una volta ereditati dalle generazioni precedenti.

Questo stesso ottimismo rivela una cruda realtà: coloro che non avranno nulla da ereditare rischiano di rimanere bloccati in una spirale di povertà. Senza l’aiuto del patrimonio familiare, l’accumulo di ricchezza e il miglioramento delle proprie condizioni economiche diventano un obiettivo quasi insormontabile, con una crescente disparità economica tra chi può contare su un’eredità e chi deve fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze.

Questa disparità non fa altro che amplificare le disuguaglianze già esistenti. Se il sogno della casa di proprietà e la sicurezza finanziaria diventano prerogativa esclusiva di chi eredita, si rischia di creare una società sempre più divisa, dove il merito e il lavoro individuale contano meno del patrimonio ricevuto. Lo studio mostra quindi che il benessere economico per i Millennials sarà solo un privilegio ereditario, non un diritto accessibile a tutti.