Eurogroup Laminations a picco in Borsa: cosa sta accadendo

Il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso e poi entrato in contrattazione con una perdita superiore al 50%

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Redazione

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Colano a picco in Borsa le azioni di Eurogroup Laminations (EGLA), dopo lo stop alla vendita della maggioranza ai cinesi del fondo di private equity FountainVest. Il titolo, dopo una iniziale sospensione al ribasso, è crollato a sul mercato Euronext Milan a 1,58 euro per azione, in ribasso del 55,5% rispetto a ieri. Su questa valutazione, EGLA segna un calo del 71% rispetto al prezzo del collocamento di 5,5 euro al suo debutto in Borsa, avvenuto il 10 febbraio 2023, e del 58% rispetto al prezzo dell’OPA promossa dal fondo di Hong Kong.

Cosa è accaduto

Ad innescare le vendite a pioggia sul titolo è stato lo stop dell’autorità indiana competente a decidere sul rilascio dell’autorizzazione per gli investimenti esteri, perché il via libera dell’autorità indiana era stato posto come condizione per la validità dell’operazione di vendita a FountainVest, che doveva acquisire una quota di maggioranza di EGLA e successivamente promuovere l’OPA obbligatoria finalizzata al delisting.

L’operazione su EGLA

Nel mese di luglio 2025, EMS – Euro Management Services, in qualità di socio di maggioranza di EGLA aveva siglato l’accordo per cedere alla società di private equity cinese FountainVest il 45,7% del capitale di EGLA e, in seguito, promuovere un’OPA obbligatoria allo stesso prezzo di 3,85 euro per azione. Una valutazione che risultava in calo del 30% rispetto al prezzo del collocamento, ma in crescita aumento del 64% rispetto al pr4ezzo pre-annuncio. E, difatti, il titolo si era allineato alla nuova valutazione: sino a venerdì quotava 3,544 euro.

Perché chiedere il parere dell’autorità indiana?

La necessità di chiedere l’autorizzazione dell’autorità indiana era scaturita dall’acquisto della società indiana Kumar, avvenuta nel 2024, rilevata per un valore di 19,9 milioni di euro, di cui 13,9 milioni a tritolo di corrispettivo di acquisto di una quota del 40% e 6 milioni mediante aumento di capitale.  Le parti dell’operazione principale (EGLA), a causa del complicarsi della situazione, hanno anche esplorato strade alternative, fra cui lo spin-off (scorporo) della società indiana, ma le trattative non hanno avuto esito positivo. Si stima che Kumar, nel 2025, abbia contribuito per circa il 6% al fatturato del Gruppo, compensando la debolezza del mercato europeo, e che costituisca elemento cardine della strategia di crescita del gruppo. Nei primi nove mesi del 2025, il segmento Industrial & Infrastructure di EGLA ha conseguito ricavi per 234,9 milioni di euro, rispetto a 233,6 milioni di euro nei primi nove mesi 2024, con un contributo pari a 38,1 milioni di euro dalla sola Kumar.

Conti attesi il 23 marzo

Lo stop alla cessione ed al conseguente delisting del titolo dalla Borsa getta ora delle ombre sul futuro del Gruppo, anche se il management di EGLA ha precisato che l’interruzione dell’operazione non incide sulle prospettive industriali e finanziarie ed ha confermato la validità del business plan. L’operazione con FountainVest avrebbe dovuto permettere a EGLA di effettuare investimenti in tecnologia ed espansione geografica, accelerando la crescita in Asia ed, in particolare, in Cina. Un importante test saranno i conti del gruppo, attesi per il prossimo 23 marzo.