Poste lancia un’Opas totalitaria su TIM: il controllo allo Stato

L'OPAS in cash e azioni valorizza le azioni TIM a 0,635 euro con un premio del 9%

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Redazione

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Poste Italiane ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria (OPAS) totalitaria su TIM, con l’obiettivo di dare vita ad un unico Gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane. Poste punta infatti ad acquisire l’intero capitale sociale di TIM e procedere alla revoca dalla quotazione delle azioni della società di tlc dalla Borsa di Milano. Il perfezionamento dell’Offerta è previsto entro la fine del 2026.

Una scelta che in quale modo ha sorpreso il mercato, dal momento che Poste era salita al 27,32% del capitale lo scorso dicembre, chiedendo l’esenzione dall’obbligo di Opa.

“Il nuovo Gruppo – si afferma – rappresenterà la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale in grado di generare valore per tutti gli azionisti e di contribuire in modo significativo alla crescita della produttività del sistema industriale, alla competitività internazionale del Paese e alla capacità di attrarre investimenti”.

I termini dell’Opas

Il corrispettivo riconosciuto da Poste Italiane agli azionisti di Telecom che dovessero aderire all’Offerta sarà rappresentato da una componente in denaro (cash) pari a 0,167 euro per ciascuna azione di TIM portata in adesione all’Offerta, ed una componente in azioni, pari a 0,0218 azioni ordinarie Poste Italiane di nuova emissione per ciascuna azione di TIM portata in adesione all’Offerta.

Il corrispettivo complessivo dell’Offerta, dato dalla la somma della parte cash e della parte in azioni, esprime una valorizzazione pari a 0,635 euro per ciascuna azione di TIM e, pertanto, incorpora un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di TIM rilevato alla data di chiusura degli scambi in Borsa del 20 marzo 2026.

Nasce piattaforma integrata con ricavi diversificati

Il Gruppo combinato si configurerebbe come una delle principali piattaforme integrate del Paese, con ricavi aggregati stimati a circa 26,9 miliardi, un EBIT aggregato pro-forma pari a circa 4,8 miliardi ed oltre 150 mila dipendenti.

Sotto il profilo industriale e strategico, l’Operazione consentirebbe la creazione di un Gruppo integrato con posizioni di leadership nei principali settori di attività in cui è presente (telecomunicazioni, servizi finanziari, assicurativi e logistica), facendo leva sulla complementarità degli asset industriali, delle competenze tecnologiche e della base clienti delle società coinvolte.

Le sinergie attese ed i costi

Le sinergie attese dall’operazione si inseriscono in un percorso di integrazione industriale e commerciale già avviato da Poste Italiane negli ultimi mesi, sin dall’acquisizione della prima partecipazione in TIM, avvenuta nel febbraio 2025.

Poste Italiane ha identificato un potenziale complessivo di sinergie ante imposte pari a circa 0,7 miliardi di euro annui a regime, di cui 0,5 miliardi di euro riconducibili a sinergie di costo e 0,2 miliardi di sinergie di ricavo. Si prevede che le sinergie di costo possano essere realizzate entro il secondo anno successivo al completamento dell’Offerta, mentre quelle di ricavo in un orizzonte di 3 anni.

Gli oneri una tantum necessari per il conseguimento delle sinergie sono attualmente stimati in circa 0,7 miliardi di euro ante imposte, ammontare che si prevede di raggiungere a partire dal secondo anno successivo al completamento dell’Offerta per quanto riguarda le sinergie di costo e dal terzo anno per quanto riguarda le sinergie di ricavo.

Poste Italiane si attende un impatto positivo sul proprio utile per azione a partire dall’esercizio 2027; inoltre, la solidità finanziaria, l’elevata generazione di cassa e le ampie riserve patrimoniali distribuibili del nuovo gruppo garantiranno un impatto neutrale sul dividendo per azione di Poste Italiane a valere sull’utile 2026.

Lo Stato sarà l’azionista di maggioranza

Il Gruppo risultante dal completamento dell’Offerta potrà beneficiare di una governance stabile, con la presenza dello Stato Italiano quale azionista di maggioranza, con una partecipazione superiore al 50% (anche attraverso la partecipazione detenuta da Cassa Depositi e Prestiti).

Questo assicurerà stabilità nel lungo periodo e un chiaro mandato strategico orientato alla creazione di valore per tutti gli stakeholders e per il Paese nel suo complesso. Tale assetto proprietario garantisce inoltre un forte allineamento degli interessi, volto a sostenere una performance competitiva e rendimenti per gli azionisti sostenibili nel tempo.