Essere sostenibili, oggi, non basta più: bisogna dimostrarlo con i fatti, misurarsi con parametri rigorosi e sottoporsi al giudizio di osservatori indipendenti. È quello che fa Lucart, che per il quarto anno consecutivo si è aggiudicato il rating Platinum di EcoVadis, il sistema di valutazione ESG più autorevole a livello globale.
Il risultato è ancora più significativo se si guardano i numeri: con un punteggio di 89 su 100 (in crescita di 4 punti rispetto all’anno precedente), Lucart si colloca nel 99° percentile tra le oltre 150000 aziende analizzate da EcoVadis in più di 250 settori industriali e 185 Paesi. Concretamente, fa parte dell’élite mondiale della sostenibilità aziendale, di quel ristretto 1% di imprese che ottiene il massimo riconoscimento.
Indice
Lucart, il colosso europeo del tissue
Lucart è una delle realtà più significative e articolate del settore manifatturiero europeo nel comparto della carta. Con Lucart SpA alla guida di una struttura multinazionale ramificata, il gruppo si è affermato come uno dei protagonisti continentali nella produzione di tissue, airlaid e carte monolucide per imballaggi flessibili, presidiando con autorevolezza segmenti di mercato diversificati attraverso un’organizzazione tripartita.
L’area Consumer è il volto più familiare dell’azienda, quello che incontra quotidianamente milioni di consumatori nei loro gesti più consueti. Attraverso brand consolidati e riconoscibili come Tenderly, Tutto, Grazie Natural e Smile, il gruppo porta nelle abitazioni italiane ed europee prodotti destinati all’igiene personale e domestica: dalla carta igienica ai tovaglioli, dai fazzoletti ai rotoloni da cucina, con grande attenzione verso la qualità prestazionale e l’accessibilità.
Il segmento Away from Home si rivolge invece al mercato professionale con una proposta tecnica e performante. I marchi Lucart Professional, Fato e Velo equipaggiano strutture ricettive, sanitarie, della ristorazione collettiva e commerciale, uffici e spazi pubblici, con soluzioni studiate per rispondere alle esigenze specifiche dell’utilizzo intensivo: robustezza, capacità assorbente, efficienza nel dosaggio, compatibilità con i dispenser professionali.
Completa il quadro l’area Business to Business, focalizzata sulla produzione di carte monolucide per imballaggi flessibili, un segmento specialistico che serve l’industria del packaging con materiali dalle caratteristiche tecniche sofisticate, destinati a proteggere e valorizzare prodotti alimentari, farmaceutici, industriali e altri trasformatori.
I pilastri della sostenibilità
Nel vocabolario aziendale contemporaneo, il termine “sostenibilità” rischia talvolta di scivolare nella retorica, trasformandosi in un’etichetta decorativa priva di sostanza. Lucart ha scelto una strada radicalmente diversa, costruendo un modello di sviluppo in cui la responsabilità ambientale e sociale sono il nucleo stesso della strategia industriale e commerciale.
L’impatto positivo supera la logica difensiva del “non nuocere” per abbracciare una visione proattiva: ogni scelta produttiva, ogni investimento, ogni processo viene valutato in termini di riduzione del danno ma anche di contributo attivo al benessere degli ecosistemi e delle comunità. Il gruppo monitora sistematicamente le ricadute delle proprie attività, implementando le migliori tecnologie disponibili per azzerare o minimizzare gli impatti negativi, mentre si fa promotore di iniziative che generano valore condiviso nei territori dove opera.
La qualità si configura come filosofia pervasiva che riguarda l’intera organizzazione, dalla selezione meticolosa delle materie prime all’eccellenza dei processi manifatturieri, dalla sicurezza degli ambienti di lavoro alla certificazione rigorosa dei prodotti finiti. Ma qualità significa anche integrità nelle relazioni: costruire rapporti collaborativi con fornitori e clienti, intessere legami trasparenti con le comunità locali e mantenere comportamenti corretti verso i competitor.
L’innovazione viene concepita come precondizione imprescindibile per ogni progresso in ambito sostenibile. Lucart investe costantemente in ricerca e sviluppo, perseguendo soluzioni tecnologiche inedite attraverso partnership strutturate con i protagonisti della filiera. L’ecodesign è una pratica concreta che riconcilia sostenibilità ambientale, performance qualitativa e competitività economica.
L’integrità racchiude l’impegno alla legalità, alla trasparenza e alla responsabilità in ogni dimensione del business: dal rispetto scrupoloso delle normative alla lealtà nei confronti dei collaboratori, dal contrasto rigoroso a ogni forma di discriminazione alla correttezza nelle dinamiche competitive, dalla sincerità nel dialogo con le comunità circostanti all’onestà nella gestione dei rapporti contrattuali.
