Spread Btp-Bund stabile a 61 punti, rendimenti al 3,41% nel giorno dell’asta dei Bot

Rendimenti in calo e spread tra Btp e Bund stabile in apertura preparano il terreno per la prima asta di titoli di Stato italiani di febbraio, quella dei Bot

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Nel giorno della prima asta di titoli di Stato italiani di febbraio, lo spread Btp-Bund è risultato sostanzialmente stabile sia rispetto all’apertura del 10 febbraio, sia rispetto alla chiusura. Il differenziale si è attestato a 61 punti base, con un calo parallelo dei rendimenti sia dei titoli tedeschi, sia di quelli italiani.

Una tendenza che si riflette sull’interno mercato europeo dei titoli di Stato, almeno per quanto riguarda i Paesi più grandi. Continua il periodo di sostanziale stabilità iniziato con gli ultimi giorni del 2025.

Spread Btp-Bund stabile a 61 punti

Nessuna sostanziale variazione per lo spread tra Btp benchmark a 10 anni italiani e i loro corrispondenti tedeschi. Il differenziale è rimasto a 61 punti base, grazie al calo parallelo dei rendimenti in apertura l’11 febbraio.

I titoli di Stato del nostro Paese, in media, hanno registrato una riduzione degli interessi pagati ai creditori di tre centesimi di punto percentuale, portandosi al 3,41%, tra le quote più basse degli ultimi giorni.

Allo stesso modo, i Bund sono tornati a quota 2,80%, che fino a ora è rimasta il minimo delle variazioni dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi nei mesi scorsi.

Le oscillazioni, pur presenti, non hanno mai superato il decimo di punto, testimoniando la solidità della Germania anche in un momento difficile dal punto di vista economico, che lo Stato federale sta cercando di risolvere attraverso forti investimenti.

Italia e Germania sono legate in questo senso, in quanto principali potenze industriali europee, limitate da una crescita stagnante.

Anche per questa ragione, il cancelliere tedesco Merz e la premier italiana Meloni hanno convocato per oggi 11 febbraio un pre-vertice in anticipo rispetto a quello Ue sulla competitività. L’incontro riunirà i Paesi Ue pronti a uno “scatto in avanti” sui temi della deregolamentazione industriale e dell’integrazione.

Calano i rendimenti di Bonos e Oat

Se nella giornata di ieri i Btp si erano distinti per un calo di rendimento maggiore rispetto a quelli di altri titoli di Stato europei, l’11 febbraio, in apertura, tutti i principali titoli di debito europei hanno seguito una traiettoria simile. Anche i Bonos spagnoli hanno ridotto i propri rendimenti di tre centesimi, scendendo sotto quota 3,20%.

Rendimenti all’apertura dell’11 febbraio
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 2,80%
Btp italiani 3,41% 61
Oat francesi 3,39% 60
Bonos spagnoli 3,17% 37

Stessa traiettoria per gli Oat francesi, arrivati appena sotto quota 3,40%. La giornata di ieri si era aperta per la Francia con un tentativo del presidente Macron di rilanciare l’idea di un debito comune europeo per finanziare i settori industriali. Proposta subito respinta da Merz, che sta progressivamente indebolendo l’alleanza franco-tedesca che per anni ha guidato l’integrazione europea.

L’asta dei Bot dell’11 febbraio e i prossimi appuntamenti

Nella giornata di oggi 11 febbraio si terrà un’asta per la nuova emissione dei Bot a 12 mesi. Questi titoli, con scadenza molto a breve termine, non rilasciano cedole. Il rendimento deriva soltanto dallo scarto di emissione. I titoli possono essere sottoscritti dal pubblico per un importo minimi di 1.000 euro.

L’importo offerto dal Tesoro per questa emissione di Bot è di 8,5 miliardi di euro, ma è possibile un collocamento supplementare in caso di domanda molto alta, pari al 10%.

Le prossime aste tra febbraio e marzo saranno quelle:

  • per il medio-lungo termine il 12 febbraio.
  • per i Btp short-Btp€i il 24 febbraio;
  • per i Bot il 25 febbraio;
  • per il medio-lungo termine il 26 febbraio;
  • per i Bot l’11 marzo;
  • per il medio-lungo termine il 12 marzo.

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