Shein perde l’8% al debutto in Borsa: da 100 a 24 miliardi, cosa è successo

Le azioni Shein scendono nel primo giorno alla Borsa di Hong Kong. Dazi sui piccoli pacchi, crescita in frenata e rischi normativi mettono in crisi il modello del fast fashion low cost.

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Donatella Maisto

Esperta in digital trasformation

Dopo 20 anni nel legal e hr, si occupa di informazione, ricerca e sviluppo. Esperta in digital transformation, tecnologie emergenti e standard internazionali per la sostenibilità, segue l’Innovation Hub della Camera di Commercio italiana per la Svizzera. MIT Alumni.

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Il debutto di Shein alla Borsa di Hong Kong non ha convinto gli investitori. Nel primo giorno di contrattazioni le azioni del colosso del fast fashion hanno perso circa l’8%, scendendo a 44,6 dollari di Hong Kong rispetto al prezzo di collocamento di 48,56 dollari.

La capitalizzazione della società è così scesa intorno ai 24 miliardi di dollari. Nel 2022, durante un precedente round di finanziamento privato, Shein era stata valutata quasi 100 miliardi.

Il confronto non significa che la società abbia perso 76 miliardi nella sola seduta: mostra, però, quanto siano cambiate in quattro anni le aspettative sulla sua crescita. Il segnale più preoccupante è che gli investitori hanno venduto il titolo nonostante la valutazione fosse già stata ridotta di circa il 75%.

Il debutto di Shein alla Borsa di Hong Kong

Shein ha collocato 280 milioni di azioni, raccogliendo 13,6 miliardi di dollari di Hong Kong, pari a circa 1,74 miliardi di dollari statunitensi. È una delle maggiori quotazioni realizzate quest’anno sulla piazza asiatica.

La domanda non è mancata, ma è risultata modesta rispetto alle Ipo più richieste di Hong Kong. La quota destinata agli investitori privati è stata sottoscritta 5,63 volte e quella internazionale 2,59 volte. Le operazioni più popolari nei settori dell’intelligenza artificiale e della robotica hanno, invece, registrato richieste anche centinaia di volte superiori all’offerta.

La debolezza era emersa già nelle contrattazioni informali precedenti al debutto, quando il titolo aveva perso oltre il 10%. Nella seduta ufficiale il ribasso si è attestato intorno all’8%, mentre l’indice Hang Seng cedeva circa lo 0,6%.

Il mercato ha, quindi, penalizzato Shein molto più del listino sul quale ha esordito.

Perché Shein vale molto meno rispetto al 2022

Il modello che ha permesso a Shein di crescere rapidamente era fondato sulla vendita online di migliaia di capi a prezzi estremamente bassi, prodotti in piccoli lotti e spediti direttamente dalla Cina ai consumatori.

Questo sistema consentiva alla società di seguire quasi in tempo reale le tendenze individuate attraverso i dati raccolti online, limitando le scorte e riducendo i costi dei negozi fisici. Ma alcuni dei vantaggi sui quali si reggeva il modello stanno scomparendo.

Gli Stati Uniti hanno eliminato l’esenzione doganale “de minimis” per le spedizioni di valore inferiore a 800 dollari. Anche l’Unione europea ha introdotto nuovi oneri sui piccoli pacchi, colpendo direttamente le piattaforme che inviano singoli ordini dalla Cina.

Le conseguenze sono maggiori dazi, costi logistici più elevati e la necessità di aumentare i prezzi. Il rischio è che Shein perda proprio l’elemento che l’aveva resa competitiva: una differenza di prezzo molto ampia rispetto ai marchi tradizionali.

Shein in perdita, crollano le vendite negli Stati Uniti

Il ridimensionamento non dipende soltanto dalle aspettative. Nel primo trimestre del 2026 Shein ha registrato una perdita netta di 99 milioni di dollari, contro un utile di 395 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente.

Sul risultato ha pesato un onere contabile non monetario da 328 milioni di dollari, ma anche l’indebolimento dell’attività. I ricavi sono cresciuti soltanto dell’1,1%, raggiungendo 9,05 miliardi di dollari.

Negli Stati Uniti, uno dei mercati più importanti per il gruppo, le vendite sono diminuite del 14,3%, da 2,38 a 2,04 miliardi. La quota americana sui ricavi complessivi è così scesa dal 29,4% del 2023 al 22,5%.

La società prevede, inoltre, che nel primo semestre il margine operativo sarà leggermente inferiore a quello del primo trimestre, a causa di dazi, tariffe e maggiori costi logistici in Europa e Medio Oriente.

I controlli che hanno bloccato Wall Street e Londra

Shein ha raggiunto Hong Kong dopo aver rinunciato alla quotazione prima a New York e poi a Londra. I progetti sono stati ostacolati dai controlli sulla catena di fornitura, dalle tensioni tra Stati Uniti e Cina e dalle contestazioni sulle pratiche commerciali e ambientali.

Il gruppo è sottoposto a indagini da parte della Commissione europea e della Federal Trade Commission statunitense. In passato ha ricevuto sanzioni in Francia per presunti falsi sconti e in Italia per greenwashing.

Nonostante il forte ridimensionamento, alcuni investitori considerano la valutazione ancora elevata. Shein viene scambiata a circa 15 volte gli utili attesi, più del doppio rispetto a Pdd, proprietaria della concorrente Temu.

Cosa farà Shein dopo la quotazione

Shein utilizzerà gran parte delle risorse raccolte per tecnologia, marketing ed espansione internazionale. Sta, inoltre, cercando di dipendere meno dal fast fashion a marchio proprio, ampliando il marketplace per venditori esterni e offrendo servizi logistici e di gestione della filiera.

Il gruppo ha acquisito Missguided nel 2023 ed Everlane nel maggio 2026, nel tentativo di raggiungere fasce di mercato diverse.

La quotazione offre finalmente liquidità agli investitori entrati negli anni della crescita più rapida, ma il debutto negativo mostra che per il mercato Shein non è più una piattaforma destinata a crescere a qualsiasi costo. È un’impresa matura che deve dimostrare di poter difendere margini e prezzi in un mondo con più dazi, controlli e concorrenza.