Clima, gli obiettivi scientifici contro il riscaldamento globale
Il cambiamento climatico è di certo la questione più urgente e complessa che l’umanità si trova ad affrontare in questo momento storico. Lucart ha scelto di misurarsi con questa emergenza adottando l’approccio più rigoroso e impegnativo disponibile: l’adesione alla Science Based Target initiative (SBTi), il programma internazionale che richiede alle imprese di fissare obiettivi di riduzione delle emissioni su evidenze scientifiche validate e coerenti con gli scenari di contenimento del riscaldamento globale stabiliti dall’Accordo di Parigi.
Gli obiettivi che Lucart aveva presentato nel corso del 2024 hanno ricevuto la validazione formale della SBTi, acquisendo così piena legittimità scientifica e vincolatività operativa. Il piano di decarbonizzazione delineato comprende l’intero perimetro aziendale e si estende capillarmente lungo la catena del valore, fissando traguardi ambiziosi ma realistici. Entro il 2035, utilizzando il 2019 come anno di riferimento, il Gruppo si è impegnato a conseguire una riduzione del 67,8% delle emissioni assolute di Scope 1 e 2 (quelle generate direttamente dalle attività produttive e dall’energia acquistata), mentre per le emissioni di Scope 3 correlate a combustibili ed energia il taglio previsto raggiunge il 40%. Ma l’elemento più significativo risiede nella dimensione collaborativa della strategia: quasi la totalità dei fornitori strategici individuati in base al loro contributo emissivo, precisamente il 94,42%, dovrà dotarsi autonomamente di obiettivi scientificamente fondati entro il 2030, allineandosi agli standard SBTi.
Sul piano operativo, questa strategia si articola in molteplici linee d’azione convergenti. Il potenziamento dell’efficienza energetica attraversa tutti gli impianti produttivi, con investimenti mirati nell’acquisizione di tecnologie di nuova generazione conformi ai parametri BAT (Best Available Technologies) definiti dalle direttive europee. La cogenerazione, già consolidata come soluzione ottimale per il settore cartario, viene costantemente ottimizzata, mentre prosegue l’esplorazione di combustibili alternativi e fonti rinnovabili per l’approvvigionamento energetico.
Particolare attenzione viene riservata alla decarbonizzazione della logistica, tradizionale punto critico per le emissioni dell’industria manifatturiera. Lucart sta progressivamente intensificando il ricorso al trasporto ferroviario per le merci, riducendo la dipendenza dal trasporto su gomma, e accelerando la transizione verso flotte di veicoli elettrici o alimentati a biocombustibili. Parallelamente, anche la mobilità delle persone viene ripensata, limitando gli spostamenti non essenziali e incentivando l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblico o soluzioni a basso impatto.
Economia circolare, i flussi di materia ed energia
Il paradigma dell’economia circolare costituisce il framework concettuale entro cui Lucart sta progressivamente riorientando l’intera architettura produttiva. L’obiettivo è superare definitivamente il modello lineare “estrazione-produzione-consumo-smaltimento” per abbracciare una logica rigenerativa in cui i materiali mantengono il loro valore attraverso cicli successivi di utilizzo.
La carta riciclata è il fulcro di questa trasformazione. Lucart ha fatto della valorizzazione delle fibre recuperate uno dei propri tratti distintivi, incrementando progressivamente la quota di materiale post-consumo incorporato nei prodotti e riducendo specularmene il ricorso alla cellulosa vergine. Quando l’utilizzo di fibre vergini risulta tecnicamente indispensabile per garantire determinate prestazioni, la provenienza è sottoposta a controlli stringenti: esclusivamente foreste gestite secondo criteri di sostenibilità certificati da organismi terzi riconosciuti internazionalmente.
La circolarità si estende all’intero sistema degli imballaggi, altro nodo critico per l’impatto ambientale dell’industria di largo consumo. Il gruppo ha avviato un’analisi sistematica finalizzata all’eliminazione degli imballaggi problematici (quelli non riciclabili o difficilmente recuperabili nei circuiti esistenti) e all’ottimizzazione di quelli primari, secondari e terziari. Ogni grammo di materiale risparmiato, ogni millimetro di spessore ridotto, ogni centimetro cubo di volume compattato si traduce in minori consumi energetici per la produzione e il trasporto, ma soprattutto in una gestione più efficiente del fine vita, privilegiando soluzioni riutilizzabili, compostabili o integralmente riciclabili.
Anche la gestione della risorsa idrica risponde a principi di circolarità virtuosa. Gli stabilimenti prelevano esclusivamente i volumi minimi indispensabili ai processi, massimizzando recupero e ricircolo interno, mentre il rilascio in ambiente avviene solo dopo trattamenti che garantiscono il pieno ripristino dei parametri qualitativi. Nelle aree geografiche caratterizzate da stress idrico, dove la disponibilità d’acqua è un fattore limitante critico, gli standard applicati sono ancora più stringenti.
