I colossi minerari Rio Tinto e Glencore confermano trattative per possibile fusione

La fusione darebbe vita al primo gruppo globale nell'estrazione mineraria con un valore stimato superiore a 260 miliardi di dollari.

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Redazione

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I due colossi delle materie prime hanno dichiarato nella serata di giovedì di essere in colloqui preliminari per una possibile acquisizione di Glencore da parte di Rio Tinto, in un’operazione che potrebbe potenzialmente creare la più grande società mineraria del mondo.

La conferma delle due aziende

Dopo circa due anni di stop Glencore e Rio Tinto hanno ripreso le trattative su una fusione che darebbe vita al primo gruppo globale nell’estrazione mineraria. Lo hanno comunicato separatamente le due società nel corso della notte di giovedì.

Rio Tinto e Glencore, infatti, hanno confermato di essere “in trattative preliminari” in merito a una “possibile combinazione di alcune o tutte le loro attività, che potrebbe includere una fusione interamente azionaria tra Rio Tinto e Glencore”. Le società si “aspettano attualmente che qualsiasi operazione di fusione venga effettuata tramite l’acquisizione di Glencore da parte di Rio Tinto tramite un accordo di concordato approvato dal Tribunale”.

Ancora nessuna certezza dell’operazione

Glencore e Rio Tinto, tuttavia, hanno precisato che non vi è certezza di un’intesa. “Non vi è alcuna certezza che i termini di qualsiasi transazione o offerta saranno concordati, né per quanto riguarda i termini o la struttura di tale transazione o offerta, se concordati”, hanno affermato.

Inoltre, la potenziale acquirente ha aggiunto che “si riserva il diritto di introdurre altre forme di corrispettivo e/o variare la combinazione o la composizione del corrispettivo di qualsiasi offerta”.

La stessa, inoltre, avrà tempo fino alle ore 17:00 (ora di Londra) del 5 febbraio 2026 per annunciare la “ferma intenzione di presentare un’offerta per Glencore” oppure di “non voler presentare un’offerta”.

Fusione di dimensione globale

Se completata, la fusione tra i due giganti minerari e delle materie prime creerebbe una delle più grandi società di risorse naturali al mondo, combinando la forza di Rio Tinto nel minerale di ferro, alluminio e rame con il diversificato portafoglio di operazioni minerarie e commerciali di Glencore.

Secondo il Financial Times, nell’eventualità che procedano i due gruppi darebbero vita a un gigante con un valore stimato superiore a 260 miliardi di dollari.

La notizia della possibile fusione segue le speculazioni nel settore minerario su potenziali consolidamenti in un contesto di mercati delle materie prime volatili e data la crescente importanza dei minerali critici per la transizione energetica.

Sia Rio Tinto che Glencore hanno significative operazioni globali che si estendono su più continenti e materie prime, con la prima che ha una capitalizzazione di mercato di circa 132 miliardi di dollari e Glencore valutata intorno ai 65 miliardi di dollari.