La Borsa del 2 marzo, affondano i mercati europei dopo l’attacco Usa-Israele all’Iran

Petrolio, oro e dollaro balzano, segnalando una corsa ai beni rifugio in un contesto di tensioni geopolitiche. Aumenta la produzione dell’Opec

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana ed internazionale.

  1. Su le azioni Leonardo

    Le crescenti tensioni geopolitiche stanno riportando in primo piano il comparto Difesa e dovrebbero continuare a fare da sostegno alle azioni Leonardo, i cui prezzi si muovono ormai in prossimità dei massimi storici. Tra i titoli più comprati oggi, le azioni salgono a 59,30 euro con un balzo di circa il 4,4%.

    Oltre a quello che accade in Iran, a contribuire al balzo c'è anche la commessa dal Regno Unito: il governo britannico ha assegnato a Leonardo un contratto da circa 1,35 miliardi di dollari (1 miliardo di sterline) per la realizzazione di una nuova flotta di elicotteri militari.

  2. In ripresa Eni e Italgas

    Tra i titoli più comprati spicca Leonardo, che sale a 59,72 euro con un balzo di circa il 5,1%, seguita da Eni a 20,39 euro in rialzo di quasi il 3,8%. In progresso anche Tenaris, che si attesta a 23,40 euro (+1,21%), Fincantieri a 14,60 euro (+1,18%) e Italgas a 10,98 euro (+0,37%), a conferma di un interesse per i nomi legati a difesa, energia e infrastrutture regolamentate.

    Nome Valore Var %
    Leonardo 59,72 +5,14
    Eni 20,39 +3,73
    Tenaris 23,40 +1,21
    Fincantieri 14,60 +1,18
    Italgas 10,98 +0,37
  3. Crollano le banche e Stellantis

    Sul fronte opposto, guidano i ribassi Stellantis, che scivola a 6,511 euro con una perdita di oltre il 6%, e Bper Banca, in flessione a 11,435 euro (-4,79%). In forte calo anche Intesa Sanpaolo (5,563 euro, -4,66%), Unipol (20,20 euro, -4,54%) e Mediobanca (17,645 euro, -4,47%), a testimonianza di un clima particolarmente pesante per il settore finanziario e per il titolo automobilistico.

    Nome Valore Var %
    Stellantis 6,511 -6,20
    Bper Banca 11,435 -4,79
    Intesa Sanpaolo 5,563 -4,66
    Unipol 20,20 -4,54
    Mediobanca 17,645 -4,47
    Brunello Cucinelli 78,72 -4,40
    Moncler 55,96 -4,24
    Azimut 33,62 -4,19
    Bca Pop Sondrio 16,48 -4,19
    Unicredit 69,41 -4,14

     

  4. Borse giù

    Le principali Borse europee aprono la seduta del 2 marzo in deciso ribasso, con vendite diffuse sin dai primi scambi. Francoforte guida le perdite e va in caduta libera, lasciando sul terreno circa il 2,3%. Londra mostra un avvio debole con un calo vicino all’1%, mentre Parigi parte sottotono con una lieve flessione attorno allo 0,04%. Anche Piazza Affari segue il movimento negativo del Vecchio Continente, registrando un netto arretramento in apertura di oltre l’1,8%.

  5. I titoli da osservare

    Sul listino milanese, da tenere d’occhio i titoli della difesa come Fincantieri e Leonardo. Anche i titoli petroliferi come Saipem, Tenaris ed Eni sono in rialzo, in linea con l’aumento del prezzo del petrolio.

    Nel frattempo, il governo italiano sta valutando diverse misure per limitare l’influenza di Sinochem in Pirelli. Queste misure includono la sterilizzazione dei diritti di voto, il trasferimento della partecipazione cinese a un veicolo italiano o l’utilizzo di un blind trust, secondo quanto riportato da fonti di stampa. Nei prossimi giorni è prevista una serie di incontri a Roma, a cui parteciperà il top management di Pirelli.

    Per quanto riguarda Stellantis, il ministero dei Trasporti ha diffuso i dati sulle immatricolazioni di febbraio in Italia. Berenberg ha confermato il rating buy e il target price a 381 euro su Ferrari.

  6. Borse in profondo rosso

    Le borse europee si preparano a un lunedì difficile, con il futures sull’Eurostoxx50 in calo dell’1,82%. Anche i futures statunitensi sono in rosso, con quello sul Dow Jones in ribasso dell’1,10% e quello sull’S&P500 in calo dell’1,09%.  Questo dopo che gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran durante il fine settimana, seguiti dalle rappresaglie di Teheran nella regione, hanno spinto i prezzi del petrolio al rialzo e innescato una corsa ai beni rifugio come il dollaro statunitense e l’oro.