Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha aperto nella mattinata del 14 gennaio di poco al di sopra dei 63 punti, per poi scendere quasi subito sotto questa soglia, facendo segnare un punteggio di 62. Continua la riduzione del differenziale, che potrebbe scendere sotto i 60 punti in poche settimane.
Una buona notizia per lo Stato italiano, visto che i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi sono rimasti stabili e sono quindi quelli dei Btp, che determinano il costo del nuovo debito e segnalano la fiducia dei mercati, a calare. L’Italia mette distanza tra sé e la Francia, ferma a quota 71, mentre prosegue quasi parallelo il percorso della Spagna.
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Lo spread punta a 60, calano i rendimenti
Le ore successive all’apertura dei mercati del 14 gennaio hanno dimostrato che lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi può scendere ancora. Il differenziale, che ha aperto a 63,10, è arrivato a toccare quota 62,74, per poi risalire vicino al punteggio di partenza. Nell’ultimo mese lo spread è calato del 9,18%, con un crollo annuo che sfiora il 50%.
Sono i rendimenti dei titoli di Stato italiani a calare. Il Btp benchmark a 10 anni rende ormai il 3,45%, stabilmente sotto quota 3,50%. Un calo che i Bund tedeschi non sono stati in grado di eguagliare. Anche se i titoli di Berlino hanno ridotto i propri rendimenti rispetto al 2,90% di fine 2025, nel 2026 continua la stagnazione intorno a quota 2,82%.
Si rinnova quindi la fiducia dei mercati nel debito italiano, mentre la Germania stenta a ripartire e a invertire la tendenza che l’ha portata a essere uno dei Paesi più in difficoltà dopo la fine della pandemia da Covid-19.
La situazione in Europa
Non è solo la Germania a fare i conti con titoli di Stato costosi. Anche la Francia sta avendo difficoltà a smuovere i rendimenti al di sotto del 3,50%. Il 14 gennaio gli Oat benchmark rendono il 3,53%, con una leggera diminuzione dello spread, che però rimane ormai da giorni a quota 71 punti base. Dopo una fine dell’anno instabile ma positiva, che ha portato il differenziale francese dai picchi di ottobre fino a 70 punti, Parigi sembra aver raggiunto il valore minimo che la crisi politica consente di ottenere.
Prosegue invece la discesa della Spagna, che dopo un breve periodo rialzista tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 è tornata a essere il grande Paese europeo con lo spread più basso. Quota 43 punti sembra essere difficile da smuovere, mentre il differenziale con l’Italia continua a ridursi.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,82% | – |
| Btp italiani | 3,45% | 63 |
| Oat francesi | 3,53% | 71 |
| Bonos spagnoli | 3,25% | 43 |
Gli investimenti nel debito italiano
Nella giornata di ieri si è tenuta l’asta dei titoli di Stato italiani a medio-lungo termine. I Btp saranno emessi domani, 15 gennaio, e avranno una cedola del 2,40%, con una prima cedola corta per i Btp a 3 anni con un tasso lordo pari a 0,39%, che sarà pagata il 15 marzo 2026. Si trattava della prima tranche con un importo massimo offerto di 4 miliardi di euro. Le prossime aste per investire nel debito pubblico italiano saranno:
- l’asta Btp short – Btp€i del 27 gennaio;
- l’asta dei Bot del 28 gennaio;
- l’asta medio-lungo termine del 29 gennaio;
- l’asta Bot dell’11 febbraio;
- l’asta medio-lungo termine del 12 febbraio.