Guerra: la rivolta dei militari bielorussi rallenta Putin

Era prevista un'invasione da nord anche delle truppe bielorusse, ma una rivolta interna dei militari lo avrebbe impedito. Una grana per Putin, che controlla comunque il paese.

La Bielorussia è uno dei quattro paesi, Russia compresa, ad aver votato contro la risoluzione Onu che condanna l’invasione dell’Ucraina. Il Paese, retto da Alexander Lukashenko che è un fedelissimo di Putin, è in buona sostanza un satellite della Russia, ed è proprio dal territorio bielorusso che l’esercito di Mosca ha potuto bombardare le postazioni ucraune dislocate a nord. Tuttavia il piano originario, stando a quanto diffuso da fonti dell’intelligence Nato, prevedeva una compartecipazione dell’esercito bielorusso, che invece non c’è stata, pare, in seguito ad una sorta di rivolta interna.

“Il piano originario di Putin avrebbe previsto l’entrata in guerra, al fianco della Russia e contro l’Ucraina, delle forze armate bielorusse circa una settimana fa”, riporta in proposito l’Adnkronos. Invece, si sarebbero verificate “situazioni non previste che avrebbero modificato, per il momento, i piani originari, come ufficiali che si sarebbero dimessi, coscritti che si sarebbero sottratti agli obblighi militari e alcuni generali che avrebbero manifestato il loro disaccordo alla partecipazione della Bielorussia alla guerra”.

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