La dimensione sociale, il valore delle persone
La sostenibilità ambientale, per quanto fondamentale, non esaurisce lo spettro delle responsabilità aziendali contemporanee. Lucart riconosce che l’eccellenza industriale si costruisce innanzitutto sulla qualità delle relazioni umane, sul rispetto delle dignità individuali, sulla capacità di generare benessere diffuso attraverso le condizioni di lavoro offerte, le opportunità di crescita professionale garantite, il contributo apportato alle comunità che ospitano i siti produttivi.
In questo quadro, si inserisce la sottoscrizione ufficiale del Codice di Condotta AMFORI-BSCI (Business Social Compliance Initiative), strumento attraverso cui Lucart consolida e formalizza il proprio impegno a presidiare con rigore tre pilastri fondamentali: il rispetto integrale dei diritti umani, la garanzia di condizioni lavorative dignitose e la trasparenza sistematica lungo l’intero reticolo della catena di fornitura come passaggio sostanziale verso un modello di crescita intrinsecamente responsabile, perfettamente coerente con i principi etici e di sostenibilità che orientano quotidianamente le scelte operative e strategiche del Gruppo.
Il riconoscimento ottenuto da EcoVadis nell’area “Lavoro e diritti umani” certifica che gli sforzi profusi stanno producendo risultati concreti e verificabili.
EcoVadis, l’arbitro imparziale della sostenibilità aziendale
Ma cosa rende il giudizio di EcoVadis così rilevante e universalmente riconosciuto? L’agenzia ha costruito negli anni una reputazione di rigore metodologico e indipendenza che ne fa il punto di riferimento per la valutazione ESG (Environmental, Social, Governance) su scala globale.
Annualmente, decine di migliaia di aziende si sottopongono volontariamente al suo scrutinio, accettando di essere valutate secondo parametri oggettivi e comparabili.
La metodologia EcoVadis esamina quattro dimensioni fondamentali della sostenibilità aziendale: ambiente, pratiche lavorative e diritti umani, etica e approvvigionamento sostenibile. Per ciascuna area scava in profondità nei sistemi di gestione implementati, nelle politiche formalmente adottate, nelle azioni concrete realizzate e, soprattutto, nei risultati misurabili conseguiti.
Lucart ha ottenuto valutazioni eccellenti in tutte e quattro le dimensioni, con un apice straordinario di 96 su 100 nella sfera ambientale. Un risultato che colloca il gruppo ai vertici assoluti del benchmark internazionale per il settore cartario, dimostrando come la sostenibilità possa trasformarsi da vincolo in vantaggio competitivo distintivo.
La roadmap del futuro, impegni vincolanti e traguardi misurabili
Il conseguimento del rating Platinum per il quarto anno consecutivo non è che una tappa intermedia di un percorso evolutivo in continua accelerazione. Lucart ha delineato con precisione gli step futuri, traducendo le visioni strategiche in obiettivi temporalmente definiti e quantitativamente verificabili.
A testimonianza della volontà di ancorare questo percorso a parametri rigorosi e verificabili esternamente, Lucart ha conseguito la certificazione ISO 14064 per l’inventario complessivo delle emissioni di gas serra a livello di Gruppo. Questo standard internazionale, riconosciuto universalmente come riferimento metodologico per la contabilizzazione delle carbon footprint aziendali, garantisce che la misurazione sia esaustiva, tracciabile e metodologicamente coerente.
Il perimetro di analisi abbraccia le emissioni dirette generate dagli impianti, i consumi energetici acquisiti dall’esterno, gli impatti della logistica in entrata e in uscita, la gestione dei rifiuti e le ricadute emissive disseminate lungo l’intera supply chain, dai fornitori di materie prime fino ai distributori finali.
“Siamo orgogliosi di questo traguardo, che consolida un percorso di lungo periodo basato su evidenze scientifiche e su un impegno reale verso la decarbonizzazione”, ha commentato Francesco Pasquini, Amministratore Delegato di Lucart. “Ridurre le emissioni è una sfida condivisa che richiede visione, collaborazione e continuità. Continueremo a investire in innovazione ed efficienza lungo tutta la catena del valore per generare impatti positivi e costruire un futuro più sostenibile per le persone, per l’ambiente e per il nostro business”.
L’implementazione della nuova Politica integrata di sostenibilità fornisce il framework concettuale e operativo entro cui si inscrivono tutte le iniziative specifiche. Il documento ridefinisce priorità e ambiti di intervento articolandoli su cinque aree tematiche interconnesse: clima, ambiente, sicurezza e benessere delle persone, filiera etica, business responsabile. Ciascuna area è presidiata da indicatori di performance che consentiranno di tracciare progressi e identificare tempestivamente eventuali criticità.