Dopo la chiusura della tornata di aste di gennaio, l’attenzione degli investitori si sposta ora sul nuovo calendario delle emissioni di Titoli di Stato italiani previste per febbraio 2026.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato il calendario che riguarda Bot, Btp a medio-lungo termine, Btp Short e Btp€i.
Indice
Btp e Bot, calendario delle aste di febbraio 2026
Per le aste, il Dipartimento del Tesoro, in collaborazione con la Banca d’Italia, ha fissato cinque finestre a febbraio 2026.
La distribuzione ricalca quella degli anni precedenti con Bot a inizio e fine mese, Btp concentrati nella parte centrale e finale, con una giornata dedicata ai titoli a breve durata e a quelli indicizzati all’inflazione. Qui il calendario delle aste dei Titoli di Stato a febbraio 2026:
| Data | Giorno | Evento |
|---|---|---|
| 2 febbraio | lunedì | regolamento medio-lungo |
| 6 febbraio | venerdì | comunicazione Bot |
| 9 febbraio | lunedì | comunicazione medio-lungo |
| 11 febbraio | mercoledì | asta Bot |
| 12 febbraio | giovedì | asta medio-lungo |
| 13 febbraio | venerdì | regolamento Bot |
| 16 febbraio | lunedì | regolamento medio-lungo |
| 19 febbraio | giovedì | comunicazione Btp Short – Btp€i |
| 20 febbraio | venerdì | comunicazione Bot |
| 23 febbraio | lunedì | comunicazione medio-lungo |
| 24 febbraio | martedì | asta Btp Short – Btp€i |
| 25 febbraio | mercoledì | asta Bot |
| 26 febbraio | giovedì | asta medio-lungo; regolamento Btp Short – Btp€i |
| 27 febbraio | venerdì | regolamento Bot |
I Bot di febbraio
A febbraio sono previste due emissioni di Buoni ordinari del Tesoro, strumenti a breve termine e privi di cedola. Le aste dell’11 e del 25 febbraio offriranno titoli con durata non superiore a un anno, generalmente articolati tra Bot annuali e semestrali.
Il rendimento per l’investitore deriva esclusivamente dallo scarto di emissione, ossia dalla differenza tra il prezzo di sottoscrizione e il valore nominale rimborsato alla scadenza. Le linee guida del Mef confermano per il 2026 una periodicità invariata delle aste Bot, con collocamenti mensili dei titoli a 12 e 6 mesi. Nel 2025 le emissioni complessive di Bot sono state di poco inferiori ai 170 miliardi di euro, a testimonianza del ruolo centrale di questi strumenti nella gestione della liquidità statale.
A chi conviene investire in Bot
Questi sono prodotti pensati per risparmiatori prudenti con disponibilità di liquidità temporanea o per investitori in attesa di occasioni sul mercato che nel frattempo puntano a evitare la volatilità dei prezzi.
Pro:
- tassazione agevolata (12,5%);
- durata molto breve;
- rischio di prezzo contenuto;
- elevata liquidità;
- ideali come parcheggio di liquidità;
- sensibilità minima alle variazioni dei tassi.
Contro:
- rendimento limitato rispetto ai Btp;
- zero cedole periodiche;
- poco adatti a strategie di lungo periodo.
Btp Short Term
Il 24 febbraio è la data chiave per i Btp Short Term, introdotti nel 2021 in sostituzione dei Ctz. Si tratta di titoli con durata compresa tra 18 e 36 mesi, che uniscono un orizzonte temporale contenuto a un meccanismo tipico dei Btp tradizionali.
I Btp Short prevedono infatti cedole fisse semestrali, offrendo agli investitori un flusso di interessi periodici oltre al possibile guadagno legato al prezzo di emissione. Anche per questa categoria, negli ultimi mesi la domanda si è mantenuta solida, con richieste spesso superiori all’offerta.
A chi convengono i Btp Short Term
Sono strumenti pensati per investitori cauti ma non ultra-difensivi e per chi vuole cedole senza vincoli lunghi, con portafogli orientati alla stabilità.
