Oro sopra i 5mila dollari, cresce l’incertezza dopo lo stop ai dazi Usa

Il metallo prezioso si conferma bene rifugio mentre il Bitcoin crolla sotto i 65.000 dollari. Tensioni geopolitiche e dollaro in difficoltà

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Il prezzo dell’oro torna sopra la soglia dei 5.000 dollari. Nella mattinata di lunedì 23 febbraio, sui mercati delle materie prime, il metallo avanza e viene scambiato intorno ai 5.150 dollari.

L’incertezza data dalle tensioni geopolitiche porta a percepire l’oro come un bene rifugio. Banche e privati investono in quest’ultimo, in previsione di un peggioramento della situazione globale. Il prezzo in rialzo è stato trainato anche dall’incertezza sui mercati dopo la decisione della Corte Suprema di annullare i dazi voluti lo scorso anno da Donald Trump e l’annuncio di nuove tariffe globali. Così la ripresa del dollaro si è scontrata da una parte con i dati relativi alla crescita, dall’altra con il clima di incertezza.

Oro sopra i 5mila dollari

Alle 8:30 del mattino di lunedì 23 febbraio 2026 l’oro vale 5.136,44 dollari l’oncia (+0,74%). Si può fare un’ulteriore divisione del metallo prezioso:

  • con consegna immediata (Gold spot) a 5.146,3900 dollari;
  • con consegna d’aprile (Comex) scambiato a 5.174,10 dollari.

Il prezzo risulta in crescita in entrambi i casi, rispettivamente in crescita del +0,76% e +1,83%.

Le conseguenze dopo la sentenza sui dazi di Trump

Dopo la sentenza della Corte Suprema che ha ritenuto illegittimi i dazi di Trump, i mercati internazionali hanno reagito in maniera prevedibile.

Il Bitcoin è crollato di quasi il 5%, scendendo sotto i 65.000 dollari. Mentre l’oro, bene rifugio, è tornato sopra i 5.000 dollari l’oncia.

Anche se il dollaro ne ha risentito, al momento sembra che le Borse non ne stiano soffrendo molto. C’è però attesa su notizie di natura geopolitica, che potrebbero mutare in maniera più concreta i mercati.

Il dollaro prosegue la crisi per via dell’incertezza scatenata da:

  • dazi;
  • rimborsi;
  • nuove tariffe e dalle loro conseguenze.

L’euro-dollaro è sceso verso 1,175 per poi risalire leggermente, ma lo scenario è simile anche su sterlina-dollaro, così come per la debolezza del dollaro contro lo yuan cinese.

La reazione dei mercati asiatici

Dall’altra parte del mondo rispetto agli Stati Uniti, le azioni asiatiche sono in rialzo. La Borsa di Hong Kong, grazie ai titoli tecnologici, vede un rialzo di oltre il 2% dell’indice Hang Seng.

Per le reazioni dei mercati azionari della Cina bisogna attendere la fine del Capodanno lunare.