Mentre i rendimenti sui titoli di Stato italiani rimangono alti e sfiorano quota 3,50%, lo spread Btp-Bund si abbassa leggermente rispetto all’apertura di ieri 2 febbraio. I 61 punti base che dividono Italia e Germania derivano da un aumento parallelo degli interessi che i due Stati pagano sugli strumenti finanziari che mettono a disposizione del mercato.
Migliora leggermente anche la distanza dell’Italia dagli altri Paesi europei in termini di rendimenti, dopo che in chiusura della seduta di ieri un picco di interessi sui Bund aveva avvicinato sia i Bonos spagnoli sia gli Oat francesi a nuovi record, riducendo di molto il differenziale con i titoli tedeschi.
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Spread Btp-Bund stabile a 61, ma crescono i rendimenti
Nei primi minuti d’apertura dei mercati di martedì 3 febbraio lo spread tra i Btp italiani benchmark a 10 anni e i loro corrispondenti tedeschi è rimasto sostanzialmente stabile, vicino a quota 61 punti base. Si tratta di un punteggio molto simile rispetto a quello che il differenziale aveva fatto registrare in apertura nella giornata di ieri, segnale che al momento sembra essere questa la distanza di rendimento che separa Italia e Germania sui principali titoli di debito che emettono.
Un andamento che è stato determinato da una crescita di entrambi i rendimenti. I Btp sono arrivati a 3,48%, avvicinandosi nuovamente a quota 3,50% nonostante gli ottimi risultati delle aste degli ultimi giorni e la valutazione positiva da parte di Standard & Poor’s. Allo stesso modo, i Bund hanno ripreso una traiettoria ascendente per quanto riguarda gli interessi per chi presta denaro al Tesoro tedesco, portandosi a 2,87%.
Le performance di Spagna e Francia
Anche i Bonos spagnoli seguono l’andamento di quelli italiani e tedeschi. I rendimenti dei titoli di Stato di Madrid sono cresciuti di due centesimi, leggermente meno di quelli tedeschi. Quindi anche lo spread con i Bund si è ridotto, mentre continua a rimanere costante la differenza con i Btp.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,87% | – |
| Btp italiani | 3,48% | 61 |
| Oat francesi | 3,46% | 58 |
| Bonos spagnoli | 3,24% | 36 |
Rimane leggermente indietro invece la Francia, che però ha superato un passaggio molto delicato a livello politico. Nella giornata di ieri infatti l’esecutivo è riuscito ad approvare il bilancio dello Stato senza che il voto passasse dal Palmento, utilizzando un articolo speciale della Costituzione francese e quindi bypassando l’instabilità politica che affligge l’Assemblea Nazionale. Ne hanno però risentito i rendimenti, che sono tornati a poco più di due punti base di distanza da quelli italiani.
Le prossime emissioni dei titoli italiani
La combinazione di giudizi positivi delle agenzie di rating e dei tassi di interesse stabiliti dalla Bce ancora alti permette di ottenere cedole significative dagli investimenti nei titoli di Stato italiani. A febbraio gli investitori potranno approfittare di cinque aste diverse:
- l’asta dei Bot dell’11 febbraio;
- l’asta medio-lungo termine del 12 febbraio;
- l’asta dei Btp short-Bpt€i del 24 febbraio;
- l’asta dei Bot del 25 febbraio;
- l’asta medio-lungo termine del 26 febbraio.