Pro:
- tassazione agevolata (12,5%);
- cedola fissa anche su orizzonte breve;
- rischio inferiore rispetto ai Btp lunghi;
- buon compromesso tra rendimento e durata;
- maggiore prevedibilità rispetto ai Bot.
Contro:
- rendimento inferiore ai Btp più lunghi;
- meno adatti a strategie di lungo periodo;
- minore appeal in fase di forte rialzo dei tassi.
Btp€i, protezione dall’inflazione dell’Eurozona
Sempre il 24 febbraio è in calendario l’asta dei Btp€i, titoli di Stato indicizzati all’inflazione dell’area euro. Questi strumenti sono progettati per preservare il potere d’acquisto del capitale investito: sia le cedole semestrali sia l’importo rimborsato alla scadenza vengono adeguati all’andamento dei prezzi.
Il parametro di riferimento è l’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Iapc) dell’Eurozona, al netto dei tabacchi, calcolato da Eurostat. In un contesto macroeconomico ancora attento all’evoluzione dell’inflazione, i Btp€i continuano a rappresentare un’opzione di diversificazione rilevante per molti investitori.
A chi convengono i Btp€i
Questi sono strumenti pensati per investitori preoccupati per l’inflazione, cioè per chi vuole difendere il potere d’acquisto con un portafogli di lungo periodo.
Pro:
- tassazione agevolata (12,5%);
- protezione reale dall’inflazione;
- cedole e rimborso adeguati ai prezzi;
- utile diversificazione del portafoglio.
Contro:
- meno vantaggiosi se l’inflazione cala;
- struttura più complessa;
- minore liquidità rispetto ai Btp tradizionali.
Btp a medio-lungo termine
Il programma di febbraio 2026 prevede due aste dedicate ai Btp a medio-lungo termine, fissate per il 12 e il 26 febbraio. Questi titoli riconoscono cedole fisse semestrali e coprono un ampio spettro di scadenze, dai 3 anni fino ai 50 anni.
Tradizionalmente, l’asta di metà mese è dedicata soprattutto ai Btp a 3 e 7 anni, mentre quella di fine mese vede un maggiore spazio per i titoli a 5 e 10 anni, con la possibilità di includere scadenze più lunghe in base alle condizioni di mercato.
A chi convengono i Btp a medio-lungo termine
Questi sono strumenti ideali per investitori con orizzonte medio-lungo, per chi cerca reddito periodico prevedendo stabilità o calo dei tassi. Sono rivolti a quei risparmiatori con buona tolleranza alla volatilità.
Pro:
- tassazione agevolata (12,5%);
- cedole periodiche certe;
- elevata liquidità sul mercato secondario;
- possibile capital gain se i tassi scendono.
Contro:
- rischio tasso elevato sulle scadenze lunghe;
- prezzo sensibile alle decisioni Bce;
- esposti allo spread.
Come acquistare
Per il 2026 il Mef prevede emissioni lorde di titoli a medio-lungo termine tra i 350 e i 365 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente. I risultati delle aste vengono poi pubblicati dalla Banca d’Italia, con indicazioni su rendimenti, domanda complessiva e rapporto di copertura.
Le informazioni ufficiali sono diffuse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze tramite comunicati periodici. A collocamento avvenuto, Bankitalia rende noti i dati di sintesi, fondamentali per valutare l’andamento del mercato e la fiducia degli investitori verso il debito pubblico italiano.
I risparmiatori non partecipano direttamente alle aste, ma vi accedono tramite banche e intermediari finanziari autorizzati. Di norma l’acquisto avviene attraverso i servizi di trading online o di home banking della propria banca o di Poste. Qualora nei giorni precedenti l’asta non compaiano opzioni di sottoscrizione, è possibile che il proprio intermediario sia abilitato esclusivamente agli scambi sul mercato secondario. Le richieste di acquisto vengono in ogni caso raccolte nei giorni precedenti alla data dell’asta.