L’Italia ordina 550 carri armati alla Germania: joint venture Leonardo-Rheinmetall

Il quotidiano tedesco Handelsblatt riferisce che il colosso tedesco delle armi fornirà all'Italia 350 panzer Lynx e oltre 200 Panther. E darà vita a una joint venture con Leonardo, con quota italiana del 60%

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

Il riarmo dell’Italia registra una svolta. Decisi in relazione al mutato contesto internazionale, sconvolto da escalation militari regionali ma connesse, gli investimenti nella Difesa vanno oltre le necessità a breve termine del Paese. In questo alveo si inserisce una notizia che arriva dalla Germania.

Come riportato dal quotidiano tedesco Handelsblatt, il Governo guidato da Giorgia Meloni ha intenzione di ordinare oltre 550 carri armati panzer all’azienda tedesca Rheinmetall. Si tratterebbe dell’ordine più consistente di blindati nella storia della società di armi.

Cosa sappiamo del maxi ordine italiano di panzer tedeschi

Secondo quanto riportato da Handelsblatt, lo Stato italiano chiederà una fornitura di panzer del tipo Panther e Lynx. Il contratto, relativo a un arco temporale di 15 anni, dovrebbe avere un valore di circa 20 miliardi di euro, parte dei quali destinati alla manutenzione dei mezzi militari. L’Italia dovrebbe ottenere almeno 350 panzer Lynx e oltre 200 Panther.

Nel comunicato citato dal giornale tedesco, si legge inoltre che il progetto renano prevede una cooperazione con Leonardo. Assieme al colosso delle armi tedesco, nell’ambito della commessa sui tank, l’azienda ha in programma di fondare una joint venture con sede in Italia.

La joint venture tra Leonardo e Rheinmetall

Leonardo e Rheinmetall hanno siglato un Memorandum of Understanding (MoU) per la creazione della nuova joint venture paritetica, con l’obiettivo di sviluppare un approccio industriale e tecnologico di respiro europeo nel campo dei sistemi di difesa terrestre. Stando alle indiscrezioni provenienti dalla Germania, l’associazione delle due imprese diventerà l’appaltatore quando il Governo italiano finalizzerà l’ordine. “La maggior parte del lavoro sarà svolto in Italia”, si legge ancora. L’accordo è finalizzato allo sviluppo industriale e alla successiva commercializzazione del nuovo Main Battle Tank (Mbt) e della nuova piattaforma Lynx per il programma Armoured Infantry Combat System (Aics), nell’ambito dei programmi dei sistemi terrestri dell’esercito italiano.

“Leonardo e Rheinmetall, due principali fornitori europei di tecnologia della difesa, stanno unendo le forze per realizzare progetti ambiziosi. Vogliamo stabilire insieme nuovi standard e aprire le porte a una nuova generazione di tecnologie all’avanguardia per veicoli da combattimento, in e per l’Europa”, ha detto Armin Papperger, Ceo di Rheinmetall. “In questo modo ci rivolgiamo al mercato italiano e ad altri Paesi partner che hanno bisogno di modernizzazione nel campo dei sistemi di combattimento”. Per Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo, “le sinergie industriali e tecnologiche tra Leonardo e Rheinmetall rappresentano un’opportunità unica per sviluppare carri armati e veicoli di fanteria all’avanguardia. Consideriamo questo accordo un contributo fondamentale verso la creazione di uno spazio della difesa europeo”.

La sede italiana dei “carri armati del futuro”

La joint venture sarà il Lead System Integrator, che definirà anche la roadmap per la partecipazione nel futuro Main Ground Combat System (Mgcs) europeo. Nei programmi Mbt e Aics, i sistemi di missione, le suite elettroniche e l’integrazione dei sistemi di armamento saranno sviluppati e prodotti da Leonardo in base ai requisiti richiesti dal committente italiano. Le tecnologie sviluppate costituiranno la base per lo sviluppo del futuro Mbt europeo e delle nuove versioni rivolte all’export internazionale. Con il Panther, carro armato di nuova concezione, e il nuovo veicolo da combattimento della fanteria Lynx, Rheinmetall mette in campo un’adeguata tecnologia di base su cui costruire entrambi i programmi.

Le linee di assemblaggio finale, i test di omologazione dei mezzi, le attività di consegna e il supporto logistico saranno realizzati nel nostro Paese con una quota italiana del 60%. L’attuazione del MoU sarà soggetta alla preventiva approvazione delle Autorità di regolamentazione competenti, tra cui la Commissione Ue e le rispettive Authority nazionali garanti della concorrenza.