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La Borsa del 2 marzo, affondano i mercati europei: Piazza Affari chiude al -2%
Petrolio, oro e dollaro balzano, segnalando una corsa ai beni rifugio in un contesto di tensioni geopolitiche. Aumenta la produzione dell’Opec
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Cadono le Borse
La guerra in Medio Oriente si abbatte sui mercati azionari, che chiudono in profondo rosso mentre schizzano al rialzo le quotazioni di gas, petrolio e dollaro. Non fa eccezione il Ftse Mib, che lascia sul terreno il 2% bruciando in una sola seduta oltre 17 miliardi di capitalizzazione. Il timore di una nuova crisi energetica — la terza in pochi anni dopo il Covid (2020) e l'invasione russa dell'Ucraina (2022) — potrebbe tradursi, secondo gli analisti, in una nuova fiammata inflazionistica, vanificando le attese di un taglio dei tassi da parte di Fed e Bce, che anzi potrebbero essere costrette a ritoccarli al rialzo.
A Piazza Affari finiscono nel mirino delle vendite quasi tutti i titoli principali, da Stellantis (-7,2%) al lusso di Cucinelli (-4,6%), complice il coinvolgimento indiretto nel conflitto di hub strategici come Dubai e gli Emirati Arabi. In forte ribasso anche banche e assicurazioni, mentre tra i pochi a salvarsi spiccano i titoli del comparto Difesa come Leonardo (+2,5%) e i big petroliferi, con Eni in testa (+3,6%).
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Borse giù per la guerra in Iran
Le borse europee sono in calo a metà seduta, a seguito dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran e della successiva risposta della Repubblica islamica contro diversi obiettivi in Medio Oriente. Questo ha alimentato l’avversione al rischio e spinto gli investitori a cercare rifugio in asset considerati sicuri. Di conseguenza, l’azionario è generalmente in ribasso, mentre le materie prime sono in rally e il prezzo dell’oro è in aumento.
A Piazza Affari, il Ftse Mib cede l’1,83%, mentre nel resto del Vecchio Continente Parigi perde l’1,78%, Francoforte l’1,97%, Londra lo 0,97% e Amsterdam lo 0,92%.
Tra i principali titoli milanesi, Stellantis (-4,86%) e i titoli finanziari come Bper (-3,66%), Unipol (-3,59%) e Mediobanca (-3,57%) registrano le maggiori perdite. Anche Brunello Cucinelli (-3,57%) è in calo, a causa del coinvolgimento indiretto nel conflitto di hub come Dubai e gli Emirati Arabi, che sta penalizzando il settore del lusso. Al contrario, i titoli della difesa e dell’energia mostrano un trend positivo: Leonardo sale del 3,45%, Eni del 2,25%, Italgas dell’1,65% e Fincantieri dell’1,59%.
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Su le azioni Leonardo
Le crescenti tensioni geopolitiche stanno riportando in primo piano il comparto Difesa e dovrebbero continuare a fare da sostegno alle azioni Leonardo, i cui prezzi si muovono ormai in prossimità dei massimi storici. Tra i titoli più comprati oggi, le azioni salgono a 59,30 euro con un balzo di circa il 4,4%.
Oltre a quello che accade in Iran, a contribuire al balzo c'è anche la commessa dal Regno Unito: il governo britannico ha assegnato a Leonardo un contratto da circa 1,35 miliardi di dollari (1 miliardo di sterline) per la realizzazione di una nuova flotta di elicotteri militari.
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In ripresa Eni e Italgas
Tra i titoli più comprati spicca Leonardo, che sale a 59,72 euro con un balzo di circa il 5,1%, seguita da Eni a 20,39 euro in rialzo di quasi il 3,8%. In progresso anche Tenaris, che si attesta a 23,40 euro (+1,21%), Fincantieri a 14,60 euro (+1,18%) e Italgas a 10,98 euro (+0,37%), a conferma di un interesse per i nomi legati a difesa, energia e infrastrutture regolamentate.
Nome Valore Var % Leonardo 59,72 +5,14 Eni 20,39 +3,73 Tenaris 23,40 +1,21 Fincantieri 14,60 +1,18 Italgas 10,98 +0,37 -
Crollano le banche e Stellantis
Sul fronte opposto, guidano i ribassi Stellantis, che scivola a 6,511 euro con una perdita di oltre il 6%, e Bper Banca, in flessione a 11,435 euro (-4,79%). In forte calo anche Intesa Sanpaolo (5,563 euro, -4,66%), Unipol (20,20 euro, -4,54%) e Mediobanca (17,645 euro, -4,47%), a testimonianza di un clima particolarmente pesante per il settore finanziario e per il titolo automobilistico.
Nome Valore Var % Stellantis 6,511 -6,20 Bper Banca 11,435 -4,79 Intesa Sanpaolo 5,563 -4,66 Unipol 20,20 -4,54 Mediobanca 17,645 -4,47 Brunello Cucinelli 78,72 -4,40 Moncler 55,96 -4,24 Azimut 33,62 -4,19 Bca Pop Sondrio 16,48 -4,19 Unicredit 69,41 -4,14 -
Borse giù
Le principali Borse europee aprono la seduta del 2 marzo in deciso ribasso, con vendite diffuse sin dai primi scambi. Francoforte guida le perdite e va in caduta libera, lasciando sul terreno circa il 2,3%. Londra mostra un avvio debole con un calo vicino all’1%, mentre Parigi parte sottotono con una lieve flessione attorno allo 0,04%. Anche Piazza Affari segue il movimento negativo del Vecchio Continente, registrando un netto arretramento in apertura di oltre l’1,8%.
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I titoli da osservare
Sul listino milanese, da tenere d’occhio i titoli della difesa come Fincantieri e Leonardo. Anche i titoli petroliferi come Saipem, Tenaris ed Eni sono in rialzo, in linea con l’aumento del prezzo del petrolio.
Nel frattempo, il governo italiano sta valutando diverse misure per limitare l’influenza di Sinochem in Pirelli. Queste misure includono la sterilizzazione dei diritti di voto, il trasferimento della partecipazione cinese a un veicolo italiano o l’utilizzo di un blind trust, secondo quanto riportato da fonti di stampa. Nei prossimi giorni è prevista una serie di incontri a Roma, a cui parteciperà il top management di Pirelli.
Per quanto riguarda Stellantis, il ministero dei Trasporti ha diffuso i dati sulle immatricolazioni di febbraio in Italia. Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 381 euro su Ferrari.
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Borse in profondo rosso
Le borse europee si preparano a un lunedì difficile, con il futures sull’Eurostoxx50 in calo dell’1,82%. Anche i futures statunitensi sono in rosso, con quello sul Dow Jones in ribasso dell’1,10% e quello sull’S&P500 in calo dell’1,09%. Questo dopo che gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran durante il fine settimana, seguiti dalle rappresaglie di Teheran nella regione, hanno spinto i prezzi del petrolio al rialzo e innescato una corsa ai beni rifugio come il dollaro statunitense e l’oro.